Il morbillo è una malattia esantematica virale e altamente infettiva che comporta febbre (è una febbre eruttiva) ed espone a complicazioni anche letali. È frequente in tutto il mondo ed è una delle principali cause di morte tra i bambini, nonostante sia disponibile un vaccino sicuro e molto efficace per impedirlo. 

Nel 1980, prima della diffusione della vaccinazione, il morbillo causava nel mondo circa 2,6 milioni di morti all’anno. Nel 2015 le morti stimate per questa causa sono state invece 134.200 [dati OMS].

Il morbillo è una malattia esantematica virale e altamente infettiva. È una delle principali cause di morte tra i bambini
Il morbillo è una malattia esantematica virale e altamente infettiva. È una delle principali cause di morte tra i bambini

Una volta contratto, il morbillo conferisce un’immunità definitiva nella maggior parte dei casi e ha un’incidenza maggiore nei bambini sotto l’anno di età. Per questo è considerata una malattia dell’infanzia come rosolia, varicella, pertosse, parotite e scarlattina.

La diagnosi è solitamente clinica. Va eseguita la diagnosi differenziale che comprende:

  • rosolia,
  • scarlattina,
  • eruzioni da farmaci (sulfamidici),
  • malattia da siero,
  • sesta malattia,
  • mononucleosi infettiva,
  • megaloeritema epidemico,
  • infezioni da echovirus e da virus coxsackie.

Dopo 3 o 4 giorni dall’eruzione, si possono cercare nel siero degli anticorpi specifici diretti contro il virus del morbillo.

Sintomi del morbillo e contagio

Dopo un’incubazione di una decina di giorni, esordisce con febbre alta che può essere accompagnata da rinite, tosse secca e occhi arrossati. 2-4 giorni più tardi compaiono all’interno delle guance puntini bianchi circondati da alone rosso (macchie di Koplik). Uno o due giorni dopo la comparsa di questi segni patognomonici, esordisce l’esantema maculo-papulare, che inizia dal volto e dal collo per estendersi progressivamente in senso cranio-caudale al resto del corpo e scomparire nel giro di alcuni giorni, lasciando una pigmentazione rossastra, seguita da desquamazione.

Non esiste una cura specifica per il morbillo. La terapia è sintomatica: paracetamolo per la febbre, sciroppi per la tosse, gocce per l’arrossamento degli occhi.

Il contagio avviene soltanto tra esseri umani, soprattutto attraverso le goccioline respiratorie durante lo stadio prodromico e quello eruttivo precoce. La fase contagiosa comincia diversi giorni prima della comparsa dei sintomi e prosegue fino alla desquamazione. Non è noto lo stato di portatore asintomatico.

Il tasso di contagio supera il 90% tra le persone suscettibili che sono esposte e assicura una immunizzazione pressoché definitiva.

Una madre che ha passato il morbillo trasferisce anticorpi ai figli per via transplacentare proteggendoli così per i primi 6–12 mesi di vita.

Causa del morbillo

Si tratta di una malattia sostenuta dal virus del morbillo che appartiene al genere Morbillivirus, appartenente all’ordine Mononegavirales e alla famiglia Paramyxoviridae. I virus di questa famiglia sono a singolo filamento di RNA e provvisti di capside.

Al genere Morbillivirus appartengono anche le specie di virus:

  • del cimurro di Canidae, Mustelidae, Procionidae e dei Focidi,
  • della peste bovina,
  • della peste dei piccoli ruminanti,
  • e il Morbillivirus dei cetacei.

Complicanze

Le complicanze comprendono:

  • Diarrea,
  • Cheratocongiuntivite,
  • Stomatite,
  • Epatite transitoria,
  • Polmonite e insufficienza respiratoria. Nei lattanti, è una frequente causa di decessi,
  • Otite,
  • Porpora trombocitopenica acuta e trombocitopenia,
  • Encefalite,
  • Panencefalite sclerosante subacuta,
  • Sindrome del morbillo atipico. Si può manifestare in soggetti precedentemente immunizzati con vaccini a base di virus del morbillo ucciso, non più disponibili dal 1968. Questi vecchi vaccini possono alterare l’espressione della malattia dopo l’infezione con il morbillo wild-type.I pazienti immunocompromessi possono non presentare rash, ma sviluppare una polmonite a cellule giganti, grave e progressiva.

Trattamento del morbillo

Il trattamento è di supporto con supplementazione di vitamina A, anche nel caso si manifesti encefalite.

Il supplemento di vitamina A ha dimostrato di ridurre la morbilità e la mortalità dovute al morbillo nei bambini dei paesi in via di sviluppo.

Le complicanze gravi da morbillo possono essere ridotte anche attraverso una buona alimentazione e una adeguata reidratazione.

Per curare la polmonite e le infezioni delle orecchie e gli occhi dovrebbero essere utilizzati antibiotici.

Prevenzione

È disponibile un vaccino vivo attenuato contenente morbillo, parotite e rosolia. Sono raccomandate due dosi. Di solito, la prima dose è raccomandata all’età di 12–15 mesi; la seconda all’età di 4–6 anni. I lattanti vaccinati a < 1 anno di età, come raccomandato durante le epidemie di morbillo, richiedono ulteriori 2 dosi, somministrate dopo il compimento del primo anno.

La vaccinazione causa un’infezione non contagiosa asintomatica o lieve e conferisce un’immunità protratta.

Controindicazioni alla vaccinazione

La vaccinazione è controindicata in caso di:

  • tumori a interessamento sistemico (come leucemie e linfomi),
  • immunodeficienza,
  • terapia con immunosoppressori (p.es., corticosteroidi, terapie radianti, agenti alchilanti o antimetaboliti),
  • infezione da HIV soltanto se l’immunodepressione è grave (categoria immunologica CDC 3 con CD4+ < 15%),
  • gravidanza,
  • malattie febbrili gravi,
  • TBC attiva non trattata,
  • somministrazione di anticorpi (come sangue intero, plasma o qualsiasi immunoglobulina).

Profilassi post-esposizione

È possibile la prevenzione nelle persone esposte al contagio mediante somministrazione del vaccino entro 3 giorni dall’esposizione. Se il vaccino deve essere differito, vanno somministrate immediatamente immunoglobuline, con effettuazione della vaccinazione dopo 5–6 mesi, se appropriato dal punto di vista medico (es. paziente non più in gravidanza). Anche i pazienti immunodepressi con controindicazione alla vaccinazione esposti al contagio possono ricevere immunoglobuline. Queste, in ogni caso, non vanno mai somministrate contemporaneamente al vaccino.

Diffusione e mortalità legata al morbillo

Per monitorare i casi di morbillo nel nostro Paese da gennaio 2017, il ministero della Salute e l’ISS emanano il bollettino settimanale. In Italia, infatti, la malattia deve essere obbligatoriamente notificata alle autorità sanitarie. Il bollettino fornisce una panoramica sulla distribuzione dei casi segnalati al Sistema di Sorveglianza Integrata Morbillo e Rosolia, per Regione, per fascia di età e stato vaccinale.

Dal 1 gennaio 2017 al 13 agosto 2017 sono stati segnalati 4193 casi (di cui 283 tra operatori sanitari); 3 i decessi.

Il 73% dei casi è stato segnalato in persone di età maggiore o uguale a 15 anni. L’incidenza maggiore si è verificata nei bambini sotto un anno di età. L’età mediana dei casi è stata pari a 27 anni.

Il 34% dei pazienti ha riportato almeno una complicanza; il 42% è stato ricoverato in ospedale.

L’88% non era stato vaccinato, il 7% aveva ricevuto una sola dose.

«Ormai è chiaro che l’estate non abbia fermato il morbillo. Questa situazione ci pone al primo posto in Europa nel 2017 per numero dei casi di morbillo e nell’imbarazzante condizione di vedere CDC di Atlanta, l’agenzia governativa per il controllo delle malattie degli USA, raccomandare a chi programma un viaggio in Italia di sincerarsi di essere vaccinato o di ricorrere alla vaccinazione. – sottolinea Massimo Galli, professore ordinario di Malattie Infettive all’Università di Milano e vice presidente della SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali. – Un’emergenza conseguente alla progressiva riduzione della percentuale dei vaccinati e che richiede interventi importanti, il primo dei quali è stato il recente decreto che reintroduce l’obbligatorietà della vaccinazione per morbillo, parotite e rosolia (MMR). È possibile, tuttavia che ci voglia anche dell’altro. Il 56% dei casi di quest’anno ha riguardato persone di età compresa tra i 15 e i 39 anni».

Studio dell’Università Bocconi

Uno studio di ricercatori dell’Università Bocconi, in corso di pubblicazione in Lancet Infectious Diseases stima le persone di questa fascia d’età suscettibili all’infezione (cioè che non abbiano contratto il morbillo da bambini e non siano stati vaccinati) in circa tre milioni, il 5% della popolazione italiana. A commento dell’articolo, un editorialista di Lancet suggerisce che, in un paese a bassa natalità e con molti adulti suscettibili, per arrestare la diffusione dell’infezione potrebbe non bastare vaccinare i bambini e che il vaccino potrebbe dover essere offerto anche agli adulti.

Studio dell’Università di Pisa

A dispetto dell’emergenza, la anti MMR rimane purtroppo tra tutte le vaccinazioni la più irrazionalmente impopolare. Per la diffusione sul web dei dati falsi sulla relazione con l’autismo, rivelatasi inesistente, la anti MMR è diventata il bersaglio preferito degli antivaccinatori e degli esitanti.

Uno studio dell’Università di Pisa evidenzia una relazione tra la riduzione della copertura vaccinale per MMR nel periodo 2010-2015 e l’aumento della ricerca online e dell’attività dei social network sul tema “autismo e vaccino MMR”.

Studio sui casi in Friuli-Venezia Giulia e in Emilia

Un’altra ricerca pubblicata, attuata in Friuli-Venezia Giulia e in Emilia, ha considerato i dati di oltre 220.000 bambini, il 2% circa dei quali non aveva ricevuto alcuna vaccinazione e l’11% dei quali non era stato vaccinato per MMR. Il numero di neonati non vaccinati è risultato aumentare nel tempo.

In primo luogo, è stato osservato che a maggior rischio di non essere vaccinati sono i figli di donne con più di 35 o meno di 25 anni, non sposate, con una istruzione superiore e cittadine di paesi economicamente sviluppati (prevalentemente italiane).

Nella regione Friuli-Venezia Giulia, che ha contribuito allo studio con i dati di oltre 145.000 bambini, i nati tra il 1995 e il 2000 correvano un maggior rischio di non essere vaccinati se figli di madri straniere e con bassa scolarità. La situazione invece si invertiva per i nati tra il 2006 e il 2010, anni in cui a essere più a rischio di mancata vaccinazione erano i figli di italiane con alti livelli di educazione formale.

Il tema delle vaccinazioni affrontato al Meeting Salute

«Se la vaccinazione anti MMR è oggi il problema più scottante, in campo vaccinale non è certo il solo. Uno dei settori di popolazione in cui la profilassi vaccinale è più disattesa e più necessaria – conclude Galli – è rappresentato dai portatori di malattie croniche in cui vaccinazioni come l’anti-influenzale e l’anti-pneumococcica possono rappresentare un importante strumento per garantire una più lunga aspettativa di vita libera da malattia».

Questi argomenti sono stati affrontati al Meeting Salute di Rimini il 21 agosto 2017 all’interno del 38° Meeting tra i popoli, in una sessione dedicata alle vaccinazioni dell’anziano e delle persone portatrici di patologie croniche.

Al confronto sulle prospettive delle vaccinazioni nel SSN partecipano:

  • Massimo Galli, vice presidente di SIMIT (Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali),
  • Ranieri Guerra, direttore generale della Direzione della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute,
  • Roberto Bernabei, presidente dell’Associazione Italia Longeva,
  • Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità,
  • Luigi Cammi, ideatore del Meeting Salute e A.d. di PLS Educational.

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