Qualche giorno fa, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), ha presentato in diretta YouTube il primo rapporto OsMed intitolato: “L’uso dei farmaci in gravidanza“. Il testo completo del documento, il collegamento per rivedere l’evento e le presentazioni sono consultabili sul portale di AIFA.

I dati del rapporto sono stati presentati e commentati da Valeria Belleudi (Dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio), Filomena Fortinguerra (AIFA), Renata Bortolus (Ministero della Salute), Serena Donati (Istituto Superiore di Sanità), Anna Locatelli (Università Milano Bicocca), Antonio Clavenna (IRCCS Mario Negri) e Antonio Addis (Dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio). Gli interventi sono stati moderati da Marina Davoli (Dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio) e Anna Rosa Marra (dirigente Area Vigilanza Post-marketing dell’AIFA).

Top 4

E’ emerso che le quattro sostanze farmacologicamente attive più utilizzate in gravidanza sono, in ordine decrescente per percentuale di utilizzo:

  • l’acido folico (34,6%)
  • il solfato ferroso (18,8%)
  • il progesterone (19%)
  • l’amoxicillina/acido clavulanico (11,5%)

Anche se le prescrizioni sono complessivamente coerenti con le scelte farmacologiche più opportune in gravidanza, l’utilizzo dell’acido folico è ancora sotto la soglia raccomandata dalle linee guida, sia nazionali che internazionali.

Le categorie di farmaci che presentano un pericolo maggiore di uso inappropriato sono quelle degli antibiotici e dei progestinici utilizzati a scopo di prevenire gli aborti spontanei. 

In Lombardia e in Veneto viene registrato il minor numero di prescrizioni di farmaci in gravidanza, indipendentemente dal trimestre di gestazione, mentre si osserva in tutte le regioni italiane la tendenza a un aumento delle prescrizioni direttamente proporzionale all’incremento dell’età delle gestanti. 

Le cittadine straniere usano meno farmaci rispetto alle italiane, mentre alle donne africane, indiane e sudamericane viene fornito un numero maggiore di prescrizioni.Nelle donne che hanno già avuto diversi parti i farmaci più frequentemente prescritti sono l’acido folico, i prodotti eparinici, quelli a base di ferro, gli antibiotici e gli ormoni sessuali.

Il Direttore Generale di AIFA, Nicola Magrini, dopo avere espresso la sua soddisfazione per la pubblicazione dell’ultimo resoconto OsMed, strumento di monitoraggio AIFA dei consumi e della spesa farmaceutica in Italia ormai da vent’anni, ha affermato che: “Il Rapporto sull’uso dei Farmaci in gravidanza è speciale e segna una svolta nell’utilizzo dei dati, perché interroga e lega database di diversa natura sfruttando un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni, gruppi di lavoro e ricercatori. Un’interazione che auspico possa crescere da questa prima esperienza di successo, per favorire l’evoluzione di un modello standard che grazie all’integrazione e al rafforzamento delle banche dati nazionali e regionali possa consentire studi di esito grazie a dati incrociati e di qualità”.

Dal canto suo, Francesco Trotta, dirigente del settore HTA ed economia del farmaco e dell’Ufficio Monitoraggio della spesa farmaceutica e rapporti con le Regioni di AIFA, ha ricordato che lo scopo finale del rapporto è quello di monitorare e analizzare le prescrizioni farmaceutiche in gravidanza nelle Regioni italiane e in riferimento ai sottogruppi di popolazione.

“Grazie al Rapporto”, ha detto Trotta, “è nata una rete tra istituzioni centrali, regioni, accademia e clinici, una infrastruttura che è adesso a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale. Lo studio costituisce inoltre un patrimonio informativo da utilizzare sul territorio per modificare pratiche cliniche inappropriate”.

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