Usa e Cina hanno messo a punto un sistema di intelligenza artificiale (AI) con il potenziale di progettare farmaci innovativi nell’arco di poche settimane. è quanto ha fatto un gruppo internazionale di ricercatori della start up Insilico Medicine Hong Kong Ltd, in collaborazione con i colleghi della società WuXi AppTec Co. di Shanghai e con lo studioso Alán Aspuru-Guzik del Dipartimento di Chimica dell’Università di Toronto, Canada.

AI e Ricerca

Gli scienziati sono stati capaci di addestrare l’AI fornendo dati ed elementi ricavati da studi e ricerche già esistenti. Il team è stato coordinato dal dottor Alex Zhavoronkov. In questo modo l’intelligenza artificiale è stata capace, utilizzando algoritmi specifici, di progettare un farmaco potenziale contro la fibrosi in soli 46 giorni, ossia un mese e mezzo.

Normalmente un lavoro simile richiede ingenti somme di denaro, organizzazione meticolosa, personale altamente qualificato e molti anni di ricerca e sviluppo. Il prodotto finale attuale elaborato dall’AI è stato sperimentato con esiti positivi sia in colture cellulari che su modelli murini. Non si può certo ancora parlare di un farmaco vero e proprio, ma questi straordinari risultati sono molto promettenti e spingono a insistere in questa direzione. Saranno sicuramente necessari in futuro molti altri studi prima di poter passare alla fase clinica, ma la strada verso questo traguardo è stata aperta.

Alla ricerca di una molecola contro la fibrosi

Nella fattispecie, l’intelligenza artificiale è stata istruita con informazioni e dati già noti riguardanti molecole capaci di contrastare una proteina specifica, una chinasi, che è normalmente coinvolta nei processi di sviluppo della fibrosi, un sistema che l’organismo utilizza per cicatrizzare le ferite. L’AI ha analizzato e ‘metabolizzato’ i dati proposti utilizzando un sistema di apprendimento automatico e proponendo ai ricercatori, alla fine del processo,  una serie di molecole, circa 30.000, teoricamente capaci di agire sulla fibrosi.

Di queste, il team di scienziati ne ha scelte sei che ha sintetizzato in laboratorio. Alla fine sono stati selezionati tre composti che sono stati testati, come detto con esito positivo, su colture cellulari (due) e su topi (uno). I promettenti risultati ottenuti contro la fibrosi verranno pubblicati sulla rivista Nature.

I costi

Il costo dell’intera operazione è stato di 150mila dollari. Osservando dati e cifre, appare evidente che l’Ingresso dell’AI nel settore della ricerca e sviluppo di nuovi farmaci sarà molto conveniente sotto tutti gli aspetti ed è per questo motivo che diversi giganti della farmaceutica si stanno dando da fare in questo senso.

 

 

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