Da tempo Federfarma denuncia le conseguenze negative sul mercato italiano delle esportazioni parallele, fenomeno provocato dal basso livello dei prezzi dei medicinali nel nostro Paese che induce soggetti che hanno ottenuto l’autorizzazione all’attività di distribuzione all’ingrosso a vendere i medicinali italiani all’estero.

Federfarma ha invitato la filiera e l’AIFA ad affrontare insieme il problema ed è ripetutamente intervenuta nei confronti delle Regioni, affinché effettuino controlli rigorosi sul possesso dei requisiti per l’autorizzazione all’attività di distribuzione all’ingrosso. Ha inoltre chiesto al Ministero della salute di intervenire per via legislativa per mantenere sotto controllo il fenomeno.

Il Ministero della salute ha condiviso le preoccupazioni di Federfarma e dell’intero comparto farmaceutico e ha inserito nel decreto legislativo n. 17/2014, di recepimento della direttiva 2011/62 alcune misure che potranno contribuire ad arginare il fenomeno, come l’ampliamento dell’obbligo di servizio pubblico dei grossisti e la segnalazione, da parte delle farmacie, dei casi di carenze di particolare rilevanza e impatto sull’efficienza del servizio farmaceutico.

Tali misure non sembrano però sufficienti a riportare una situazione di normalità sul mercato italiano e appare necessario, quindi, intervenire in modo più efficace, agendo sui prezzi al pubblico dei medicinali, in modo da ridurre le differenze tra Paesi europei, senza comportare nuovi e insostenibili oneri per i conti pubblici.

Sulla questione Federfarma è intervenuta anche a livello europeo, coinvolgendo il GPUE (raggruppamento dei farmacisti europei), perché il fenomeno delle carenze interessa vari altri Paesi dell’Unione.

Annarosa Racca – Federfarma nazionale, Roma

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