Il mondo farmaceutico si sta attivando per trovare soluzioni in grado di trattare e prevenire le infezioni da coronavirus nCov-2019. Sia l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) che la Federazione europea dell’industria farmaceutica hanno annunciato azioni mirate a velocizzare l’iter regolatorio o di sviluppo e produzione dei nuovi prodotti medicinali necessario a raggiungere l’obiettivo.

Il piano per i pericoli emergenti

Sul fronte regolatorio, l’Agenzia europea dei medicinali ha attivato il piano per la gestione dei pericoli emergenti in campo sanitario (lo trovi qui), all’interno del quale sarà possibile per le aziende accedere con modalità fast-track ai servizi di scientific advice dell’Agenzia. Ema ha anche attivato un’attività di sorveglianza dei prodotti antivirali e dei vaccini che potrebbero aiutare a combattere l’infezione da coronavirus, sia già autorizzati che a livello delle pipeline delle aziende farmaceutiche.

È stato anche attivato un indirizzo e-mail specifico (2019-nCoV@ema.europa.eu) a cui le aziende possono rivolgersi per avviare il confronto su come ottimizzare la generazione delle necessarie evidenze a supporto dello sviluppo di propri prodotti contro il nuovo virus, un ceppo mai identificato prima nell’uomo. Tutte le azioni messe in campo da Ema sono riassunte sulla pagina del suo website dedicata al coronavirus.

L’appello di Efpia alle industrie associate

Sul fronte industriale, Efpia ha aderito agli sforzi in corso a livello internazionale per contrastare la diffusione dell’agente virale. L’appello rivolto ai suoi iscritti tramite una nota pubblicata sul blog della Federazione è rivolto a identificare ogni possibile assett che possa risultare utile, tra cui prodotti diagnostici e biomarcatori, medicinali già approvati o ancora in sviluppo, e che potrebbero venire indirizzati a questa nuova indicazione. Una richiesta specifica di Epfia alle aziende associate è quella d’identificare tutti gli Ace-inibitori, gli inibitori delle protesi e le immunoterapie che potrebbe avere rilevanza nei confronti del virus nCov-2019.

La richiesta alle aziende comprende anche la possibile utilizzazione di linee cellulari, sequenze genetiche, campioni clinici conservati nelle biobanche e ceppi di agenti virali. Lo sviluppo dei nuovi agenti diagnostici e terapeutici potrebbe anche passare attraverso l’attivazione di un’azione mirata all’interno della Innovative Medicines Initiative, in modo simile a quanto già fatto per il virus Ebola.

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