L’azienda statunitense Pfizer ha già annunciato nei giorni scorsi che non consegnerà all’Unione Europea, nei tempi previsti, le dosi di vaccino anti COVID-19 pattuite in precedenza. Adesso, anche la società britannica AstraZeneca ha fatto la stessa cosa. Un portavoce della casa farmaceutica ha infatti dichiarato che “le quantità iniziali di vaccino saranno inferiori a quanto originariamente previsto a motivo della riduzione di produzione di un impianto situato all’interno della nostra catena europea di approvvigionamento; nei mesi di febbraio e di marzo forniremo però all’Unione europea decine di milioni di dosi”.

Il vaccino anti Covid-19 di AstraZeneca, sviluppato assieme all’Università di Oxford, non è ancora stato approvato dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ma una decisione è attesa per la fine di questa settimana. Cosa succederà adesso al piano italiano per la vaccinazione di massa contro il virus SARS-CoV-2? Lo ha spiegato agli italiani il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri. Durante il suo intervento su Rai Uno nel corso della trasmissione Domenica In dello scorso 24 gennaio, ha dichiarato infatti che, a questo punto, visti i ritardi annunciati per le consegne dei vaccini, la campagna di vaccinazione subirà inevitabilmente contraccolpi. In particolare, l’immunizzazione delle persone ultra-ottantenni avrà un ritardo di 4 settimane mentre per le altre categorie lo slittamento in avanti sarà di circa 6-8 settimane.  

Il viceministro ha anche detto che “da domani le dosi a disposizione saranno utilizzate anzitutto per effettuare il richiamo nei tempi previsti a coloro che hanno già ricevuto la prima somministrazione, cioè soprattutto per gli operatori sanitari”. Sileri ha anche aggiunto che, auspicabilmente, tra due settimane i vaccini a disposizione saranno tre, data la probabile approvazione del prodotto di AstraZeneca prevista per la fine di questa settimana da parte di EMA e subito dopo anche da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA). In questo modo, una volta superati i problemi di fornitura, la campagna di vaccinazione potrà riprendere con maggior vigore consentendo di completare il programma di immunizzazione del personale sanitario prima di iniziare a vaccinare gli ultra ottantenni. Il viceministro ha anche ricordato che le mancate consegne dei vaccini non riguardano solo il nostro Paese ma anche l’Europa intera.

Commentando i ritardi dovuti, secondo quanto dichiarato dalla case produttrici, a inconvenienti tecnici di produzione, Il viceministro ha concluso affermando: “Per ovviare ai problemi sulla linea produttiva servirebbe un accordo quadro a livello europeo che consentisse di operare per conto terzi, realizzando una sinergia tra le compagnie oggi operative e altre realtà attualmente non impegnate nella produzione dei vaccini. Questo potrebbe aumentare in maniera incisiva la velocità di produzione”.

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