“Stabilire l’equivalenza terapeutica tra i farmaci spetta solo all’Aifa (Agenzia italiana del farmaco). È quanto emerge dalla sentenza del Tar Umbria (26 aprile 2013) secondo cui non si possono indire gare regionali che stabiliscono l’equivalenza terapeutica tra medicinali indipendentemente dalle valutazioni della Commissione Tecnico Scientifica dell’Aifa”. Così si legge in un comunicato di Farmindustria, che prosegue affermando che: “il principio vale ancora di più per i prodotti biotecnologici in quanto la complessità di formulazione e l’impiego di sistemi cellulari non consentono la riproduzione di una molecola identica”. E un’altra sentenza del Tar Lazio (9 maggio 2013) asserisce che “i biosimilari non possono essere in alcun modo considerati dei veri e propri farmaci equivalenti rispetto al farmaco biotech originator”. Farmindustria auspica quindi che le Regioni – così come previsto anche dal Decreto Crescita del 2012 – si attengano in tema di equivalenza terapeutica alle motivate e documentate valutazioni espresse da AIFA. Ragioni puramente economiche non devono essere alla base di una presunta equivalenza terapeutica tra prodotti con possibile pregiudizio per il trattamento del paziente.

Al commento positivo di Farmindustri rigurdo la decisione del Tar umbro si aggiunge quello di AssoGenerici: “Su questa linea – riporta il comunicato di AssoGenerici – si apre la strada alle liste di trasparenza anche per i farmaci biotecnologici e i produttori di biosimilari non potrebbero sperare di meglio”.

 

 

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