Tra le innovazioni tecnologiche che potrebbero rivoluzionare il settore farmaceutico l’attivazione di reti blockchain sembra essere tra le più ambite perché offrirebbe un’opportunità unica di gestire tutte le transazioni commerciali e i vari step della catena di approvvigionamento e distribuzione dei prodotti in modo rigorosamente controllato e sicuro a vantaggio di tutti gli attori coinvolti, con la possibilità di eseguirne il tracciamento e verificarne qualità e autenticità in tempo reale.

Eppure, dai riscontri dell’ultimo sondaggio sull’argomento effettuato da GlobalData è emerso che il 2020 ha fatto registrare un calo del 6% negli investimenti dedicati all’implementazione della tecnologia blockchain, a dispetto del crescente interesse mostrato dagli intervistati di tutte le aree geografiche. Nell’opinione degli esperti dell’azienda la battuta d’arresto dello scorso anno si può attribuire a un effetto “fuorviante” della pandemia che avrebbe sì promosso l’evoluzione digitale nell’industria farmaceutica ma dirottando le risorse verso altre priorità, più pertinenti alla situazione contingente.

Urte Jakimaviciute, senior director del settore ricerca di GlobalData, ha così commentato: «Covid-19 ha rafforzato l’esigenza di ottimizzare i processi del settore, in particolare a livello globale, e questa è una sfida che il sistema blockchain è pronto ad affrontare». Secondo l’analisi di mercato i fattori che tendenzialmente influenzano la propensione delle aziende verso l’adozione della tecnologia sono i costi iniziali, la sussistenza di piattaforme obsolete e i relativi problemi di compatibilità, le limitazioni normative e le questioni connesse con la protezione di dati sensibili.

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