Un nuovo studio preclinico, svolto dall’Istituto nazionale tumori Regina Elena (Ire) e pubblicato su ‘Cancer Research’, ha reso possibile la scoperta di una nuova terapia focalizzata per un sottogruppo di pazienti affetti da neoplasia maligna del pancreas con marcata dipendenza dall’oncogene K-Ras. L’indagine scientifica è stata condotta sotto la guida di Luca Cardone, dell’Unità di Immunologia e immunoterapia Ire, con la collaborazione dell’University of Texas-MD Anderson Cancer Center, Houston, Texas-Usa, del Telethon Institute of Genetic and Medicine (Tigem) di Napoli e del Dipartimento di Medicina e Scienze dell’invecchiamento dell’Università G. D’Annunzio di Chieti.

Il lavoro ha permesso di mostrare come la decitabina – farmaco già utilizzato in clinica per la cura di altre neoplasie – abbia un’efficace azione antitumorale specifica per i tumori maligni del pancreas dotati di particolari caratteristiche.

Il cancro del pancreas è molto aggressivo e presenta un tasso di sopravvivenza a 5 anni dell’8%.

Drug repurposing

In pratica si è utilizzato un medicamento già conosciuto ma impiegato in altre terapie in pazienti selezionati con una sorta di screening molecolare (Drug repurposing). Spiega Gennaro Ciliberto, direttore scientifico Ire, “le banche dati a disposizione, la capacità computazionale per elaborare una grande mole di informazioni e gli algoritmi utilizzati per l’estrapolazione di specifici dati stanno rivoluzionando la ricerca oncologica sperimentale. Oggi, grazie anche alle collaborazioni nazionali e internazionali, si lavora su molti più dati e si velocizzano i risultati della ricerca che consentono anche la rapida validazione di nuove indicazioni per farmaci già in uso, ma con diversa indicazione terapeutica”.

Cancro al pancreas K-Ras dipendente

Luca Cardone ha dichiarato in merito alla ricerca da lui guidata: “Il nostro studio ha permesso di identificare e validare, a livello preclinico, una nuova terapia mirata per un sottogruppo di pazienti con tumore del pancreas dipendente dall’oncogene K-Ras. Circa il 95% dei tumori pancreatici sono mutati geneticamente per il gene K-Ras, ma è possibile distinguere due sottogruppi di pazienti: quelli che hanno una reale dipendenza molecolare da K-Ras e quelli che, pur avendo la mutazione genica, non ne sono più dipendenti. La dipendenza si può misurare grazie a dei marcatori molecolari basati sull’espressione di centinaia di geni che abbiamo usato per interrogare, mediante algoritmi computazionali, banche dati relative agli effetti molecolari di farmaci già in uso clinico. Questo approccio ha consentito di identificare il farmaco decitabina, utilizzato per il trattamento di altre neoplasie, come un potenziale inibitore di questa caratteristica dipendenza molecolare e, quindi, delle funzioni dell’oncogene K-Ras“. Circa il 30-50% delle neoplasie maligne del pancreas ha una dipendenza molecolare da K-Ras, e, per questo motivo, ha le potenzialità per rispondere positivamente al trattamento con decitabina. Inoltre il farmaco si è dimostrato in grado anche di bloccarne l’avanzata metastatica.

Il futuro

Saranno ora necessari ulteriori lavori scientifici per confermare l’efficacia e le potenzialità di questa terapia farmacologica che promette, da sola o in combinazione con altri farmaci, buoni risultati per il futuro dei pazienti affetti da questa forma neoplastica.

Ripa di Meana, direttore generale Ifo, ha affermato in merito: “questo studio rappresenta il forte orientamento dell’Ifo alla ricerca traslazionale e all’attenzione alla diagnosi di mutazioni geniche. L’utilizzo di farmaci già noti per terapie sempre più mirate rappresenta un’innovazione nella sanità pubblica che riduce costi e tempi. Investire nella ‘Drug repurposing’ in oncologia è un’opportunità potenziata oggi dall’utilizzo di big data e intelligenza artificiale”.

 

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