Lo studio EINSTEIN CHOICE dimostra superiorità di rivaroxaban per le recidive di tromboembolismo venoso rispetto alla terapia con acido acetilsalicidico.

Lo studio, che ha riguardato oltre 3.000 pazienti, ha valutato rivaroxaban 10 mg e 20 mg in monosomministrazione giornaliera rispetto ad acido acetilsalicidico (Aspirina) 100 mg una volta al giorno.

Rivaroxaban, in entrambi i bracci di trattamento, è risultato superiore nel prevenire recidive di tromboembolismo venoso, con percentuali di emorragia molto basse e comparabili ad Asprina.

Il rischio di recidiva di trombosi, nel primo anno, aumenta fino al 10%, se si interrompe la terapia anticoagulante.

I risultati sono stati presentati in una sessione “late-breaking” al Congresso ACC.17 e contemporaneamente pubblicati su “The New England Journal of Medicine”.

Lo studio EINSTEIN CHOICE dimostra superiorità di Rivaroxaban per le recidive di tromboembolismo venoso rispetto alla terapia con acido acetilsalicidico
Nello studio EINSTEIN CHOICE, rivaroxaban per le recidive di tromboembolismo venoso si dimostra superiore rispetto alla terapia con acido acetilsalicidico

Bayer e Janssen, suo partner nelle attività di sviluppo, hanno annunciato i risultati dello studio EINSTEIN CHOICE.

Lo studio dimostra come entrambi i dosaggi di rivaroxaban (inibitore orale del Fattore Xa) – 10 mg in monosomministrazione giornaliera e 20 mg in monosomministrazione giornaliera  – hanno ridotto in modo significativo il rischio di recidiva di tromboembolismo venoso (TEV) rispetto ad aspirina 100mg una volta/die, in pazienti che avevano precedentemente completato un periodo fino a 6-12 mesi di terapia anticoagulante per embolia polmonare (EP) o trombosi venosa profonda (TVP) sintomatica.

Nello studio non sono stati inclusi quei pazienti per i quali era già evidente la necessità di prolungare la terapia anticoagulante oltre i primi 6 -12 mesi. Rivaroxaban 20 mg in monosomministrazione giornaliera (regime terapeutico già approvato), ha ridotto in maniera statisticamente significativa il rischio di recidiva di TEV del 66% (riduzione del rischio relativo), rispetto ad aspirina 100mg una volta/die, mentre rivaroxaban 10 mg in monosomministrazione giornaliera ha ridotto in modo statisticamente significativo il rischio di recidiva di TEV del 74% (riduzione del rischio relativo) rispetto ad acido acetilsalicidico 100mg una volta/die.

Entrambi i dosaggi di rivaroxaban mostrano percentuali molto basse di emorragia maggiore (obiettivo principale di sicurezza dello studio) e, allo stesso tempo, comparabili al braccio di terapia con Aspirina.

I risultati dello studio EINSTEIN CHOICE sono stati presentati a Washington DC in una Sessione “late-breaking” della 66^ edizione del Congresso dell’American College of Cardiology (ACC) e contemporaneamente pubblicati su “The New England Journal of Medicine”. I risultati dello studio EINSTEIN CHOICE sono stati inoltrati all’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) e, nel corso della prima metà del 2017, lo saranno anche alle altre Autorità Regolatorie internazionali, fra cui l’FDA.

Il tromboembolismo venoso, che comprende embolia polmonare e trombosi venosa profonda, è la terza principale causa di mortalità per cause cardiovascolari dopo infarto e ictus. In pazienti con TEV la terapia anticoagulante è raccomandata per 3 mesi e oltre, in base al rapporto fra rischio di recidiva di TEV e rischio di emorragia del singolo paziente.

«In pazienti con TEV non provocato o con fattori di rischio permanenti, il pericolo di recidiva aumenta fino al 10% nel primo anno se la terapia anticoagulante viene interrotta dopo 3, 6 o 12 mesi.  I medici devono valutare attentamente se protrarre la terapia anticoagulante per periodi più lunghi, perché non sono sicuri del rapporto rischio-beneficio nello specifico paziente» – ha dichiarato Jeffrey Weitz, professore di Medicina, Biochimica e Scienze Biomediche, McMaster University, Executive Director del Thrombosis and Atherosclerosis Research Institute di Hamilton, Canada e Co-Chair dello studio EINSTEIN CHOICE.

«I risultati di EINSTEIN CHOICE hanno confermato la promessa contenuta nel nome dello studio: una volta approvato, rivaroxaban 10 mg in monosomministrazione giornaliera sarà a disposizione dei medici come ulteriore scelta terapeutica contro le recidive di TEV, insieme al dosaggio già approvato di 20 mg una volta/die. Questa flessibilità di scelta per il dosaggio di rivaroxaban consentirà, quindi, ai medici un approccio più preciso nella scelta della terapia prolungata più appropriata, sulla base della valutazione delle caratteristiche del singolo paziente» – aggiunge Jeffrey Weitz.

«EINSTEIN CHOICE è un ulteriore esempio dell’impegno di Bayer nel trovare le risposte a domande importanti che emergono nella pratica clinica quotidiana – dichiara Joerg Moeller, Membro del Consiglio Direttivo di Bayer AG Divisione Farmaceutici e Responsabile Sviluppo. – Il programma di sviluppo clinico EINSTEIN che, oltre ad EINSTEIN CHOICE comprende anche EINSTEIN PE, EINSTEIN DVT e EINSTEIN EXTENSION, ha dimostrato l’utilità clinica di rivaroxaban nel trattamento e nella prevenzione secondaria del tromboembolismo venoso. Questi nuovi risultati di EINSTEIN CHOICE aggiungono ulteriori importanti conoscenze sulla protezione a lungo termine più opportuna, a seconda del profilo di rischio del paziente con TEV».

Inoltre nella stessa Sessione late-breaking del Congresso ACC.17, sono stati presentati e contemporaneamente pubblicati su The Lancet anche i risultati di GEMINI ACS 1.

Lo studio GEMINI ACS 1

GEMINI ACS 1 è uno studio randomizzato in doppio cieco di Fase II, che ha riguardato 3.037 pazienti con recente sindrome coronarica acuta (SCA) in 292 centri in 21 paesi. Lo studio ha raggiunto il suo obiettivo principale dimostrando che la terapia antitrombotica con rivaroxaban 2,5 mg due volte/die, in aggiunta alla terapia con clopidogrel o ticagrelor, ha registrato percentuali comparabili di emorragia clinicamente significativa non-correlata a intervento di bypass coronarico (non-CABG) secondo la classificazione TIMI, rispetto ad aspirina 100mg una volta/die in associazione a clopidogrel o ticagrelor.

Sebbene i risultati relativi all’endpoint composito d’efficacia esplorativo fossero simili fra i bracci di trattamento, lo studio GEMINI ACS 1 non aveva la potenza statistica per valutare l’impatto sugli eventi ischemici.

EINSTEIN CHOICE e GEMINI ACS 1 contribuiscono alla vasta attività di studio su rivaroxaban che, alla sua conclusione, si prevede comprenderà oltre 275.000 pazienti, tra studi clinici e contesti real life.

Lo studio EINSTEIN CHOICE

EINSTEIN CHOICE è uno studio di superiorità randomizzato, in doppio cieco, che ha valutato efficacia e sicurezza di due dosaggi di rivaroxaban (10 mg in monosomministrazione giornaliera e 20 mg in monosomministrazione giornaliera rispetto ad aspirina (100 mg una volta/die), per il trattamento prolungato del tromboembolismo venoso (TEV), fino a un anno, in pazienti con embolia polmonare o trombosi venosa profonda sintomatica, che avevano precedentemente completato un periodo fino a 6-12 mesi di terapia anticoagulante. L’aspirina è stata scelta come farmaco di confronto, in quanto al dosaggio di 100 mg una volta/die ha precedentemente dimostrato di ridurre il rischio di recidiva di TEV di circa 32%, senza aumentare in modo significativo il rischio di sanguinamento grave, rispetto al placebo; risultati che hanno comportato la sua inclusione nelle attuali Linee Guida.

Sono stati randomizzati in totale 3.396 pazienti in 244 centri di 31 Paesi.

Nello studio non sono stati inclusi quei pazienti per i quali era già evidente la necessità di prolungare la terapia anticoagulante. L’obiettivo dello studio era, infatti, la valutazione di quei pazienti per i quali il medico curante era indeciso sulla necessità di proseguire con la terapia anticoagulante .

L’endpoint primario di efficacia era la recidiva sintomatica di TEV fatale o non fatale (endpoint composito di TEV ricorrente sintomatico, decesso correlato a TEV o decesso, per le quali cause non poteva essere esclusa l’EP). L’endpoint principale di sicurezza era emorragia maggiore. Soltanto per l’endpoint primario di efficacia, il confronto di rivaroxaban 20 mg vs aspirina e rivaroxaban 10 mg vs aspirina aveva importanza per valutare la superiorità statistica.

I risultati dello studio EINSTEIN CHOICE

EINSTEIN CHOICE ha dimostrato che:

  • rivaroxaban 20 mg in monosomministrazione giornaliera ha ridotto il rischio di recidiva di TEV del 66% (riduzione del rischio relativo) rispetto ad aspirina (1,5% contro 4,4%; HR 0,34; IC al 95% 0,20-0,59; p<0,001);
  • rivaroxaban 10 mg in monosomministrazione giornaliera ha ridotto il rischio di recidiva di TEV del 74% (riduzione del rischio relativo) rispetto ad aspirina (1,2% contro 4,4%; HR 0,26; IC al 95% 0,14-0,47; p<0,001).

Le percentuali di emorragia maggiore sono state molto basse e comparabili in tutti e tre i bracci di terapia e pari a:

  • 0,5% per rivaroxaban 20 mg in monosomministrazione giornaliera,
  • 0,4% per rivaroxaban 10 mg in monosomministrazione giornaliera,
  • 0,3% nel gruppo aspirina.

 

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