Il tema del costo del dolore è stato affrontato durante il IX Congresso Internazionale di Anestesiologia SIMPAR-ISURA.

Guido Fanelli dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma al IX Congresso Internazionale di Anestesiologia SIMPAR-ISURA illustra il costo del dolore
Guido Fanelli dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma al IX Congresso Internazionale di Anestesiologia SIMPAR-ISURA illustra il costo del dolore

«La malattia del dolore, in Italia comporta una spesa, tra costi diretti e indiretti, di 3,2 miliardi di euro, secondo i dati Istat a disposizione a marzo 2017 – spiega Guido Fanelli, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. – Il costo del dolore in Europa rappresenta il 2,3% del PIL. Negli Stati Uniti, invece, eguagliano la somma dei costi della terapia anticancro, vascolare e antivirale, arrivando a 600 milioni di dollari».

Il costo per il trattamento della malattia dolore aumenta in caso di cattiva gestione. Questa deriva dalla preparazione a volte lacunosa in terapia del dolore. Dal Congresso, infatti, emerge che soltanto un medico su tre conosce la Legge 38/2010.

«L’Italia – dichiara Massimo Allegri – è stato il primo Paese al mondo ad aver accolto le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Questa afferma che è un diritto di ogni cittadino non soffrire. La legge istituisce un percorso tale che permette al paziente di avere una rete istituzionale clinica per la gestione del proprio dolore. Purtroppo però questa, applicata a macchia di leopardo. La 38/2010 inoltre istituisce dei percorsi formativi specifici per i medici e consente un accesso semplificato ad alcuni farmaci».

Secondo uno studio europeo, la terapia del dolore in media viene insegnata 6 ore in 6 anni.

L’università senza dolore: il caso dell’Università di Parma

L’Università di Parma in Italia è quella che spicca in fatto di preparazione: è dichiarata l’Università senza dolore. In questa non solo si insegna la terapia del dolore, ma la si lega ad altre discipline, in un contesto multidisciplinare. Uno dei grandi impegni degli specialisti è esportare questo modello anche nelle altre città, così che si possa avere una maggiore preparazione a livello teorico e pratico.

Il caso Pregabalin

A titolo esemplificativo, si è parlato del caso Pregabalin, uno dei farmaci maggiormente prescritti al mondo contro il dolore. Questo, secondo una ricerca pubblicata dal New England Journal of Medicine, non è efficace contro la sciatalgia, come invece si è da sempre ritenuto. In Italia si sono spesi 80 milioni di euro per questo farmaco.

È molto importante, quindi, combattere il dolore non solo da un punto di vista clinico, negli interessi del paziente, ma anche da un punto di vista farmaeconomico.

Il caso della terapia del dolore in Toscana

«I centri hub in Toscana – spiega Renato Vellucci, dirigente medico SODc di Cure Palliative e Terapia del Dolore Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi, Firenze – sono tre: Firenze, Siena e Pisa, individuati dalla Regione secondo i criteri della legge 38/2010. La Toscana è una regione che, rispetto a molte altre in Italia, è molto avanti nella gestione di cure palliative e di terapia del dolore. Le prime rappresentano una rete consolidata territoriale che unisce strutture pubbliche e private che svolgono attività di volontariato e di supporto. Per la terapia del dolore non siamo così evoluti, ma c’è comunque molta attenzione per questi problemi».

La maggior parte dei pazienti a Firenze, circa 70%, sono ultracinquantenni; gli ultraottantenni sono il 30%. Il malato oncologico è il 35/40% dei pazienti in osservazione. Le principali patologie gestite sono di natura neoplastica metastatica, ossia quelle con maggiore incidenza di dolore. Numerose anche le neoplasie viscerali, come il tumore del pancreas. Si stima che nell’iter di malattia oncologica il 70% dei malati affetti da cancro nella loro storia avrà dolore.

«La Toscana – aggiunge Renato Vellucci – offre servizi qualitativamente alti, nonostante non possa essere capillare su tutta la regione: quanto più ci si allontana dagli hub più possono subentrare difficoltà nel servizio. Occorrerebbe migliorare l’integrazione e andare a potenziare ulteriormente questa rete tra hub e spoke. Ci sono dei numeri verdi, come quello di Vincere il dolore onlus e H.O.P.E. for patients, che offrono ai malati un supporto per facilitare l’arrivo allo specialista giusto per gestire la sindrome dolorosa del paziente. Nei nostri hub serviamo anche molti pazienti dall’Umbria, dalle Marche, dall’Emilia Romagna, ma anche dall’estremo Nord e dall’estremo Sud».

Il congresso internazionale di anestesiologia e terapie del dolore Simpar-Isura 2017

Il Congresso Internazionale di Anestesiologia e terapie del dolore SIMPAR-ISURA è stato organizzato e presieduto da Massimo Allegri, ricercatore presso l’Università di Parma e specialista in anestesia rianimazione e terapia del dolore. Ha riunito 1200 specialisti e medici per confrontarsi sulle nuove scoperte scientifiche e tecnologiche e su tutte le tematiche relative allo studio e alla gestione del dolore cronico.

In questa edizione speciale del Congresso, convergono due importanti appuntamenti internazionali:

  • SIMPAR (Study In Multidisciplinary PAin Research)primo network internazionale capace di coniugare clinica e ricerca di base,
  • ISURA (International Symposium of Ultrasound in Regional Anesthesia), società mondiale dedicata all’applicazione degli ultrasuoni per l’anestesia locale e per medicina del dolore.

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