Un recente position paper pubblicato dalla International Federation of Pharmaceutical Manufacturers & Associations (IFPMA) delinea un percorso in tre stadi finalizzato a giungere a una sola ispezione per sito produttivo l’anno.

Il documento fa il punto sui fattori abilitanti individuati mediante i diversi progetti pilota che hanno visto impegnati negli ultimi anni l’industria e gli enti regolatori, e avanza una serie di raccomandazioni pratiche per le autorità competenti a livello nazionale per migliorare la fiducia reciproca nelle ispezioni GMP.

Una crescente pressione regolatoria

L’iniziativa di IFPMA fa seguito alla constatazione della crescente pressione per garantire il rapido e puntuale accesso a farmaci di elevata qualità, con le varie autorità regolatorie a livello globale chiamate a ispezionare un numero di siti sempre maggiore a fronte di risorse ispettive limitate e di catene di approvvigionamento globali complesse.

Il position paper di IFPMA fa riferimento al concetto di “reliance” delle ispezioni GMP secondo la definizione che ne danno l’Organizzazione mondiale della sanità e l’International Coalition of Medicines Regulatory Authorities (ICMRA), ovvero “l’atto con cui un’autorità regolatoria prende in considerazione e attribuisce peso significativo all’esito o al report di un’ispezione condotta da un’altra autorità regolatoria fidata nell’assumere le proprie decisioni regolatorie”.

Quattro fattori abilitanti

Sono quattro i pilastri su cui fondare la fiducia reciproca tra autorità regolatorie in materia di ispezioni GMP, a partire dalla convergenza degli standard applicati, tra cui in primo luogo le linee guida armonizzate PIC/S, ICH Q7 e ICH Q10. Sono molti, inoltre, i progetti e le collaborazioni internazionali che hanno già approfondito la fattibilità di procedure regolatorie maggiormente basate sull’accettabilità degli esiti di ispezioni GMP condotte da altre autorità regolatorie. Ricordiamo, ad esempio, il Collaborative Hybrid Inspection Pilot di ICMRA o i progetti pilota condotti dallo schema PIC/S. Secondo il position paper, le evidenze così accumulate sarebbero sufficienti a scalare l’applicabilità di queste procedure pilota a vera e propria prassi regolatoria. 

Lo schema PIC/S, inoltre, conta già l’adesione di oltre cinquanta autorità regolatore, mentre l’Organizzazione mondiale della sanità ha incluso una quarantina di autorità regolatorie nazionali all’interno della sua lista “WHO Listed Authorities” di enti riconosciuti per applicare i più elevati standard regolatori.

Infine, il position paper segnala la necessità di disporre di un adeguato quadro normativo, che preveda tra le altre cose accordi di riservatezze, memorandum d’intesa e accordi di mutuo riconoscimento tra le varie autorità, di modo da permettere la condivisione in tutta sicurezza delle informazioni e il riconoscimento formale degli esiti delle ispezioni.

Le raccomandazioni pratiche

Su questa base, sono tre le raccomandazioni operative che IFMPA rivolge alle autorità competenti a livello nazionale.

Innanzitutto, utilizzare le evidenze di conformità GMP prodotte dalle autorità regolatorie più “mature” come base per sviluppare una maggiore fiducia reciproca nei risultati delle ispezioni GMP ed evitare così la duplicazione degli sforzi ispettivi. Questo approccio è considerato coerente con le linee guida PIC/S e con le best practices IFPMA per la reliance unilaterale. 

Bisognerebbe poi adeguare le varie normative nazionali al fine di riconoscere in modo esplicito le evidenze di conformità GMP prodotte, ad esempio, ad un’autorità WLA o PIC/S. Infine, strumenti quali il consorzio ACCESS o gli accordi di mutuo riconoscimento rappresentano modelli già consolidati che andrebbero valorizzati. Il position paper ricorda anche l’esperienza con le ispezioni ibride e da remoto maturate nel corso della pandemia di Covid-19.

Il PICS/S è indicato come ‘organismo meglio attrezzato, al momento, per guidare la transizione verso un nuovo modello regolatorio che preveda una sola ispezione GMP per sito produttivo l’anno. Il percorso in tal senso dovrebbe dipanarsi a partire dalla convergenza regolatoria, passando attraverso la condivisione di quanto appreso nelle fasi pilota, fino all’implementazione sistematica delle nuove procedure di reliance.