Con la recente approvazione di alcune molecole, i coniugati farmaco-anticorpo (ADCs, Antibody-Drug Conjugates) sono diventati a tutti gli effetti una nuova classe di farmaci. La recente introduzione di tecnologie sempre più perfezionate a la maggiore conoscenza dei target terapeutici, ha dato un impulso notevole alla concreta applicazione in campo clinico degli ADCs.Vi sono segnali di notevole fermento in molte discovery boutiques.

L’idea di utilizzare un anticorpo legato a un agente citotossico per produrre un effetto sinergico e consentire il rilascio della parte tossica direttamente sul recettore cellulare risale già ai primi anni ottanta. Tuttavia i primi prodotti non ottennero i risultati sperati causa di una serie di limiti tecnologici, di conoscenza limitata del target recettoriale e di instabilità nei fluidi biologici. Miglioramenti notevoli nella tecnologia di “coupling” associati con una maggior conoscenza della biologia del sistema hanno portato alla scoperta di una seconda generazione di ADCs. Questi nuovi agenti terapeutici che posseggono una miglior stabilità nei fluidi biologici, consentono un appropriato rilascio dell’agente tossico sulla cellula target.

A seguito dell’iniziale successo di alcuni ADCs, una miriade di piccole aziende con nuovi concetti per “linker” innovativi e nuove tipologie di agenti citotossici sono entrate in corsa per arrivare a ottimizzare il profilo terapeutico della nuova generazione di ADCs. Molte di queste micro-aziende, focalizzate soprattutto sulla tecnologia, lavorano con obiettivi comuni al fine di attrarre capitali freschi da investire dalle aziende farmaceutiche.

Mentre ci sono pochi dubbi sul fatto che questo campo prometta innovazione, molte questioni rimangono aperte rispetto a quali siano i parametri chiave per avere un ADC davvero ottimizzato. L’altra grande domanda è se questa tecnologia possa essere applicata al di là dell’oncologia in indicazioni cliniche più ampie.

In conclusione, quando è possibile selezionare un target specifico per un anticorpo e la morte cellulare è il fine terapeutico, gli ADCs sono una strategia perseguibile con buone probabilità di successo.

Luigi Colombo – MerckSerono RBM, Colleretto Giacosa (TO)

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