Assemblea Pubblica Farmindustria 2026
Assemblea Pubblica Farmindustria 2026
a cura di Elena D'Alessandri - giornalista

L’innovazione farmaceutica si riconferma l’asset strategico trainante per la tutela della salute e per la crescita economica del Paese. È questo il messaggio centrale emerso dall’Assemblea Pubblica 2026 di Farmindustria, svoltasi a Roma sotto il titolo “Geopolitica e innovazione: l’industria farmaceutica asset strategico per la salute e la crescita della Nazione”. Un’occasione che ha visto la riconferma di Marcello Cattani alla guida dell’Associazione per il biennio 2026-2028, giunto al suo terzo mandato consecutivo.

I numeri di un comparto da record: produzione ed export

I dati presentati delineano un settore industriale ad altissimo valore aggiunto, in grado di competere ai vertici del manifatturiero europeo. Nel 2025 il valore della produzione ha raggiunto i 74 miliardi di euro, posizionando l’Italia come leader nell’Unione Europea insieme a Germania e Francia. Il comparto pesa oggi per il 2% sul PIL nazionale occupando direttamente 72.200 addetti (oltre 300.000 considerando l’intera filiera e l’indotto).

La vera punta di diamante è rappresentata dalle esportazioni:

  • 69,2 miliardi di euro di export nel 2025 (+28,5% rispetto al 2024).
  • +248% di crescita dell’export negli ultimi 10 anni, una performance nettamente superiore rispetto alla media UE (+148%).
  • Il settore ha coperto da solo il 33% (circa un terzo) dell’incremento delle esportazioni totali richiesto dal Ministero degli Affari Esteri per traguardare l’obiettivo nazionale di 700 miliardi entro il 2027.

Il valore dell’innovazione: meno mortalità e costi evitati

I traguardi della R&S si traducono direttamente in indicatori demografici e clinici di eccellenza. L’aspettativa di vita in Italia sfiora oggi gli 84 anni (con un incremento costante di 3 mesi all’anno nell’ultimo mezzo secolo). Sul piano clinico, negli ultimi 25 anni la mortalità complessiva nel Paese è diminuita del 31%, registrando un -41% per le patologie croniche e un -27% per le neoplasie. A questo si aggiunge un incremento di oltre 1 milione di persone che sopravvivono dopo una diagnosi di tumore nell’arco di dieci anni.

L’innovazione farmaceutica dimostra così di non essere un costo per il Servizio Sanitario Nazionale, bensì un investimento terapeutico a lungo termine. È stato stimato altresì che l’introduzione di nuove molecole generi un forte contenimento delle comorbidità e, conseguentemente, di costi indiretti della spesa sanitaria:

  • Costi indiretti in oncologia: Tra il 2000 e il 2023 la spesa totale (diretta e indiretta) per paziente oncologico è scesa del 12%, grazie alla contrazione delle ospedalizzazioni e della perdita di produttività.
  • Impatto socio-economico generalizzato: Tra il 2014 e il 2024, gli investimenti nell’innovazione farmaceutica hanno evitato complessivamente 21 milioni di giornate di ospedalizzazione.
  • Ricerca clinica: Gli oltre 800 milioni di euro investiti ogni anno dalle aziende farmaceutiche in studi clinici presso le strutture del SSN generano benefici economici quantificabili in circa 3 euro per ogni singolo euro investito dalle imprese.

Accelerazione scientifica e transizione digitale

La pipeline globale corre a ritmi senza precedenti, sostenuta dall’avvento delle nuove tecnologie informatiche. Nel mondo si contano oggi 23.000 farmaci in sviluppo. La media delle approvazioni annuali da parte delle agenzie regolatorie è salita a 78 nuovi medicinali all’anno nel triennio più recente, contro i 58 del decennio precedente. Tra i principali farmaci lanciati worldwide tra il 2024 e il 2028, è stato stimato che il 62% avrà un impatto particolarmente significativo su sopravvivenza, qualità della vita e produttività e il 38% genererà nuovi percorsi di cura con costi sanitari minori.

In questo scenario, la transizione digitale gioca un ruolo cruciale: il 42% delle aziende farmaceutiche utilizza già sistemi di Intelligenza Artificiale nella progettazione degli studi clinici, una tecnologia strategica capace di ridurre i tempi della ricerca clinica fino al 40%. Inoltre, il 59% delle imprese applica stabilmente soluzioni di AI nei propri siti produttivi (a fronte di una media manifatturiera del 12%).

Le 4 priorità industriali per il futuro

Nonostante le performance eccellenti, il Presidente Cattani ha ribadito la necessità di salvaguardare la competitività industriale italiana ed europea di fronte alle forti spinte geopolitiche e regolatorie globali, indicando quattro priorità di azione urgenti:

  1. Gestione dell’impatto della Most Favored Nation (MFN) statunitense e superamento del payback: La politica USA sui prezzi sta rallentando i lanci di nuovi farmaci in Europa (-40% nei primi 10 mesi dall’annuncio della misura). In questo contesto, l’eliminazione progressiva del payback farmaceutico (che ha toccato i 2,4 miliardi nel 2025) è ritenuta indispensabile per eliminare una “tassa sulle tasse” che penalizza l’attrattività dell’Italia.
  2. Revisione del prontuario AIFA su basi esclusivamente scientifiche: Farmindustria chiede che la preannunciata riforma del prontuario avvenga secondo rigorosi criteri di valore terapeutico ed evidenza scientifica, tutelando la personalizzazione delle cure ed evitando logiche di mero contenimento lineare dei costi che metterebbero in crisi la sostenibilità della base industriale.
  3. Finanziamento e modelli basati sugli esiti: Superare il sottofinanziamento della spesa farmaceutica pubblica attraverso l’adozione di valutazioni di Health Technology Assessment (HTA) evolute, che incorporino le dimensioni socio-economiche e l’impatto dell’inflazione.
  4. Abbattimento dei tempi di accesso (Early Access): In Italia sono ancora necessari in media 400 giorni per la reale disponibilità di un farmaco dopo il via libera centralizzato dell’EMA. L’adozione di meccanismi di accesso precoce strutturati è considerata prioritaria per uniformare la tempestività delle cure sul territorio.

L’Assemblea si è conclusa guardando con favore alla prospettiva del nuovo Testo Unico della Farmaceutica atteso entro l’anno, strumento normativo giudicato fondamentale per snellire le procedure burocratiche e consolidare l’attrattività dell’Italia nei confronti dei capitali internazionali della R&S.