A quattro anni di distanza dall’ultimo aggiornamento, la Federazione europea dell’industria farmaceutica innovator ha pubblicato la nuova edizione del rapporto sul cambiamento climatico, che fa il punto sulle azioni intraprese dal comparto per ottemperare alla richiesta di decarbonizzare le varie attività proveniente dalle istituzioni europee. Al sondaggio hanno partecipato 28 aziende, in aumento rispetto alle diciotto dell’edizione 2022. 

I dati principali del rapporto

Il sondaggio sul clima condotto tra i membri di EFPIA nel 2025 indica un’accelerazione da parte delle imprese, con riduzione media delle emissioni di Scopo 1 del 16% e di quelle di Scopo 2 di circa il 64% tra il 2019 e il 2024. Il driver principale di tale andamento è stato individuato nel rapido passaggio a fonti di energia rinnovabili. Le emissioni di Scopo 1 sono quelle generate in modo diretto dalle attività che rientrano sotto il controllo dell’azienda, mentre quelle di tipo 2 sono le emissioni indirette riferita all’energia prodotta da terzi, ma acquistata e consumata dall’impresa in questione. 

Più della metà delle aziende (60%) che hanno partecipato al sondaggio hanno segnalato anche una riduzione delle emissioni indirette che rientrano nello Scopo 3 (quelle generate lungo l’intera catena del valore dell’azienda), in media del 17%. EFPIA sottolinea, tuttavia, come il perseguire la riduzione delle emissione di Scopo 3 richieda un forte coinvolgimento e collaborazione da parte dei fornitori. Il quinquennio 2019-2024 ha visto anche una diminuzione media dell’intensità delle emissioni di circa il 43%, da 21 tonnellate CO2e/mEUR a 9 t CO2e/mEUR.

Il rapporto segnala anche come la maggior parte delle imprese farmaceutiche innovator stiano impegnandosi a raggiungere gli obiettivi Net-Zero, con target allineati nella pressoché totalità dei casi (90%) a quelli definiti nelle linee guida dell’iniziativa Science Based Targets (SBTi). A tale riguardo, il rapporto segnala in particolare la ricerca di una maggiore efficienza energetica, con ottimizzazione HVAC, recupero del calore, pompe di calore e sistemi ISO 50001.

Il sondaggio condotto da EFPIA evidenzia anche un maggior stadio di maturità per quanto riguarda l’impronta di carbonio dei prodotti,  supportato da materie prime a minor contenuto di carbonio e circolarità dei processi. Altri elementi positivi sono individuati nel passaggio a flotte di veicoli ibridi/elettrici e nell’utilizzo di refrigeranti a basso Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP).

La maggior parte (90%) delle aziende parte di EFPIA hanno condotto analisi del rischio climatico nel 2025, in crescita di quindici punti rispetto alla rilevazione del 2022. L’80% delle aziende utilizza anche i quadri di riferimento ESG (Environmental, Social, Governance) riconosciuti a livello internazionale per il reporting dei processi nella gestione climatica. 

Uno sguardo al futuro

Per il futuro, il rapporto di EFPIA evidenzia l’importanza di una armonizzazione regolatoria, in cui le Product Category Rules (PCR) dovrebbero rappresentare documenti aggiuntivi rispetto agli standard di valutazione del ciclo di vita (LCA). EFPIA, in particolare, supporta l’adozione da parte delle aziende dello schema “PAS 2090:2025, Pharmaceutical products – Product category rules for environmental life cycle assessments”, uno standard pubblicato a novembre 2025 che è il risultato della collaborazione del Pharmaceutical LCA Consortium con altri attori della filiera.

L’appello di EFPIA verte sul riconoscimento di PAS 2090 da parte delle istituzioni e degli enti regolatori quale approccio più robusto per il settore farmaceutico. Un ulteriore elemento chiave per assicurare di giungere a implementazione del quadro proposto è rappresentato dalle partnership, con richiesta di una collaborazione urgente con i fornitori e i partner tecnologici per migliorare la qualità e tracciabilità dei dati e l’utilizzo di metodi avanzati e pesati di calcolo delle emissioni di Scopo 3.