Più di 2 milioni di tecnologie medicali, suddivise in oltre 7 mila diverse categorie – tra dispositivi medici, diagnostici in vitro e sistemi di digital health – sono disponibili sul mercato medtech europeo a beneficio dei pazienti, degli ospedali e degli operatori sanitari. I numeri dell’ultimo rapporto Facts & Figures 2026, da poco pubblicato da MedTech Europe, indicano che il comparto delle tecnologie medicali gode tutto sommato di buona salute ed è in grado di occupare più di 950 mila addetti in tutta Europa, seppur all’interno di un contesto generale non certo privo di avversità.

La spesa europea in tecnologie medicali è stata del 1,8% nel 2025, ben al di sotto della media del decennio precedente (6%) e dei valori fatti segnare dai mercati in più rapida evoluzione. Un segnale, indica l’associazione dell’industria medtech, che è indice di un arretramento del comparto europeo europeo negli scenari globali. La quota sul mercato internazionale per il 2025 si è attestata sul 25,6%, in calo dal’anno precedente (26,4%) e molto al di sotto dei valori fatti registrare nel 2015 (29%).

Il ruolo centrale dell’innovazione

“Il limite non risiede nella nostra capacità inventiva – scrive il CEO di MedTech Europe Oliver Bisazza nell’introduzione al rapporto -, bensì nel restringimento in Europa della quota di luoghi in cui l’innovazione viene adottata, rimborsata e diffusa su larga scala“.

L’importanza dell’innovazione per il settore è testimoniato dalle oltre 19.500 domande di brevetto depositate nel 2025 all’Ufficio europeo dei brevetti (+1,3% vs 2024). Complessivamente, le domande di brevetto relative a nuove tecnologie medicali si collocano al quarto posto, dopo quelle nei settori delle comunicazioni digitali, dei computer e dei macchinari elettrici ed energetici. Il settore medtech ha conquistato, invece, la vetta della classifica 2025 per quanto riguarda il numero di brevetti concessi, più di 12 mila. Un segnale estremamente positivo e che si colloca, in termini di rapporto tra brevetti concessi e domande, ben al di sopra (77,4%) dei valori fatti registrare dai settori farmaceutico (38,6%) e biotech (21,5%).

I trend sulle principali tecnologie

Il rapporto MedTech Europe segnala come il 2025 abbia rappresentato un anno di passaggio tra la sperimentazione del rimborso delle digital health e un loro inserimento di routine negli standard di cura. In Germania, paese guida a riguardo, lo scorso anno sono stati approvati sei nuovi schemi di rimorso DiGA. Dei cinquantanove DiGA totali attivati a fine 2025, cinquanta erano permanenti, con un tasso di inclusione e conversione da provvisori a definitivi nella lista gestita dal BfArM di quasi il 70%. La maggior parte (30) delle soluzioni inserire nelle lista DiGA tedesche sono relative alla salute mentale. 

Tra gli altri paesi più avanzati nell’introduzione dei sistemi di salute digitale figura la Francia, che sta implementando un sistema basato su copertura nazionale per i sistemi di monitoraggio da remoto e percorsi di accesso precoce al rimborso per i dispositivi medici classificati come  terapie digitali. Anche il Belgio è passato alla fase operativa del suo sistema nazionale di rimborso delle soluzioni di mobile-health, mente la Svizzera sta iniziando a lavorare in tal senso. 

La Germania guida anche il mercato complessivo europeo delle tecnologie digitali, mentre l’Italia si colloca al quarto posto. Il settore dei diagnostici in vitro ha visto nel 2025 una ulteriore normalizzazione dei valori, dopo i picchi fatti registrare durante il Covid, ed è cresciuto complessivamente in media del 3,6% negli ultimi dieci anni. Gli Stati Uniti rappresentano sia la principale destinazione per l’export europeo di dispositivi medici (36,8%) sia il principale fornitore di prodotti importati in Europa (42,2%).

I dati sul comparto industriale

Le aziende europee produttrici di tecnologie medicali sono leggermente diminuite nel 2025 (36 mila) rispetto all’anno precedente (38 mila). L’Italia si colloca al secondo posto per numero di imprese del settore, dietro alla Germania, mentre è al terzo posto per numero di posti di lavoro diretti (oltre 133 mila). I dati di MedTech Europe confermano anche quest’anno la preminenza delle piccole e medie imprese, che ammontano a circa il 90% complessivo del comparto. Sul piano della sostenibilità della produzione, il settore medtech conta per circa il 15-25% della quota di emissioni di gas serra globali per il settore della salute (a sua volta il 5% del totale). Le emissioni sotto il controllo diretto delle aziende medtech ammontano al 5-10% del totale, mentre il restante è distribuito lungo la catena del valore. 

Le iniziative per la decarbonizzazione sfruttano soprattutto l’energia rinnovabile, il calore da fonti rinnovabili e le misure per l’efficienza energetica come leve a breve termine, con un potenziale di riduzione delle emissioni di circa il 40%. Un ulteriore potenziale abbattimento è considerato difficile, a causa di barriere di tipo economico e regolatorio, di tecnologie ancora immature e costose o di un’implementazione che richiederebbe profondi cambiamenti sul piano regolatorio.