La variabilità della risposta clinica ai farmaci non è dovuta solamente a meccanismi fisiologici di regolazione e a fattori ambientali, ma anche alla costituzione genetica del singolo soggetto. La ragione della variabilità risiede in differenze in enzimi del metabolismo dei farmaci, recettori per i farmaci stessi, geni cosiddetti di suscettibilità. Molti di questi geni sono polimorfici nella popolazione e alcune varianti genetiche producono enzimi/proteine con diversi livelli di attività metabolica o attività in processi che determinano l’efficacia e/o la tossicità di un particolare farmaco.

Grazie alle conoscenze acquisite sul genoma umano, che includono la identità e le sequenze dei geni che codificano per enzimi coinvolti nell’attività e nella tossicità di farmaci, si sono potuti definire rapporti di causa-effetto tra polimorfismi in geni specifici e risposta ai farmaci. Questo contribuisce a migliorare l’appropriatezza del trattamento farmacologico per il singolo individuo.

Quei polimorfismi per i quali l’associazione con la risposta farmacologica è nota offrono nuove prospettive per sviluppi futuri nel campo della farmacogenetica.

Emilio Clementi – Unità operativa di Farmacologia Clinica, Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche L. Sacco, Milano – Università degli Studi di Milano

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