Dopo le prime indicazioni per gli sponsor degli studi clinici in corso nelle zone colpite dalla guerra in Ucraina (ne abbiamo parlato qui), l’Agenzia europea dei medicinali (EMA) ha pubblicato un nuovo documento redatto dal Biostatistics Working Party, che approfondisce l’impatto dell’emergenza in corso sugli aspetti metodologici dei trial.

Anche Il Clinical Trial Coordination Group di HMA ha emesso una nota d’indirizzo. Tutta la documentazione utile agli sponsor degli studi clinici è disponibile sulla pagina dedicata del sito di EMA.

Assicurare l’integrità degli studi

Il documento del Biostatistics Working Group (BWG) è focalizzato sulle azioni da intraprendere da parte gli sponsor per assicurare l’integrità degli studi clinici e l’interpretazione dei risultati. In particolare, il suggerimento di EMA è di raccogliere sia i dati impattati dalla guerra che quelli esenti, applicando l’estimand framework descritto nella linea guida ICH E9 (R1). Il BWG sottolinea come gli studi possano essere interessanti dall’emergenza non solo in Ucraina, ma anche in altri Paesi, ad esempio in seguito alle sanzioni o all’arrivo dei rifugiati. La priorità assoluta deve essere sempre quella di salvaguardare la sicurezza dei partecipanti, indipendentemente dall’impatto che possa subire il trial a seguito delle decisioni prese a tal fine. 

L’indicazione è di continuare per quanto possibile a somministrare il trattamento al paziente, anche se ciò potrebbe comportare di rimuovere il blinding dello studio a livello di singolo paziente. I pazienti già arruolati dovrebbero quindi essere considerati in via prioritaria, nel corso delle valutazioni sulla possibilità di proseguire uno studio sul piano etico, medico e metodologico. Gli obiettivi di un trial, ovvero la valutazione degli effetti del trattamento (“estimandi”), rimangono validi fino a dove permanga l’interesse regolatorio, indica il BWG. Nuovi estimandi, o la revisione di quelli iniziali, potrebbero essere introdotti a seguito di nuovi eventi imprevisti; tutte le modifiche al disegno degli studi devono essere adeguatamente documentate, nel rispetto delle norme locali e previa approvazione dei comitati etici e delle autorità competenti. Il documento fornisce anche indicazioni su come condurre l’analisi statistica in caso di dati mancanti. 

Partecipanti trasferiti a centri clinici di altri Paesi

Il documento pubblicato dal Clinical Trials Coordination Group si focalizza, invece, sulla gestione dei partecipanti già arruolati negli studi e che si siano trasferiti come rifugiati in altri Paesi. Queste persone possono venire trasferite ad altri centri clinici dell’Ue/Area economica europea facenti parte dello stesso studio clinico multinazionale. Tale trasferimento è possibile per studi già in corso e al fine di proseguire il trattamento del paziente, con un’attenta valutazione del beneficio di cui potrebbe beneficiare; la decisione sul trasferimento è a discrezione dello sponsor, mentre l’investigator deve indicare se la cosa sia fattibile a livello di sito.

IL CTCG indica l’opportunità che, ove, possibile, gli sponsor informino in modo attivo i siti di sperimentazione in Ucraina circa la possibilità di un trasferimento dei partecipanti ad altri siti, fornendo una lista delle possibili destinazioni e del relativo stato del reclutamento. Il documento indica anche come procedere nel caso in cui i siti di sperimentazione in Ucraina siano già inattivi, e i partecipanti agli studi si siano già rifugiati in altri paesi, e fornisce una descrizione dettagliata dei vari passi necessari a formalizzare il trasferimento ai nuovi centri clinici, compresa l’eventuale necessità di assicurare la presenza di un interprete e di effettuare una traduzione della documentazione destinata ai pazienti arruolati. 

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