Il recente report di Frost & Sullivan, 2015 Global Survey on Liquid Biopsy Adoption Trends scatta un’istantanea sull’utilizzo delle biopsia liquida come strumento per il monitoraggio delle terapie.

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La biopsia liquida si va affermando come tecnica non invasiva per il monitoraggio dell’efficacia della terapia

La tecnica analizza il DNA proveniente da popolazioni cellulari tipiche della patologia in esame, come ad esempio il DNA tumorale, e presente nel sangue a seguito dell’entrata in circolo delle cellule malate o di loro residui post-apoptosi o necrosi. La biopsia liquida non è invasiva come la più classica biopsia tissutale, anche se la sua sensibilità può essere inferiore a causa delle piccole quantità di DNA target presente in circolo.

L’analisi condotta da Frost & Sullivan ha coinvolto 101 decisori coinvolti nell’acquisto di tecnologie di biopsia liquida, provenienti sia dall’ambito farmaceutico e delle tecnologie medicali che da università, ospedali, istituti di ricerca e laboratori di riferimento. L’83,3% del campione intervistato ritiene che la biopsia liquida possa trovare effettiva applicazione come strumento di monitoraggio delle terapie; un elevato riscontro (76,4%) ha trovato anche la possibilità di utilizzare la tecnica per la diagnosi precoce dei casi di recidiva. Altre possibili applicazioni prese in considerazione dal report includono l’identificazione di resistenza ai farmaci, lo screening precoce dei tumori e valutazione della loro eterogeneità e clonalità, la valutazione della prognosi, lo sviluppo di diagnostici complementari.

Il biomarker che, secondo l’analisi, trova il maggiore riscontro tra gli utilizzatori è il ctDNA; le cellule tumorali circolanti (CTCs) e le vescicole extracellulari (EVs) sono marcatori utilizzati soprattutto da parte delle strutture di ricerca e universitarie. La tecnica di rilevazione cellulare preferita dagli utilizzatori che usano CTCs o ctDNA rimane la droplet PCR o la polymerase chain reaction digitale.

La diffusione della biopsia liquida coinvolge soprattutto i laboratori di riferimento (32,3%), con un trend atteso di crescita nei prossimi due anni che dovrebbe raggiungere il 44,4%. Secondo il rapporto di Frost & Sullivan, il 48% degli utilizzatori intende adottare in futuro il metodo diagnostico su piena scala, in parallelo alle biopsie tissutali. Il report valuta anche la preferenza degli utilizzatori verso le principali piattaforme di biopsia liquida attualmente sul mercato.