Via libera da parte del comitato Industria, Ricerca ed Energia (ITRE) del Parlamento europeo al rapporto sulla proposta di emendamenti al regolamento Critical Raw Materials (link). Il documento è in questi giorni in fase di adozione formale da parte del Parlamento europeo, nella sessione del 6-9 luglio, per poi passare all’esame in prima lettura da parte del Trilogo.
Il Critical Raw Materials Act punta a creare un ecosistema circolare per l’approvvigionamento delle materie prime critiche di cui necessitano settori strategici quali quello digitale, dell’energia pulita e della difesa.
«L’Europa non può continuare ad affidare a terzi il suo futuro. Per le materie prime critiche, dobbiamo ridurre la nostra dipendenza dai paesi terzi e costruire una nostra propria capacità – ha commentato il parlamentare olandese Mohammed Chahim – Se veramente desideriamo la resilienza, dobbiamo investire in estrazione, processamento e riciclo, a iniziare da un miglior monitoraggio delle nostre catene del valore. Perché il caso Nexperia lo mostra chiaramente: l’azione di un paese membro, o l’inazione, può avere conseguenze per tutti. L’autonomia strategica richiede una collaborazione più forte, responsabilità e azioni decisive quando i rischi sono elevati».
Cosa ha approvato il comitato ITRE
Gli emendamenti al regolamento erano stati inizialmente proposti a dicembre 2025 dalla Commissione europea e si basano sulle azioni previste dal RESourceEU Action Plan. Lo schema ora approvato dal comitato parlamentare ITRE prevede un supporto mirato per i progetti strategici a livello di diverse catene del valore, con misure pensate per velocizzare l’estrazione e il processamento delle materie prime, il loro riciclo e la capacità di sostituzione, con diversificazione delle catene di fornitura.
La richiesta alla Commissione è di organizzare almeno due date di cut-off all’anno per le call relative ai progetti strategici, così da assicurare finestre prevedibili per l’invio delle domande di partecipazione. La Commissione potrebbe anche lanciare call aggiuntive e mirate, ad esempio ove si dovessero presentare colli di bottiglia o gap nelle catene del valore.
Il comitato ITRE ha anche proposto di spostare l’identificazione delle “grandi aziende” che utilizzano le materie prime strategiche dai paesi membri alla Commissione europea, che dovrebbe anche fornire adeguate linee guida, formazione e strumenti per aiutare queste imprese a rispondere agli obblighi di valutazione e mitigazione del rischio.
La proposta di una nuova clausola sul controllo condizionale dell’export dovrebbe permettere alla Commissione, inoltre, di limitare le esportazioni di rottami e scarti di magneti permanenti, cosicché il materiale riciclabile rimanga nell’Unione. I parlamentari europei chiedono anche l’introduzione di meccanismi di stabilizzazione dei prezzi, quali i contratti per differenza (CfD), che potrebbero dare maggiore certezza sui ritorni alle aziende coinvolte. Anche l’attuale meccanismo di acquisti congiunti dovrebbe venire esteso al fine di garantire lo stoccaggio coordinato e strategico di materie prime critiche tra i diversi paesi UE. Il rapporto del comitato ITRE ha anche sottolineato l’importanza delle materie prime critiche nel campo della sicurezza e della difesa.


