Il mercato dei biosimilari nel primo trimestre 2018 risulta in crescita. Nel giro di un anno, l’aumento del consumo dei biosimilari commercializzati prima del 2017 è stato circa del 22%, mentre quello degli originator è diminuito del 7%Filgrastim, epoetine e infliximab sono leader del “sorpasso”.

Il mercato dei biosimilari nel primo trimestre 2018 risulta in crescita
Il consumo dei biosimilari commercializzati prima del 2017 è aumentato del 22%, quello degli originator è diminuito del 7% dal primo trimestre 2017 al primo trimestre 2018

A commento dei dati sul mercato dei biosimilari nel primo trimestre 2018, Manlio Florenzano (coordinatore IBG-Italian Buiosimilars Group) dichiara:

«Le percentuali di utilizzo di alcune delle principali molecole dove i biosimilari sono entrati in commercio dimostrano chiaramente che il rigido percorso autorizzativo assicura piena affidabilità nel loro utilizzo».

In Italia, fino a giugno 2018, sono disponibili in commercio dieci biosimilari:

  • enoxaparina,
  • epoetine,
  • etanercept
  • filgrastim,
  • follitropina alfa,
  • infliximab,
  • insulina glargine,
  • insulina lispro,
  • rituximab,
  • somatropina.

Nel primo trimestre 2018 i biosimilari in commercio sul mercato italiano hanno assorbito l’11% dei consumi nazionali contro l’89% detenuto dai corrispondenti originator.

La performance dei biosimilari è però documentata dall’analisi dei trend dei consumi al netto delle new entry, cioè delle nuove molecole biosimilari immesse sul mercato solamente da marzo 2017 (enoxaparina, insulina lispro e rituximab): nell’arco di un anno il consumo di biosimilari è cresciuto del 21,8%, mentre quello dei corrispondenti biologici originator è diminuito del 7,1%.

Questo dato emerge dal Report sul mercato italiano dei farmaci biosimilari nel primo trimestre 2018 realizzato dall’Ufficio studi dell’Italian Biosimilars Group-IBG su dati IQVIA. Il report accende in particolare i riflettori sulle performance delle tre molecole leader del mercato nazionale, già in precedenza protagoniste del “sorpasso” nelle vendite di biosimilare rispetto al biologico originatore:

  • Filgrastim realizza il maggior grado di penetrazione sul mercato: i suoi 5 biosimilari, in commercio a partire dal 2009, assorbono il 94,40% del mercato a volumi (88,80% a valori, a prezzo medio).
  • Seguono le epoetine biosimilari, in commercio sempre dal 2009, che assorbono il 73,72% del relativo mercato a volumi (60,30 a valori).
  • I biosimilari di infliximab, commercializzati da febbraio 2015, sono titolari del 65,28% del mercato a volumi (50,23% a valori).
  • Somatropina biosimilare, commercializzata già dal 2007,  raccoglie il 28,40% a volumi (24,98% a valori), confermandosi in crescita.
  • Follitropina alfa, in commercio dall’aprile 2015, è titolare dell’11,91% del mercato della molecola a volumi (11,52% a valori).
  • Insulina glargine, con il primo biosimilare in commercio da febbraio 2016, concentra il 16,93% del mercato a volumi (12,66% a valori).
  • Avanza a grandi passi etanercept , entrato sul mercato nell’ottobre 2016 e arrivato a totalizzare il 24,66% del mercato a volumi (19,91% a valori).
  • Infine rituximab nella versione biosimilare, in commercio dal 2017, concentra già il 30,30% dei consumi (19,34% a valori).

Consumi regionali di biosimilari

Si conferma diversificato, ma comunque con trend di crescita positivi, il quadro dei consumi a livello regionale. Il maggior consumo di biosimilari per tutte le molecole in commercio è registrato in Valle d’Aosta e Piemonte con una incidenza dei biosimilari del 39,78% sul mercato complessivo di riferimento. Seguono, appaiate ma decisamente distanziate dalle prime due, Sicilia e Basilicata dove i biosimilari assorbono rispettivamente il 32,77% e il 18,78% del mercato di riferimento. All’estremo opposto, fanalini di coda Puglia (3,66%), Umbria (4,20%) e Molise (5,27%).

Lo scenario regionale dei consumi cambia in modo significativo tenendo conto soltanto del mercato riferito all’insieme delle cinque molecole in commercio da almeno 3 anni (epoetine, filgrastim, follitropina alfa, infliximab, somatropina): in testa ai consumi di biosimilari ancora una volta si trovano Valle d’Aosta e Piemonte, entrambe con quote di consumo di biosimilari dell’80,81%. Seguono Trentino Alto Adige (71,69%), Liguria (70,57%), poi Toscana, Veneto ed Emilia Romagna, tutte con quote di penentrazione dei biosimilari superiori al 60%. In Umbria, invece, consumo delle cinque molecole biosimilari di più antica commercializzazione si ferma al 10,32%.

Italian Biosimilars Group

L’IBG (Italian Biosimilars Group) è un gruppo autonomo che appartiene ad Assogenerici e che rappresenta l’industria dei farmaci biosimilari in Italia. È nato per rispondere all’esigenza di garantire un più ampio sviluppo del comparto dei medicinali biosimilari in Italia. Persegue tale obiettivo contribuendo ad attuare due processi fondamentali, anche in sinergia con lo European Biosimilars Group (EBG, parte di Medicines for Europe):

  • rimuovere le barriere all’accesso al mercato, nel rispetto dei principi di concorrenza,
  • assicurare una corretta informazione e comunicazione sui medicinali biosimilari verso gli operatori sanitari, i cittadini, le istituzioni e le associazioni dei pazienti.

L’IBG si propone come punto di riferimento nonché come piattaforma di confronto e condivisione per tutte le aziende impegnate nel settore dei biosimilari.

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