L’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) si appresta ad essere completamente rinnovata, sulla base dell’accordo preliminare raggiunto lo scorso 30 giugno tra il Consiglio e il Parlamento europei (link). L’obiettivo finale è rendere ECHA in grado di rispondere con maggiore efficienza al numero crescente di compiti, grazie alla creazione di un nuovo quadro legale unificato in cui inquadrare tutte le funzioni e attività dell’Agenzia.
Funzioni che si sono progressivamente espanse negli anni, a partire dalla fondazione di ECHA nel 2007. L’Agenzia europea delle sostanze chimiche era stata inizialmente creata quale organismo responsabile per l’implementazione del regolamento Reach sulla registrazione, valutazione, autorizzazione e limitazione delle sostanze chimiche. Alle valutazioni di rischio e alle opinioni tecnico-scientifiche prodotte a tale riguardo dai comitati scientifici di ECHA si sono aggiunte nel tempo anche nuove responsabilità a livello della sicurezza dei prodotti e delle politiche ambientali, tra cui, ad esempio, l’emissione di opinioni scientifiche sulle limitazioni all’uso di microplastiche e PFAS. L’accordo dovrà ora venire formalmente adottato da Consiglio e Parlamento UE ed essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione prima dell’entrata in vigore.
Il nuovo mandato di ECHA
L’accordo preliminare siglato da Consiglio e Parlamento UE prevede di giungere a un unico regolamento che disciplini tutti i compiti estesi e le responsabilità di ECHA, separando così l’Agenzia dal regolamento Reach che ne aveva sancito l’istituzione. In questo modo, la base legale in cui opera ECHA sarà più chiara e permetterà una migliore governance dell’Agenzia, con definizione dei diversi compiti specifici che le sono stati assegnati dalle diverse normative. Gli Stati membri e il Parlamento potranno richiedere opinioni scientifiche a ECHA, previa consultazione con la Commissione europea.
È prevista anche la nomina di nuovi esperti da parte degli Stati membri per rafforzare la capacità dei comitati di valutazione del rischio e analisi socio-economica di ECHA. Anche il budget verrà unificato, dai precedenti tre. Sono state rafforzate anche le disposizioni sulla gestione dei conflitti d’interesse, per garantire l’indipendenza e la credibilità dell’operato dell’Agenzia.
L’accordo prevede che ECHA possa avere maggiore flessibilità nell’allocazione indipendente delle risorse per meglio adattarsi all’evolvere dei carichi di lavoro. È anche previsto un fondo di riserva pari al massimo al 10% delle tariffe incassate dall’Agenzia per far fronte alla fluttuazione delle stesse. L’importo esatto di tale riserva potrà essere aumentato o diminuito dalla Commissione entro in range prefissato, sulla base degli effettivi bisogni finanziari.


