È possibile sviluppare linee guida cliniche attraverso modelli di collaborazione online tra i medici, delle “Wikiguidelines” sul modello di quanto fatto con la famosa enciclopedia open-access Wikipedia? Alla domanda hanno cercato di rispondere con uno studio i ricercatori dell’Università del Michigan, che hanno pubblicato i risultati su JAMA Network Open.

Il gruppo i ricerca internazionale, che ha raggruppato oltre una sessantina di contributori, ha preso come modello di malattia target l’osteomielite, un’infiammazione ossea che si presenta di frequente nei pazienti ospedalizzati, con l’obiettivo di migliorare il processo che porta alla definizione delle linee guida per il suo trattamento clinico usando modalità collaborative e dati di elevata qualità.

Si tratta di un metodo innovativo, basato sull’evidenza e guidato dal consenso, che non è mai stato pubblicato prima nella letteratura scientifica, un metodo relazionabile e inclusivo”, ha commentato il chirurgo ortopedico Jaimo Ahn della University of Michigan Health, uno dei co-autori dello studio. Secondo Ahn, l’utilizzo del più tradizionale metodo GRADE per lo sviluppo delle linee guida da utilizzare nella pratica clinica potrebbe aver portato a raccomandazioni anche di qualità più bassa per quanto riguarda le evidenze.

Lo studio ha puntato a identificare le risposte a sette domande chiave per impostare in modo corretto il trattamento dell’osteomielite. I risultati, ottenuti applicando il metodo Delphi, indicano che è stato possibile elaborare, sulla base di una quantità sufficiente di evidenze, le risposte a solo due delle sette domande, quelle riguardanti l’opportunità di aumentare il ricorso alla terapia antibiotica orale e i limiti di durata temporale del trattamento. Secondo il gruppo di lavoro i dati disponibili non sarebbero sufficienti a definire una chiara raccomandazione in relazione alle altre cinque domande. I quesiti erano, in questo caso, focalizzati a stabilire come arrivare alla diagnosi di osteomielite, quale sia la gestione più appropriata di un’osteomielite sottostante a un’ulcera da pressione, quando sia più opportuno somministrare la terapia empirica nel trattamento della malattia, quali siano gli antibiotici preferibili da utilizzare e quale siano il ruolo e le modalità ottimali per il ricorso ai biomarcatori seriali e/o a studi di imaging per valutare la risposta al trattamento.

Il metodo Delphi riunisce un piccolo numero di esperti che commentano e votano. In questo Wiki, abbiamo utilizzato la medesima sistematicità usata nel Delphi, ma tutti i metodi, le valutazioni e le determinazioni circa le raccomandazioni sono state aperte e trasparenti a tutti i membri del gruppo – ha spiegato Ahn -. Un’altra distinzione importante è che nel metodo Delphi, e in altri ad esso simili, si pone un grande sforzo a forzare il consenso verso un gruppo, anche ove ci siano membri del gruppo che non sono d’accordo. Al contrario, noi abbiamo cercato di evidenziare questi disaccordi ove non fossero disponibili dati di elevata qualità per risolverli”. 

Secondo un altro co-autore dello studio, Shiwei Zhou, il metodo Wiki permetterebbe di aggiornare con maggiore efficienza le linee guida e anche di riconoscere le incertezze che spesso rimangono dietro molte raccomandazioni degli esperti. La ricerca proseguirà ora con l’applicazione dello stesso metodo per cercare risposte ad altri importati quesiti clinici. 

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