La radioterapia italiana non ha nulla da invidiare a quella dei Paesi europei ad alte risorse. Il censimento annuale condotto da AIRO, l’Associazione Italiana di Radioterapia ed Oncologia Clinica, registra 183 Centri di radioterapia nel pubblico o nel privato convenzionato, con una sofferenza al Sud e nelle isole; 185 Unità di radioterapia al Nord pari a 7,9 unità per milione di abitanti, 137 al Centro, pari a 7,6 per milione di abitanti e 108 al Sud pari a 5,7. Sono funzionanti 377 acceleratori lineari (LINAC) e 53 unità di radioterapia in grado di eseguire trattamenti con tecnologie ad altissima complessità; oltre a queste 430 macchine per radioterapia a fasci esterni, sono presenti sul territorio italiano 36 per radioterapia intraoperatoria (IORT) e 69 per la brachiterapia ad alto e basso dosaggio.

La radioterapia utilizza radiazioni ionizzanti, in prevalenza raggi X ad alta energia ed è un trattamento salva-vita e una cura fondamentale per molti tipi di tumore. Ma è necessario svecchiare il parco macchine, il 29% delle quali ha più di 12 anni.

Entro il 2025 aumenterà del 15% la quota dei pazienti con indicazione per i trattamenti radianti, si evince che esiste una necessità reale di prevedere investimenti finalizzati ad arrivare ad avere entro quella data almeno 8/9 macchine ogni milione di abitanti e a rinnovare i macchinari obsoleti. La spesa per la radioterapia è la più bassa in oncologia, circa il 3-4% dei costi totali. Inoltre, sarà necessario potenziare l’informazione e la conoscenza della radioterapia tra i pazienti e la popolazione generale.

Il futuro della radioterapia in Italia

Secondo quanto contenuto nel rapporto AIOM-Airtum “I numeri del cancro in Italia” l’incidenza di tumori maligni è di 371.000 nuovi casi nel 2019. Di questi ben 230.000 hanno specifica indicazione al trattamento radiante.

Considerando un numero indicativo di 450 pazienti trattati per macchina in un anno secondo il benchmark stimato a livello europeo dallo studio EORTC-QUARTS2 e confermato dallo studio ESTRO-HERO3 in un recente aggiornamento si deduce che per potere fare fronte all’incremento del numero previsto di trattamenti radioterapici opportuni si renderebbe necessario un aumento almeno del 20% del parco macchine volto ad arrivare ad un numero complessivo di 510 macchine per radioterapia a fasci esterni nel 2025 a partire dalle 430 attualmente esistenti.

In conclusione, i dati forniti in questo rapporto evidenziano da una parte l’assoluta necessità di sostituzione e rinnovo di apparecchiature ormai obsolete, sia dal punto di vista tecnico che funzionale e dall’altra l’esigenza di un incremento del numero di apparecchiature in previsione del futuro.

In un’applicazione corretta ed appropriata del rapporto costi/benefici, tali considerazioni devono pertanto essere da stimolo per sensibilizzare i responsabili delle politiche sanitarie sulla necessità di effettuare maggiori investimenti in un campo così importante nella cura del cancro.

Riferimenti bibliografici

1. Cai Grau et al. Radiotherapy equipment and departments in the European countries: Final results from the ESTRO-HERO survey. Radiotherapy and Oncology 2014;112:155-164

2. Overview of National Guidelines for Infrastructure and Staffing of Radiotherapy. ESTRO-QUARTS: Work Package 1. Radiotherapy and Oncology 2005;75:349-354.

3. Josep M. Borras et al. How many new cancer patients in Europe will require radiotherapy by 2025? An ESTRO-HERO analisys. Radiotherapy and Oncology 2016;119:5-11

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