Nel confezionamento farmaceutico, l’incremento dell’output non può essere disgiunto dalla ripetibilità del dosaggio, dall’integrità della saldatura e dalla solidità del percorso di qualifica. È su questo equilibrio che Universal Pack sviluppa sistemi multifila per polveri, liquidi, compresse rivestite ed effervescenti e capsule softgel in sachet e stick pack, integrabili con astucciatrici a moto intermittente o continuo.

La diffusione del monodose impone architetture capaci di gestire prodotti differenti sulla stessa piattaforma senza compromettere accuratezza e stabilità. Un ambito di particolare interesse è il dual filling, che dosa separatamente principio attivo ed eccipiente nella medesima confezione. Eliminare la premiscelazione semplifica il flusso e riduce una fonte di variabilità: segregazione, differenze granulometriche e comportamento del blend possono infatti influire sull’uniformità della quantità trasferita. Il dosaggio indipendente consente di controllare i due contributi, coniugando flessibilità formulativa, precisione e produttività.

Progettazione, test e qualifica della linea

La configurazione della macchina nasce dalla caratterizzazione preliminare dell’applicazione. Nel laboratorio R&D interno vengono condotti test microchimici e microbiologici su prodotto e laminato, utili a definire sistema di dosaggio, aspirazione delle polveri, parametri di saldatura e prestazioni attese. Il medesimo approccio supporta il post-installazione, per esempio quando una CDMO introduce una nuova formulazione e deve verificare l’idoneità della linea o adeguarne il set-up. Nel Pharma, tuttavia, la performance deve essere dimostrabile. Universal Pack gestisce internamente analisi funzionali e documentazione di validazione per macchine sviluppate a partire dalle specifiche URS del cliente. Il pacchetto comprende FDS, HDS e SDS, a supporto delle qualifiche DQ, IQ, OQ e PQ. La continuità tra requisiti, progettazione hardware e software e verifiche funzionali mantiene la tracciabilità delle scelte tecniche lungo il ciclo di vita dell’impianto.

Monomateriali, manutenzione e controllo di processo

Anche l’introduzione di strutture riciclabili richiede un approccio scientifico. Nei monomateriali, la finestra di saldatura è spesso più sensibile rispetto ai laminati multistrato: l’uniformità del punto di fusione rende essenziale controllare distribuzione termica, pressione e tempo di contatto per evitare deformazioni del film e difetti di tenuta. I test con i fornitori di materiali permettono di correlare caratteristiche del substrato e parametri macchina, preservando le prestazioni di processo e affrontando in modo progressivo l’evoluzione normativa legata al PPWR. La continuità operativa si estende alla manutenzione. L’HMI genera alert per lubrificazione e sostituzione dei componenti, mentre la documentazione MTBF associa criticità, ciclo di vita e tempi d’intervento. Condition monitoring, sistemi di visione e analisi dei dati possono così sostenere manutenzione preventiva e controllo qualità, lasciando all’operatore e al tecnico la responsabilità decisionale. Nel monodose farmaceutico, l’alta velocità diventa quindi il risultato di un processo ingegnerizzato, qualificabile e mantenibile, non un dato isolato di targa.


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