I pazienti affetti da sindrome di Sjögren, una malattia infiammatoria cronica di origine  autoimmune, presentano spesso manifestazioni cliniche differenti.

Sono stati individuati due gruppi di pazienti con sindrome di Sjögren: uno nel quale prevalgono le manifestazioni sistemiche e uno dove è prevalente la componente dolorosa/fibromialgica
Sono stati individuati due gruppi di pazienti con sindrome di Sjögren: in uno prevalgono le manifestazioni sistemiche, nell’altro la componente dolorosa/fibromialgica

Uno studio di un gruppo multidisciplinare di specialisti, guidato da Nicoletta Del Papa, reumatologa dell’ASST Gaetano Pini-CTO, rivela che esistono almeno due tipologie di pazienti in base alla differenza della percezione del dolore. Le cure possono e devono quindi essere diversificate e specifiche sulla base delle caratteristiche di ciascun gruppo. Nicoletta Del Papa spiega: «Lo studio supporta l’ipotesi che nei pazienti con la sindrome di Sjögren primaria con diversi fenotipi clinici siano operativi diversi percorsi biologici. Una migliore conoscenza di questi processi specifici potrebbe aiutare a personalizzare terapie e a renderle più efficaci».

Il gruppo di lavoro che ha concluso lo studio dal titolo “Gene Expression Profiles in Primary Sjögren’s Syndrome With and Without Systemic Manifestations”, pubblicato sulla rivista americana ACR Open Reumatology, è attivo da anni ed è nato dall’esigenza del paziente affetto da Sindrome di Sjögren di entrare in contatto con diversi specialisti, spesso non tutti presenti nella medesima struttura ospedaliera. Ecco perché Nicoletta Del Papa ha deciso di partecipare attivamente con Claudio Vitali, reumatologo dell’Ospedale Humanitas di Castellanza, Marzia Dolcino e Claudio Lunardi dell’Università degli Studi di Verona, Antonina Minniti, Francesca Pignataro e Wanda Maglione dell’equipe del Day Hospital di Reumatologia dell’ASST Gaetano Pini-CTO e Antonio Puccetti, dell’Università degli Studi di Genova.

L’ASST Gaetano Pini-CTO, grazie all’equipe di Reumatologia presente al Presidio Pini di Milano, è tra le strutture maggiormente accreditate per il trattamento della Sindrome di Sjögren in Europa. Nicoletta Del Papa, oltre ai reumatologi, si avvale delle competenze del team di Anatomia Patologica, guidato da Antonina Parafioriti, per il supporto nella diagnosi istologica e inoltre si occupa di indirizzare i pazienti verso gli specialisti più idonei, come otorinolaringoiatri ed oculisti, fuori dalla struttura, avvalendosi della rete del gruppo multidisciplinare della Sindrome di Sjögren.

La Sindrome di Sjögren

«È una malattia autoimmune le cui manifestazione tipiche sono la secchezza degli occhi e della bocca come conseguenza di una infiammazione cronica ghiandolare mediata dal sistema immunitario – spiega Nicoletta Del Papa. – Talvolta, il quadro clinico può essere complicato dal coinvolgimento di organi interni e in una piccola percentuale dei casi è descritta l’evoluzione verso il linfoma. La Sindrome di Sjogren non è una malattia rara e in generale la qualità della vita dei pazienti è molto bassa».

Nei pazienti affetti dalla Sindrome è molto diffusa, inoltre, la componente fibromialgica, quindi dolore cronico in diverse parti del corpo, nonché stanchezza, ansia, depressione e disturbi del sonno.

«Lo studio – afferma la specialista dell’ASST Gaetano Pini-CTO – ha dimostrato che dal punto di vista genico le vie biologiche attivate sono completamente diverse nei pazienti con manifestazioni sistemiche gravi rispetto a quelli dove è prevalente la componente dolorosa/fibromialgica. Questo suggerisce che esistono diversi meccanismi patogenetici alla base della malattia e probabilmente gli schemi terapeutici dovrebbero diversificarsi in base alla tipologia di paziente. Il futuro è chiaramente rappresentato da quella che oggi definiamo la medicina di precisione, “ritagliata” e individualizzata considerando le caratteristiche cliniche e biologiche dei pazienti».

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