a cura di Massimo ed Edoardo Maria Cavalieri - Euraconsult 2003

Il knowledge management è un pilastro dei sistemi qualità farmaceutici. Euraconsult si focalizza sulle GMP e su come inquadrarne l’applicazione insieme ai referenti delle aziende, ma c’è una parte di conoscenza che dovrebbe essere estesa all’utente finale, perché, uscito dalla farmacia, la responsabilità del medicinale è nelle mani del paziente. Pensiamo, ad esempio, ai farmaci riposti nel classico armadietto del bagno: è corretto conservarli così?

Il tema della qualità non nasce certo qui: riguarda l’intera filiera produttiva, dalle sostanze farmacologicamente attive (API) fino al prodotto finito. Per ciò che riguarda le prime, la normativa di riferimento è il Decreto Legislativo 219/2006, che rimanda alle GMP specificate nell’EudraLex Volume 4, Parte II. Le condizioni ambientali non sono fisse, ma dipendono dalla stabilità della specifica sostanza documentata in studi appositi. Tuttavia, ci sono standard generali applicati, a iniziare dalla temperatura ambiente controllata tra i 15-25 °C, come indicano normative e circolari AIFA, salvo diversa nota. Parlando di catena del freddo, per API termolabili lo stoccaggio è in celle frigorifere tra 2-8 °C. L’Umidità Relativa (UR) deve essere mantenuta a livelli che prevengano la degradazione (spesso intorno al 50-60% per ambienti di lavoro, ma specifica per ogni API). È obbligatoria una mappatura termica dei magazzini per trovare i “punti critici” (hot e cold spots) e installare sistemi di monitoraggio continuo con allarmi. 

Abbiamo poi: i requisiti di stoccaggio e conservazione, secondo le GMP Parte II (Capitoli 7 e 10); l’etichettatura, che prevede su ogni contenitore nome dell’API, lotto e condizioni di conservazione; il controllo accessi ai magazzini, che è limitato al personale autorizzato per prevenire contaminazioni o manomissioni. Il passaggio dalla materia prima al prodotto finito è dunque un percorso di “protezione” progressiva: più il farmaco è lavorato, più è sensibile agli sbalzi ambientali, poiché la formulazione finale (eccipienti + API) può alterarsi chimicamente o fisicamente.

Ecco di seguito l’evoluzione delle condizioni nelle diverse fasi.

  • Pesata e miscelazione (Fase critica): l’API è esposto all’aria. Temperatura e umidità devono essere quidni strettamente controllate e spesso più basse rispetto al magazzino (es. UR < 40-50%) per evitare che le polveri perdano le loro specifiche. Per il trattamento si opera in zone a contaminazione controllata (cleanrooms) con flussi d’aria filtrata (HEPA).
  • Granulazione e compressione/riempimento: qui si passa dalla polvere alla forma farmaceutica (compressa o capsula).Il calore dei macchinari (es. attrito delle comprimitrici) non deve superare i limiti di stabilità del principio attivo. L’umidità deve rimanere bassa per garantire che le compresse non si sfaldino o non “esplodano” nel blister. Si monitora che la temperatura del macchinario non degradi l’eccipiente (es. grassi o cere che potrebbero fondere).
  • Confezionamento: quello primario (blister, flacone, bustina) è la prima vera barriera protettiva. Una volta sigillato (in materiali adatti a limitare luce e umidità), il prodotto è più protetto, ma le condizioni di stoccaggio del magazzino “prodotti finiti” tornano a essere quelle standard (di solito 15-25 °C).
  • Distribuzione e logistica: il rischio è il trasporto. Gli obblighi delle GDP riguardano i mezzi che devono essere climatizzati. Nei carichi vengono inseriti dei data logger che registrano se la temperatura è uscita dai limiti durante il viaggio.
  • Conservazione presso l’utente: qui arriviamo all’interrogativo iniziale. Il bagno o la cucina sono luoghi sconsigliati a causa degli sbalzi termici e dell’alto tasso di umidità che possono vanificare i notevoli sforzi per garantire un medicinale sicuro. Il luogo ideale è un armadio o un cassetto in una stanza asciutta, lontano dalla luce solare diretta e da fonti di calore. Se non diversamente specificato, la “temperatura ambiente” si intende 20-25°C. Se il foglietto indica 2-8°C va in frigorifero (ma non nello sportello, dove la temperatura oscilla, e mai a contatto con la parete di fondo per evitare il congelamento).