Sono una trentina le associazioni industriali europee, tra cui EFPIA per il settore farmaceutico e MedTech Europe per quello delle tecnologie digitali, che hanno congiuntamente indirizzato una lettera aperta ai rappresentanti degli Stati membri dell’UE per richiedere misure di semplificazione del quadro di riferimento digitale. Quadro che è oggetto del pacchetto Digital Omnibus di misure in fase di finalizzazione da parte delle istituzioni europee.
Più in particolare, l’appello delle parti industriali è rivoto al Consiglio europeo, chiamato a avviare un’approfondita procedura di valutazione per giungere preparati al meglio all’appuntamento di febbraio 2027, per quando è già stata programmata l’adozione della posizione del Parlamento UE.
Rinforzare la sovranità tecnologica
Secondo le associazioni firmatarie, il Digital Omnibus rappresenterebbe un’opportunità unica per rinforzare la sovranità tecnologica europea, assicurando al contempo un quadro regolatorio che sia veramente competitivo e di supporto all’innovazione. In quest’ambito, la semplificazione dovrebbe rappresentare il cuore delle azioni politiche, in quanto necessaria per dispiegare il pieno potenziale dell’innovazione basata sui dati, ridurre gli oneri di conformità e permettere alle aziende di scalare in modo efficace in tutta Europa.
Le raccomandazioni avanzate dalle associazioni industriali partono dalla promozione di reti volontarie e affidabili di condivisione dei dati, approccio ritenuto più adatto a proteggere i dati sensibili e proprietari rispetto ai requisiti di accesso obbligatorio previsti dal Data Act. Secondo le stime della Commissione europea i costi di compliance al Data Act sarebbero stimabili in circa 235 milioni di euro l’anno, a cui andrebbero aggiunti 410 milioni di costi una tantum per i produttori europei.
Le associazioni industriali chiedono anche che venga fatta chiarezza legale circa l’utilizzo di dati e intelligenza artificiale nell’ambito del regolamento GDPR sulla protezione dei dati personali, con l’obiettivo di supportare l’innovazione responsabile. Le stime dei costi di compliance per il GDPR sono riportati in circa 10 milioni di euro per ogni grande organizzazione in Europa.
Infine, andrebbero pienamente armonizzati gli obblighi di reporting sulla cybersicurezza, comprese tempistiche allineate e la creazione di un’unica interfaccia valida per tutta la legislazione europea. In riferimento a quest’area di azione, la lettera congiunta delle associazioni stima in almeno 60,2 miliardi di euro il costo che l’industria dovrebbe affrontare per rispondere ai requisiti dei regolamenti NIS2 e CRA.
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