La sfida del Sistema Sanitario è nella prevenzione e nel mantenimento in salute delle persone. Gli integratori alimentari possono giocare un ruolo importante nella prevenzione primaria, con la promozione di stili di vita sani e nel mantenimento delle condizioni di salute. Ad affermarlo l’Istituto Superiore di Sanità, i medici e tutti gli stakeholders intervenuti alla XIX Convention Federsalus svoltasi a Roma il 21 giugno, purché “evidence based e garantiti da processi di qualità”.

Integratori alimentari nella prevenzione primaria XIX Convention Federsalus
Integratori alimentari nella prevenzione primaria purché evidence based (XIX Convention Federsalus, Roma 21 giugno 2018)

Integratori alimentari come soluzione alla sostenibilità del SSN

La sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale è a rischio. Il punto di collasso è vicino. Non è una novità e in parte la causa è dovuta al successo del SSN stesso, che ha portato a un significativo aumento della sopravvivenza (80 anni per gli uomini, 85 per le donne) Ma con la longevità aumenta anche la cronicità e quindi il bisogno di cura. Nel 2030 il numero degli italiani con più di 65 anni aumenterà del 65%. La soluzione, ed anche la sfida, per evitare il collasso della sanità pubblica è nella prevenzione e nel mantenimento in salute delle persone.

ISS dice Sì agli integratori purché evidence based

Walter Ricciardi dell’Istituto Superiore di Sanità, intervenuto con un videomessaggio alla XIX Convention Federsalus, ha sottolineato l’importanza del ruolo degli integratori alimentari nella prevenzione primaria «purché basato sull’evidenza scientifica. L’industria deve approcciare il metodo scientifico, affinché le strutture pubbliche possano davvero tenere nella giusta considerazione gli integratori come un’opportunità di salute e inserirli nelle linee guida. L’Istituto Superiore di Sanità mette a disposizione dell’industria le risorse di cui dispone quale organo tecnico-scientifico del SSN in Italia e delle funzioni di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, documentazione e formazione in materia di salute pubblica».

Medici, abbiamo bisogno di informazione e formazione

Il bisogno di informazioni verificate, scientificamente provate è emerso anche dai medici intervenuti alla Convention. «Gli integratori nella prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari possono rappresentare un valido aiuto per ridurre i fattori di rischio di queste malattie e per il mantenimento del benessere- ha affermato Andrea Poli- Abbiamo bisogno che l’assunzione di questi prodotti trovi un forte razionale scientifico che ne sostanzi il beneficio sulla salute. Abbiamo bisogno di strumenti che ci aiutino a identificare i soggetti candidati al loro utilizzo». 

Anche per Claudio Cricelli (SIMG) il bisogno di scientificità è imprescindibile, come pure l’informazione e formazione del medico sugli integratori. «Ricordiamoci che spesso dietro al paziente che arriva in ambulatorio c’è “dottor Google” e se non sappiamo fronteggiare questa situazione perdiamo un’opportunità di salute e di relazione con il nostro paziente. Se non sai rispondere, il paziente semplicemente se ne va e fa quello che vuole». 

Farmacisti, un database per orientarsi e consigliare meglio

Sul bisogno di informazioni dal punto di vista del farmacista si è soffermato anche Eugenio Leopardi (Utifar) suggerendo la creazione di un database comune e accessibile a tutti i farmacisti «Le referenze degli integratori sono tantissime e non è sempre facile orientarsi e soprattutto consigliare in modo adeguato i nostri pazienti. Una banca dati potrebbe anche essere di aiuto per le piccole aziende che non possono permettersi una rete vendita sul territorio».

Paziente, la prevenzione primaria passa per la consapevolezza

L’informazione deve raggiungere anche il cittadino, ha precisato Sabrina Nardi di Cittadinanzattiva, «perché la prevenzione primaria passa per la consapevolezza dei cittadini ed è quindi fondamentale il suo ruolo attivo. L’informazione è anche alla base del corretto utilizzo, altrimenti il rischio è che vengano sottovalutati, mal utilizzati con possibili problemi di sicurezza».

L’industria, è il momento di agire

«L’associazione ha intrapreso un percorso di qualità che coinvolto l’industria, i medici e i farmacisti nell’affermare l’utilità degli integratori alimentari. E’ arrivato il momento di passare alla fase operativa della dimostrazione scientifica» ha dichiarato Andrea Costa, presidente Federsalus invitando le Istituzioni, le Università e tutto il mondo scientifico della ricerca a mettere a disposizione strumenti e competenze per sostanziare attraverso i dati scientifici il ruolo che può avere l’integratore alimentare nella prevenzione primaria e quindi in termini di sostenibilità del SSN.

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