Il Cloud and AI Development Act, parte della strategia della Commissione Europea sull’intelligenza artificiale (link), punta a rinforzare la leadership UE in una settore sempre più centrale e pervasivo delle viarie filiere industriali, compresa quella farmaceutica. 

Più in particolare, il regolamento punta a supportare lo sviluppo delle nuove soluzioni cloud e IA, anche mediante l’introduzione di “grand challenges” che dovrebbero guidare gli sforzi innovativi. È, inoltre, previsto di facilitare l’adozione dei sistemi cloud e IA da parte dei settori industriali strategici e del settore pubblico, agendo a livello di strategie nazionali e della creazione di Experience and Acceleration Centres for AI.

La proposta della Commissione prevede di triplicare la capacità dei data center europei nell’arco dei prossimi cinque-sette anni, grazie a semplificazioni e facilitazioni per l’accesso alle risorse chiave, quali energia, territorio, acqua e finanziamenti. Il regolamento prevede anche di assicurare sufficiente capacità di calcolo a supporto dell’intelligenza artificiale, dei server cloud e delle applicazioni ad elevata intensità di dati.

IL terzo pilastro della strategia europea prevede di supportare l’autonomia in questo settore strategico e la sovranità nel campo del’IA. Tra le misure previste, un’accelerazione dell’implementazione per i settori critici, la promozione di un valore aggiunto per l’innovazione, la resilienza delle catene di fornitura europee e la creazione di un livello comune di approvvigionamento pubblico per la pubblica amministrazione.

I commenti di EFPIA

L’importanza di capacità di calcolo avanzate, di infrastrutture cloud sicure e di intelligenza artificiale quale fattore abilitante per l’innovazione biomedica è stato sottolineato dalla Federazione europea dell’industria farmaceutica innovator in una nota pubblicata sul suo sito. EFPIA ha accolto con favore la proposta del regolamento CADA, sottolineando al contempo come la sua implementazione debba preservare l’apertura, l’interoperabilità e la connettività globale tipiche delle attività globali di R&D farmaceutica. Secondo la nota, il quadro di sovranità alla base del regolamento dovrebbe rimanere strettamente basato sul rischio ed essere proporzionato e neutro dal punto di vista tecnologico. 

A questo riguardo, la Federazione sottolinea come anche provider di paesi terzi associati e riconosciuti potrebbe venire qualificati per l’elegibilità, così da meglio riflettere la natura globale delle attività R&D e non dipendere unicamente da una lista statica di paesi pre-definiti. In questo modo, verrebbe scongiurata la creazione di barriere alla collaborazione con partner internazionali di fiducia, che rappresenta spesso un elemento chiave dell’innovazione farmaceutica. Al contrario, scrive EFPIA, misure che limitassero l’accesso a tecnologie disponibili a livello globale o che restringessero la possibilità di processamento legittimo e cross-frontaliero dei dati potrebbe risultare in una frammentazione delle attività di ricerca, con aumento dei costi di compliance e riduzione dell’accesso alle tecnologie best-in-class. Ne potrebbe così risultare anche unimpatto negativo sull’attrattività complessiva dell’Europa per le attività di ricerca e sviluppo.

La richiesta di EFPIA ai legislatori europei è di lavorare per assicurare che il regolamento CADA sia fortemente allineato con le disposizioni già presenti in altri atti normativi, tra cui l’AI Act, lo Spazio europeo dei dati sanitari (EHDS), il Data Act e il Data Governance Act, lo schema NIS2, il Cybersecurity Act, il regolamento GDPR e la legislazione specifica per il settore farmaceutico. In particolare, per assicurare il massimo beneficio dall’implementazione del regolamento CADA, oltre a quanto già detto sopra, il quadro di riferimento dovrebbe puntare a rafforzare l’accesso alle soluzioni cloud avanzate e alle infrastrutture IA, e supportare le attività R&D guidate dai dati.