IQVIA pubblica i numeri della spesa farmaceutica in Italia nel 2017 e una previsione del conseguente ripiano che è per metà a carico dell’industria farmaceutica.

IQVIA pubblica i numeri della spesa farmaceutica in Italia nel 2017 e una previsione del conseguente ripiano che è per metà a carico dell’industria farmaceutica
Spesa farmaceutica per acquisti diretti e spesa convenzionata in farmacia nel 2017

Nel 2017 la spesa farmaceutica ospedaliera ha oltrepassato il tetto programmato. È infatti passata da 8,7 miliardi di euro del 2016 a 9,44 miliardi, a fronte di un finanziamento previsto di 7,7 miliardi. Il disavanzo, quindi, è di circa 1,74 miliardi di euro ed è stato realizzato nonostante la rideterminazione del tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti. Questa, in precedenza, era denominata  spesa ospedaliera. Ora comprende la spesa per i farmaci acquistati in distribuzione diretta e per conto.

La legge finanziaria stabiliva che la percentuale della spesa farmaceutica per acquisti diretti fosse al di sotto del 6,89% della spesa sanitaria complessiva (pari a 111,9 miliardi di euro). In realtà, invece, questa spesa ha inciso per l’8,4% sulla spesa sanitaria totale. Questo dimostra che il tetto fissato per il 2017 non era sufficiente e che è mancato l’equilibrio tra i tetti programmati per legge e la spesa reale.

«Le aziende farmaceutiche sono chiamate a ripianare, in misura pari al 50%, l’eccedenza della spesa farmaceutica ospedaliera quando viene superato il tetto di spesa stabilito – dichiara Sergio Liberatore, amministratore delegato di IQVIA Italia. – Questo significa che il Governo fissa il tetto della spesa, ma poi se viene superato sono le aziende farmaceutiche a dover ripianare il disavanzo, senza neppure poter dire che il tetto fissato era troppo basso».

Le aziende farmaceutiche dovranno così ripianare l’eccedenza della spesa farmaceutica per acquisti diretti (payback) per circa 870 milioni di euro. La parte restante sarà invece ripianata dalle regioni in base al loro superamento del budget assegnato.

Nel 2017, la spesa convenzionata (ricetta rossa) è invece rientrata nei parametri prefissati. Ha infatti lasciato un avanzo positivo di 372 milioni di euro.

Non è prevista però una compensazione tra il disavanzo della spesa ospedaliera e di quella territoriale.

«L’esigenza di garantire la sostenibilità economica del Ssn ha portato all’attuazione di interventi di contenimento della spesa che finiscono per penalizzare l’industria farmaceutica. Le prime stime del 2018 mostrano già una situazione analoga al 2017: la spesa per acquisti diretti sfonderà il tetto programmato di circa due miliardi e la spesa convenzionata rimarrà invece ampiamente entro il tetto. Anche per le imprese sussiste un problema di sostenibilità economica.  – aggiunge Sergio Liberatore. –Bisogna evitare che, per le multinazionali, sia sempre meno allettante investire in Italia».

Fondi per i farmaci innovativi

Sono stati istituiti due fondi dedicati ai farmaci innovativi: uno per quello oncologici e uno per quelli non oncologici. Ciascun fondo ha ricevuto una dotazione di 500 milioni di euro.

Fondo per i farmaci innovativi non oncologici

Nel 2017 il fondo per i farmaci innovativi non oncologici è stato quasi interamente destinato ai farmaci contro l’epatite C (anti-HCV), permettendo un buon risultato su questa patologia. Questo fondo di 500 milioni dovrebbe essere sufficiente per garantire il rispetto del tetto.

Fondo per i farmaci oncologici innovativi

Il fondo per i farmaci oncologici innovativi ha permesso la riduzione del disavanzo del tetto della spesa farmaceutica per acquisti diretti. La spesa per questi farmaci salvavita, che beneficiano dell’innovatività per 36 mesi, è passata da 210 milioni nel 2016 a 391 milioni di euro nel 2017 (+86%). Pertanto, sempre secondo l’analisi di IQVIA, la spesa dovrebbe rientrare nel tetto prefissato.

IQVIA è provider globale di informazioni e dati in ambito sanitario, tecnologie innovative, consulenza e servizi di ricerca clinica.

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