Malattia di Alzheimer: epidemia sociale che richiede un nuovo modello di assistenza per ridurre l’impatto sulle famiglie.

Malattia di Alzheimer: epidemia sociale
La malattia di Alzheimer rappresenta una vera e propria epidemia sociale che richiede un nuovo modello di assistenza per ridurre l’impatto sulle famiglie. Soltanto il 56,6% dei pazienti è seguito da una struttura pubblica

Sono circa un milione gli italiani colpiti da demenze, 600.000 quelli con malattia di Alzheimer. Si prevede che questi numeri siano destinati a raddoppiare nell’arco di appena 20 anni.

I costi diretti dell’assistenza per l’Alzheimer sono stimati in oltre 11 miliardi di euro annui.

Le famiglie rappresentano sempre più il fulcro dell’assistenza alle persone con Alzheimer e il 38% di esse deve ricorrere a una badante. Il 40% dei caregiver, pur essendo in età lavorativa, non lavora, e l’80% ha conseguenze dirette sulla propria salute.

Contemporaneamente si restringe l’offerta di servizi che vengono offerti con profonde differenziazioni a livello territoriale: secondo la terza ricerca realizzata da Censis e AIMA, soltanto il 56,6% dei pazienti è seguito da una struttura pubblica.

Il Master della Sapienza Università di Roma “La Scienza nella Pratica Giornalistica” con il supporto di Lilly ha promosso il Corso di Formazione Professionale Continua “Malattia di Alzheimer, cronaca di un’epidemia sociale. Tra terapie e assistenza, oltre i luoghi comuni

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