Con la ratifica da parte del Parlamento europeo dell’accordo di uscita del Regno Unito dall’Ue (621 voti favorevoli, 49 contrari e 13 astensioni) e l’adozione finale della decisione a parte del Consiglio d’Europa di ieri, la Brexit si è infine fatta realtà: dalla mezzanotte di oggi la Gran Bretagna torna ad essere uno stato indipendente e sovrano, un paese terzo completamente slegato dall’Unione Europea, e parte il percorso di negoziazione che entro fine 2020 dovrà ridisegnare la sua precisa collocazione nel quadro degli accordi commerciali internazionali.

Una delle prime misure messe in atto dal governo britannico per fronteggiare le sfide poste dal nuovo assetto del paese sugli scenari internazionali ha visto il lancio della nuova tipologia di visto “Global Talent”, pensata nello specifico per facilitare la mobilità dei ricercatori verso il Regno Unito.

L’iniziativa è stata accolta positivamente dalle rappresentanze della locale industria farmaceutica: “Il governo ha esplicitato la sua ambizione di fare del Regno Unito un hub globale per le life sciences. Il Migration Advisory Committee ha riconosciuto chiaramente l’importantanza dei lavori scientifici all’interno di un potenziale sistema d’immigrazione basato sui punti“, ha commentato il direttore Skills & Education Policy di ABPI, Andrew Croydon. Secondo l’associazione britannica dell’industria farmaceutica, entro il 2025 saranno oltre 31 mila i posti di lavoro che dovranno essere coperti nel settore, che conta oltre 6 mila aziende; ABPI sostiene anche un sistema di visti basato sugli skill che metta in grado i ricercatori britannici di studiare e lavorare all’estero, sia in Europa che altrove.

Come funziona il nuovo visto

Il Global Talent Visa (un visto di categoria Tier 1) dovrebbe poter venire richiesto sul sito del governo inglese a partire dal 20 febbraio 2020, secondo quanto reso noto da UK Research & Innovation (UKRI).

Il nuovo visto permetterà a scienziati e ricercatori di entrare nel paese senza soglie minime di salario e di cambiare agevolmente lavoro all’interno del Regno Unito, svolgendo anche attività – come le collaborazioni con le aziende – più difficili da realizzare all’interno di altri schemi di visto. Non è, inoltre, necessario dimostrare la conoscenza della lingua tramite certificazione. Sarà inoltre possibile richiedere la residenza nel paese dopo tre anni di permanenza, senza penalizzazioni nel caso di periodi di ricerca spesi in altri paesi. Le famiglie dei ricercatori sono ammesse nel caso di rispondenza ai requisiti del nuovo schema.

Sono quattro i possibili ruoli per cui sarà presto possibile richiedere il visto Global Talent. Nel caso dei “Senior appointments“, il riferimento è a posizioni di professore, senior group leader o equivalenti all’interno di istituzioni di formazione secondaria o enti di ricerca. Questo percorso è gestito dalla British Academy, dalla Royal Academy of Engineering e dalla Royal Society.

Le “Fellowships” permetteranno la permanenza nel Regno Unito ai ricercatori che siano attualmente attivi o abbiano ottenuto incarichi nel corso dell’ultimo anno all’interno di una lista approvata dalle tre società scientifiche sopra menzionate.

UK Research and Innovation è invece responsabile per la gestione del percorso dedicato ai ricercatori e agli specialisti che richiedono un visto in relazione a una posizione il cui job title sia specificato all’interno di una grant application erogata con successo da un ente finanziatore riconosciuto (“Endorsed funders”). Questo percorso è stato pensato per facilitare la mobilità di ricercatori che svolgano ruoli critici all’interno di progetti finanziati da enti specifici, la cui lista è disponibile sul sito di UKRI. Il grant di riferimento per la richiesta del visto deve avere un valore minimo di 30 mila sterline e una durata minima di due anni, e prevedere un impegno lavorativo minimo del 50%. La richiesta di visto può aver luogo a partire da tre mesi prima della data prevista per il viaggio, con un tempo di risposta da parte delle autorità britanniche indicato in tre settimane. In questa prima fase tra gli enti accreditati in campo life sciences figurano il Biotechnology and Biological Sciences Research Council, il Medical Research Council, la Academy of Medical Sciences, il Wellcome Trust, Cancer Research UK, la British Heart Foundation, il National Institute for Health Research, e vari programmi Ue nell’ambito di Horizon 2020, della European Molecular Biology Organisation e dell’EMBL e dello Human Frontier Science Programme.

Il percorso “Peer review“, infine, è la via standard con cui chiunque può richiedere la valutazione di una application che abbia avuto esito positivo da parte della British Academy, della Royal Academy of Engineering o della Royal Society.

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