Continua la pubblicazione di una serie di articoli da parte dei vertici dell’Agenzia europea dei medicinali che delineano la visione futura del settore della regolamentazione del farmaco dal punto di vista di chi ne è responsabile a livello europeo. Sempre dalle colonne di Clinical Pharmacology and Therapeutics, questa volta l’attenzione del direttore generale di Ema, Guido Rasi, del chair del comitato Prac per la farmacovigilanza, Sabine Straus, e del responsabile del settore Farmacovigilanza ed Epidemiologia, Peter Arlett, si è concentrata sugli scenari futuri nel campo della farmacovigilanza.

Gli elementi chiave per la sicurezza dei farmaci

Sta emergendo un nuovo sistemo sanitario che include al suo interno approcci sistemici della medicina e della biologia“, scrivono i rappresentanti di Ema. Le tecnologie smart sempre più pervasive permetteranno di raccogliere in modo molto più efficiente rispetto ad oggi – praticamente in tempo reale – i dati sulle sospette reazioni avverse; un abisso, se si pensa che la farmacovigilanza è una scienza relativamente giovane, nata negli anni ’60 del secolo scorso a seguito delle gravi reazioni avverse osservate per alcuni medicinali, quali la talidomide. La sempre maggiore mole di dati disponibili agli enti regolatori renderà possibile misurare sul campo l’efficacia reale dei medicinali nel loro contesto applicativo; si potrà contare su una migliore collaborazione tra autorità regolatorie, medici e pazienti, quest’ultimi sempre più coinvolti in prima persona nei processi decisionali che impattano sulla loro salute.

L’articolo su Clin. Pharmacy. & Therap. sottolinea anche come certe previsioni fatte in passato potrebbero rivelarsi fallaci, in quanto nonostante l’avanzamento tecnologico “alcune cose rimangono invariate“. È il caso, ad esempio, dell’ottimizzazione dell’uso efficace e sicuro dei medicinali che passa dalla capacità dei regolatori d’influenzare il comportamento di medici e pazienti sulla base di robuste evidenze scientifiche e di un solido processo decisionale.

ICSR sempre più smart

Sono tre le principali linee di sviluppo che gli esperti di Ema s’aspettano di vedere implementate nei prossimi dieci anni. I problemi emergenti per la sicurezza dei medicinali dovrebbero venire sempre meglio catturati grazie all’utilizzo degli Individual case safety reports (ICSR), la cui struttura potrebbe venire migliorata rispetto ad oggi. Negli ultimi anni, questo strumento ha confermato una capacità attorno al 55% d’intercettare nuovi segnali di sicurezza, con un alto impatto sul numero dei prodotti ritirati dal mercato sulla base anche d’informazioni desunte dagli ICSR. Secondo l’articolo, gli electronic health records (EHR) sono invece più utili a evidenziare problemi di sicurezza già noti. “Il nostro messaggio è di proteggere e migliorare gli ICSR, la nostra fonte principale di segnali di sicurezza“, scrivono i rappresentanti di Ema, che chiedono anche cautela nell’implementare processi basati sull’intelligenza artificiale e sui robot. Quest’ultimo tipo di sviluppo dovrebbe sempre basarsi su solide evidenze e prevedere un monitoraggio dell’impatto che talli cambiamenti portano in termini di qualità dei dati e rilevazione del segnale.

Dobbiamo disegnare i nostri sistemi sulla base dell’abbondanza di dati, non sulla loro scarsità“, si legge nell’articolo. Erano oltre 14 milioni i case report censiti all’interno della banca dati EudraVigilance a fine 2018, 20 milioni quelli nella banca dati dell’Oms. L’affermarsi delle tecnologie intelligenti anche nel campo dell’e-health, inoltre, potrebbe spingere industria e autorità regolatorie ad avviare la revisione della linea guida ICH E2D sulla gestione post-approvazione dei dati di sicurezza, operazione che secondo Ema potrebbe aiutare  ad ottimizzare la raccolta e gestione degli ICSR.

Misurare l’efficacia sul mercato

Una sempre maggiore attenzione a pianificare tutte le attività di farmacovigilanza ancor prima che un nuovo prodotto arrivi sul mercato potrà aiutare a rendere sempre più tale disciplina un processo pro-attivo, e non solo una segnalazione spontanea di sospetti eventi avversi, o l’aggiornamento periodico dei report di sicurezza (gli Psur) o dei piani di risk management. Secondo i vertici dell’Agenzia europea, nell’arco dei prossimi dieci anni tali modalità di monitoraggio pro-attivo potrebbero estendersi non solo alla raccolta dei dati di sicurezza, ma anche a quella dei dati di efficacia, e coinvolgere in un network tutti i diversi attori: un passaggio essenziale per andare sempre più nella direzione di mettere in grado l’autorità regolatoria di esercitare in tempo reale il proprio ruolo decisionale.

La visione della medicina delle 4P (predittiva, preventiva, personalizzata e partecipatoria) è ormai cosa assodata per i vertici di Ema, ed è stata affiancata nell’ultimo decennio dall’esplosione di nuovi canali, anche informali, per l’acquisizione dei dati. La produzione di nuovi insights è un punto chiave del funzionamento degli algoritmi dell’intelligenza artificiale che analizzano i “big data”. In parallelo a questo impetuoso sviluppo, per gli esperti di Ema il 2020 potrebbe vedere la caduta di molte barriere tradizionali sul piano regolatorio, tra cui la definizione binaria di una pre- o post-autorizzazione per un certo medicinale. Altri temi caldi in attesa di essere sdoganati sono il ricorso a studi di tipo osservazionale o la possibilità di misurare in contemporanea efficacia e sicurezza di un certo prodotto. Proprio la sfida metodologica per valutare l’efficacia “on-market” è per gli autori quella più difficile da affrontare, e potrebbe venir vinta nei prossimi dieci anni per un gruppo ristretto di prodotti selezionati.

Medici e pazienti sempre più al centro

Questi scenari vedranno anche maggiori interazioni tra autorità regolatoria e medici e pazienti, che diventeranno protagonisti sempre più di primo piano dell’intero ciclo di vita del farmaco e della tutela della propria salute. Tra le possibili linee d’azione ad essi dedicate, e mirate a fornire informazioni sui medicinali sempre più ricche di significato, gli esperti di Ema evidenziano le informazioni sui prodotti in formato elettronico: una nuova modalità di rendere disponibile il foglietto informativo che ne permette l’aggiornamento in tempo quasi reale. Ciò permetterebbe anche di sfruttare al meglio i sistemi di supporto decisionale per quanto riguarda la prescrizione e l’uso dei farmaci.

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