Il CHMP dell’EMA ha espresso parere favorevole all’estensione di indicazione di evolocumab nella prevenzione di infarti e ictus

Amgen continua a collaborare con le Istituzioni per garantire ai pazienti ad alto rischio cardiovascolare l’accesso a evolocumab.

Il CHMP dell'EMA ha espresso parere favorevole all'estensione di indicazione di evolocumab nella prevenzione di infarti e ictus

Il CHMP (Comitato per i Medicinali per Uso Umano) dell’EMA (Agenzia Europea per i Medicinali) ha dato parere positivo per una nuova indicazione di evolocumab (Repatha®) nei pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica accertata (infarto del miocardio, ictus o arteriopatia periferica) per ridurre il rischio cardiovascolare, abbassando i livelli di colesterolo LDL.

La raccomandazione riconosce i risultati positivi dello studio FOURIER sugli outcome cardiovascolari di evolocumab e include dati sulla riduzione e sulla prevenzione addizionale di infarti, ictus e rivascolarizzazioni coronariche in aggiunta alla terapia con statine alla dose massima tollerata.

Lo studio sugli outcome cardiovascolari di evolocumab ha mostrato riduzioni del 27% del rischio di infarti, del 21% del rischio di ictus e del 22% delle procedure di rivascolarizzazione coronarica nei pazienti trattati con evolocumab e con statine rispetto ai pazienti trattati con placebo e con statine per una durata mediana di 26 mesi.

Il parere positivo del CHMP sarà quindi esaminato dalla Commissione Europea (CE), che ha il ruolo di approvare i farmaci nell’Unione Europea (UE). Se approvata, l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio Europea per Repatha® sarà aggiornata per includere la nuova indicazione. Norvegia, Islanda e Liechtenstein, in quanto membri dello Spazio Economico Europeo (SEE), prenderanno decisioni corrispondenti sulla base della decisione della Commissione Europea.

Lo studio FOURIER

Lo studio FOURIER (Further CardiovascularOUTcomes Research with PCSK9 Inhibition in Subjects with Elevated Risk) è uno studio di fase III, multinazionale condotto su 27.564 pazienti in oltre 1300 centri, randomizzato, in doppio cieco controllato vs placebo. È stato disegnato per valutare se il trattamento con evolocumab in combinazione con una terapia con statine a intensità elevata o moderata rispetto al placebo con terapia con statine riducesse gli eventi cardiovascolari.

L’endpoint composito “hard” dei MACE è il tempo a:

  • morte cardiovascolare,
  • infarto del miocardio,
  • ictus (endpoint secondario principale).

L’endpoint composito esteso dei MACE è il tempo a:

  • morte cardiovascolare,
  • infarto del miocardio,
  • ictus o ospedalizzazione per angina instabile o rivascolarizzazione coronarica (endpoint primario).

I pazienti eleggibili con colesterolo elevato (colesterolo LDL ≥70 mg/dl o colesterolo da lipoproteine non ad alta densità [colesterolo non HDL] ≥100 mg/dl) e malattia cardiovascolare accertata sono stati randomizzati a ricevere 140 mg di evolocumab per via sottocutanea ogni due settimane o 420 mg al mese più una dose efficace di statine ad alta o moderata intensità. La terapia con statine è stata definita nel protocollo come almeno 20 mg al giorno di atorvastatina o equivalente, con raccomandazione di trattare il paziente con almeno 40 mg al giorno di atorvastatina o equivalente ove approvato.

Lo studio era “event driven” ed è proseguito finché almeno 1630 pazienti non sono andati incontro ad un endpoint secondario principale.

Risultati principali dello studio FOURIER sugli outcome cardiovascolari con evolocumab

Lo studio sugli outcome cardiovascolari di evolocumab (FOURIER) ha dimostrato che l’aggiunta di questo farmaco a una terapia ottimizzata con statine ha indotto una riduzione statisticamente significativa del 20% (<0,001) degli eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACE) rappresentata nell’endpoint composito secondario principale dal tempo al primo infarto del miocardio, ictus o morte cardiovascolare.

Nello studio è stata dimostrata anche una riduzione statisticamente significativa del 15% (<0,001) del rischio dell’endpoint composito primario, che comprendeva ospedalizzazione per angina instabile, rivascolarizzazione coronarica, infarto del miocardio, ictus o morte cardiovascolare.

L’entità della riduzione del rischio per gli endpoint compositi primario e secondario principale è aumentata con il tempo, con un solido beneficio che si è manifestato già a 6 mesi ed è aumentato nel corso dei 2,2 anni di durata mediana dello studio.

I pazienti che assumevano evolocumab hanno avuto una riduzione del rischio di

  • infarto del miocardio (27%, p nominale <0,001),
  • ictus (21%, pnominale =0,01),
  • rivascolarizzazione coronarica (22%, p nominale <0,001).

 Coerentemente con gli studi recenti su una riduzione più intensiva del colesterolo LDL, non sono stati osservati effetti sulla mortalità cardiovascolare. Analogamente, non sono stati osservati effetti sull’ospedalizzazione per angina instabile.

Il profilo di sicurezza di evolocumab nello studio sugli outcome è stato generalmente coerente con il profilo di sicurezza degli studi controllati a 12 e 52 settimane condotti su pazienti con iperlipidemia primaria, inclusa l’ipercolesterolemia familiare eterozigote (HeFH).

Evolocumab

Repatha (evolocumab) è un anticorpo monoclonale umano che inibisce la proproteina convertasi subtilisina/kexina tipo 9 (PCSK9). Evolocumab si lega alla PCSK9 e impedisce alla PCSK9 circolante di legarsi al recettore delle lipoproteine a bassa densità (LDLR). Evitan così la degradazione dei recettori LDL mediata da PCSK9 e consentendo ai recettori LDL di ritornare sulla superficie delle cellule epatiche. Inibendo il legame della PCSK9 con i recettori LDL, evolocumab aumenta il numero di recettori LDL disponibili per eliminare le LDL dal sangue, riducendo così i livelli di colesterolo LDL.

Repatha® è autorizzato in oltre 60 Paesi, inclusi USA, Giappone, Canada e tutti i 28 Paesi Membri dell’Unione Europea. Sono in corso domande di AIC in altri Paesi.

Il 1°dicembre 2017, la FDA (Food and Drug Administration) statunitense ha approvato una nuova indicazione per Repatha® quale primo inibitore di PCSK9 per prevenire:

  • infarti,
  • ictus,
  • rivascolarizzazioni coronariche

negli adulti con malattia cardiovascolare accertata. L’approvazione è giunta in seguito a una revisione con procedura prioritaria della domanda di autorizzazione integrativa presentata da Amgen per un medicinale biologico.

Aggiornamento

A seguito di questo parere positivo del CHMP, la Commissione europea ha approvato l’estensione di indicazione.

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