a cura di Giorgio Bruno - presidente AFI

L’intelligenza artificiale si sta affermando come uno dei principali fattori di trasformazione dell’industria farmaceutica, incidendo in modo significativo su ricerca, sviluppo, produzione e distribuzione dei medicinali. Non si tratta più di una prospettiva futura, ma di una realtà in alcuni casi già operativa, capace di ridefinire modelli organizzativi e processi decisionali lungo l’intero ciclo di vita del farmaco. In un comparto che a livello globale genera oltre 1.500 miliardi di euro, l’adozione dell’AI consente oggi di ridurre sensibilmente tempi e costi di sviluppo, accelerando l’arrivo di nuove terapie e migliorando l’efficienza complessiva del sistema.

L’analisi avanzata di dati biologici, clinici e molecolari permette infatti di individuare nuovi target terapeutici e selezionare con maggiore precisione i candidati farmaci, contribuendo a una medicina sempre più personalizzata. Parallelamente, l’integrazione di tecnologie come machine learning, dispositivi indossabili e sistemi di monitoraggio in tempo reale sta trasformando anche la gestione dei dati clinici, rendendo possibile una comprensione più approfondita dell’efficacia e della sicurezza dei trattamenti. Questo nuovo paradigma consente di migliorare l’appropriatezza terapeutica e di offrire risposte più tempestive ai bisogni dei pazienti.

L’impatto dell’intelligenza artificiale si estende anche alla produzione industriale, dove l’adozione di sistemi predittivi e automazione avanzata garantisce standard qualitativi più elevati, maggiore sicurezza e una significativa riduzione degli sprechi. Analogamente, nella logistica e nella distribuzione dei medicinali, modelli intelligenti di gestione delle scorte contribuiscono a prevenire carenze e a rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento, tema particolarmente rilevante in un contesto globale sempre più complesso. Questa trasformazione non è tuttavia esclusivamente tecnologica.

L’AI rappresenta un cambiamento culturale che richiede nuove competenze e una più stretta collaborazione tra industria, istituzioni, mondo accademico e ricerca clinica. L’investimento nella formazione diventa quindi un elemento imprescindibile per accompagnare l’evoluzione del settore e garantire un utilizzo consapevole e responsabile delle nuove tecnologie. Accanto alle opportunità emergono infatti anche importanti responsabilità, in particolare sul piano regolatorio. È necessario assicurare trasparenza degli algoritmi, protezione dei dati e sicurezza dei pazienti, attraverso un quadro normativo solido e condiviso che sappia coniugare innovazione e rigore scientifico.

In questo scenario di profonda evoluzione, il 65° Simposio AFI, in programma dal 10 al 12 giugno 2026 al Palacongressi di Rimini, rappresenta un momento centrale di confronto per tutti gli attori dell’industria della salute. Il tema scelto, “L’Industria della Salute nel tempo dell’Intelligenza Artificiale”, riflette la volontà di porre al centro del dibattito una tecnologia destinata a ridefinire il futuro del settore. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di un ecosistema sanitario sempre più innovativo, sostenibile ed equo, in cui l’intelligenza artificiale, integrata con le competenze umane, possa tradursi in benefici concreti per i pazienti.

In questa prospettiva, l’AI non sostituirà l’esperienza dei professionisti, ma ne amplificherà il valore, aprendo la strada a una nuova stagione della farmaceutica, più efficiente, collaborativa e centrata sui bisogni delle persone.