Secondo il “Memorandum” elaborato dalla divisione medicale di General Electric, l’implementazione della Sanità digitale avrà effetti positivi su efficacia e costi delle prestazioni.

Memorandum per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale curato dal Dipartimento di Health Economics di GE Healthcare Italia
Memorandum per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale curato dal Dipartimento di Health Economics di GE Healthcare Italia

Cambiamenti demografici, emergere di nuovi fenomeni sociali, riduzione dei finanziamenti pubblici al SSN: la sanità del futuro, per essere sostenibile in uno scenario in profonda trasformazione, deve essere ripensata e in questo un aiuto importante può arrivare dall’innovazione digitale, driver fondamentale di accelerazione del cambiamento e fattore abilitante per migliorare la personalizzazione, la continuità e l’accesso delle cure ai pazienti, garantendo maggiore efficacia ed efficienza al Sistema.

È quanto emerge dalla nuova edizione del Memorandum per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale curato dal Dipartimento di Health Economics di GE Healthcare Italia, divisione medicale di General Electric, guidato da Massimo Barberio. Secondo la multinazionale, per fronteggiare le sfide del futuro è essenziale cogliere l’opportunità offerta dalla digitalizzazione per la raccolta e analisi di big data in sanità, che permetteranno di misurare gli outcome di salute e la valutazione del ritorno dell’investimento in ottica di creazione di valore economico e sociale. Contribuendo in modo sostanziale anche alla riduzione del fenomeno delle liste d’attesa, attraverso l’ottimizzazione dei percorsi di cura e dell’occupazione dei posti letto.

Il contesto: una spesa sanitaria sotto pressione davanti alle sfide socio-demografiche

Dal punto di vista socio–demografico, il rapporto tra la popolazione over 65 e la popolazione attiva si attesta in Italia al 35%, valore più elevato tra i Paesi europei. Persiste quindi un’importante crisi demografica che mina le condizioni alla base del precario equilibrio dell’attuale sistema di Welfare. L’aspettativa di vita in buona salute è in lieve aumento, ma in misura minore rispetto agli altri Paesi sviluppati: questo denota una crescente ed efficace attenzione alla prevenzione ma allo stesso tempo un investimento ancora insufficiente.

Sfide impegnative per il Sistema sanitario nazionale, la cui spesa nel 2017 è aumentata dell’1,3% rispetto al 2016, attestandosi a 117,5 miliardi di euro. Nel periodo 2015-2018 l’attuazione degli obiettivi di finanza pubblica ha determinato, rispetto ai livelli programmati, una riduzione cumulativa del finanziamento del SSN di 12,11 miliardi; il DEF 2018, a fronte di una prevista crescita annua del Pil nominale del 3% nel triennio 2018 -2020, riduce progressivamente il rapporto spesa sanitaria/Pil dal 6,6% del 2018 al 6,4% del 2019, al 6,3% nel 2020 e 2021. La spesa sanitaria in Italia continua dunque a perdere terreno con progressivo avvicinamento ai livelli di spesa dei Paesi dell’Europa orientale. La regressione riguarda anzitutto la percentuale del Pil destinato alla spesa sanitaria totale, che nel 2016 è di poco inferiore alla media OCSE (8,9 vs 9%) e che pone l’Italia fanalino di coda insieme al Portogallo tra i Paesi dell’Europa occidentale.

La rivoluzione tecnologica come opportunità

L’innovazione, secondo GE Healthcare, avrà un grande impatto sull’efficacia e sui costi delle prestazioni, sulle politiche sanitarie, sulle scelte in tema di organizzazione delle modalità di fornitura di servizi e sulla variazione della struttura della spesa, e potrà contribuire in modo sostanziale anche alla riduzione delle liste d’attesa, attraverso l’ottimizzazione dei percorsi di cura e dell’occupazione dei posti letto. Liste d’attesa che rimangono ad oggi un capitolo aperto: negli ultimi 12 mesi più di 19 milioni di italiani ne ha avuto esperienza. Proprio le liste d’attesa sono la ragione principale dei rimandi o delle rinunce alle cure, secondo oltre il 51% degli intervistati del Rapporto Ospedali e Salute dell’Aiop.

L’intelligenza artificiale, per esempio, può generare informazioni utili per migliorare l’efficienza degli operatori, incrementare l’accuratezza della diagnosi, personalizzare la cura, migliorare l’esperienza del paziente e consentire una gestione predittiva e da remoto per sistemi e strumenti sanitari complessi. Il mercato dell’AI, nell’ambito salute, raggiungerà i 6,6 miliardi di dollari nel 2021 e il 39% dei dirigenti dei fornitori di servizi sanitari afferma già oggi forti investimenti nel settore[3]. Se l’IA fosse integrata in modo continuativo nell’attività giornaliera dei professionisti della medicina, potrebbe supportarli nei processi di decision making routinari, liberando risorse per le attività più complesse.

L’innovazione tecnologica può contribuire anche a rispondere ad un’altra importante sfida davanti a cui si trova la Sanità oggi: la necessità crescente di nuove figure specializzate nel settore della gestione delle tecnologie medicali, di cui si stima che il 25% andrà in pensione nei prossimi 10 anni.

Il Memorandum rileva che alcune innovazioni disruptive, in particolare informatizzazione e tecnologie digitali in grado di migliorare efficienza, efficacia, trasparenza e sostenibilità del SSN, non riescono a decollare in maniera definitiva e omogenea su tutto il territorio nazionale.

Scenari futuri: la ricetta per un SSN più efficiente

La dinamica della spesa sanitaria nei prossimi anni sarà in diretta correlazione con l’interazione reciproca di tre componenti:

  • una di tipo economico, relativa ad una propensione alla crescita della spesa sanitaria più che proporzionale rispetto alla crescita del Pil, in riferimento alle fasce d’età più anziane;
  • una di tipo demografico, correlata al numero e alla struttura per età della popolazione residente;
  • una di tipo epidemiologico, connessa all’aumento delle prevalenze delle patologie ad alto impatto per il Sistema.

La certezza delle regole del mercato domestico el’incentivazione dell’innovazione sono i due pilastri fondamentali per incrementare gli investimenti, che possono portare al miglioramento delle condizioni del SSN e della qualità dell’assistenza fornita ai pazienti.

Potenziare gli strumenti di procurement, utilizzando le nuove modalità di acquisizione di beni e servizi (PPP, concessioni, fee for use etc), utilizzare in modo razionale e dedicato la centralizzazione degli acquisti, puntare sulla formazione dei buyer: la ricetta di GE Healthcare prevede un procurement che operi per la razionalizzazione e non per il razionamento della spesa sanitaria. La necessità di garantire appropriatezza e nel contempo sostenibilità nelle cure è particolarmente presente nel settore dell’alta tecnologia in medicina, caratterizzato da un tasso di innovazione rapido e da un’estrema complessità ed eterogeneità di prodotti e soluzioni a disposizione del mercato. La sfida è accogliere l’innovazione, adattando l’erogazione dei servizi per sfruttare al meglio le potenzialità di tecnologie innovative.

“La transizione demografica ed epidemiologica che stiamo vivendo impone un ripensamento dell’approccio alla salute e di conseguenza dell’organizzazione dei servizi di assistenza sanitaria – dichiara Antonio Spera, amministratore delegato di GE Healthcare Italia. – Il digitale applicato alla Sanità consente di semplificare e migliorare i servizi offerti dal sistema sanitario e di abilitare nuovi modelli di business su un orizzonte di medio e lungo periodo grazie allo sfruttamento di dati e informazioni raccolte: la disponibilità di dati permetterà di creare una completa digitalizzazione del nostro stato di salute, aprendo le porte alla nascita di modelli di business altamente innovativi”.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here