Con un annuncio sul social Truth del 22 luglio, il presidente americano Trump ha annunciato che un periodo di due anni di dazi nulli sui farmaci generaci importati negli Stati Uniti, a partire dal prossimo 1 agosto. Al suo temine, da agosto 2028 è prevista l’imposizione di una tariffa del 100% sugli import di questa categoria di medicinali, a cui dovrebbe seguire un ulteriore rialzo al 200% dal 2029.
Obiettivo dichiarato per le nuove misure è proteggere i cittadini riportando le produzioni sul suolo americano e penalizzando le aziende che rinunciano a costruire nuovi impianti o apparecchiature negli Stati Uniti entro il periodo definito dall’amministrazione Trump. Non ci sono novità, invece, per quanto riguarda le politiche per i medicinali, innovativi, brevettati e branded. Il post del presidente Trump sottolinea il successo delle misure già imposte a questa tipologia di medicinali, con un numero elevato di nuovi impianti in costruzione in tutti gli Stati Uniti.
La reazione di Egualia
“Le dichiarazioni odierne del Presidente americano Donald Trump rappresentano un cambio di scenario che merita la massima attenzione. Pur prendendo atto del periodo transitorio annunciato, l’introduzione di dazi sui farmaci generici rischia di produrre effetti che vanno ben oltre il commercio internazionale”, ha commentato il presidente di Egualia, Riccardo Zagaria.
Per l’associazione italiana delle aziende produttrici di farmaci equivalenti, biosimilari e Value Added Medicines, i medicinali fuori brevetto rappresentano un presidio essenziale per la salute pubblica., in quanto garantiscono continuità delle cure a milioni di pazienti e contribuiscono in modo determinante alla sostenibilità dei sistemi sanitari.
“Proprio per il loro valore strategico dovrebbero restare al di fuori delle dispute commerciali e dall’applicazione dei dazi – ha aggiunto Zagaria -. L’introduzione di barriere commerciali su prodotti che rappresentano oltre il 90% delle prescrizioni negli Stati Uniti rischia inoltre di aggravare le tensioni già esistenti nelle catene di approvvigionamento dei medicinali essenziali. La produzione dei medicinali fuori brevetto si fonda oggi su filiere globali altamente integrate, nelle quali principi attivi, eccipienti, confezionamento e produzione finale coinvolgono Paesi diversi. L’esperienza degli ultimi anni ha dimostrato quanto sia fondamentale poter contare su filiere produttive resilienti, diversificate e integrate a livello internazionale. Misure che ostacolano la libera circolazione dei farmaci possono aumentare i costi, compromettere la continuità delle forniture e incidere sulla disponibilità dei medicinali per i pazienti“.
Per il presidente di Egualia, rafforzare la capacità produttiva nazionale è un obiettivo legittimo e condiviso anche in Europa, e dovrebbe venire perseguito attraverso politiche industriali capaci di incentivare gli investimenti, sostenere la competitività e consolidare le filiere produttive, anziché con misure tariffarie che rischiano di alterare gli equilibri di un mercato globale profondamente integrato.
Illustrazione generata con IA


