La prima chiusura del nuovo fondo di investimento BII Catalyst Fund I for Italy, lanciato a inizio luglio con l’obiettivo di sostenere le startup terapeutiche italiane nelle fasi iniziali di sviluppo, ha superato i 20 milioni di euro.
Il fondo riunisce vari partner pubblici e privati sotto la guida di Lazio Innova, con l’obiettivo comune di rafforzare l’ecosistema nazionale delle scienze della vita a partire dal Lazio. Oltre a Lazio Innova, che ha contribuito con 20 milioni di euro attraverso il fondo di fondi della Regione Lazio Venture 2 (cofinanziato dal PR FESR 2021-2027), gli investitori internazionali comprendono Novo Holdings e il fondo è gestito da Panakès Partners, operatore di venture capital specializzato nelle scienze della vita.
Il ruolo del BioInnovation Institute di Copenaghen
Al BioInnovation Institute (BII) di Copenaghen, inoltre, è stato assegnato il ruolo strategico contribuire allo scouting e alla selezione delle startup più promettenti. Le imprese selezionate potranno accedere alla piattaforma di innovazione del BII, che offre mentorship, infrastrutture e competenze per accompagnarle nella crescita e nello sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative.
«Siamo orgogliosi del concreto avvio della strategia della Regione Lazio in ambito venture capital, attuata insieme a Lazio Innova, con il lancio di questo primo fondo deeptech, che vede il coinvolgimento di gestori e investitori nazionali e internazionali quali Panakes, BII e Novo, in un ambito, quello delle scienze della vita, in cui la nostra regione vanta una leadership in Italia. Siamo confidenti che il territorio e le nuove generazioni di imprenditori possano beneficiare di questa collaborazione con risultati di lungo termine», ha commentato Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio e assessore Sviluppo economico, commercio, artigianato, industria, internazionalizzazione
L’obiettivo del fondo è colmare il divario tra la ricerca scientifica e la maturità necessaria per attrarre investimenti nelle fasi successive, sostenendo le startup italiane fino a renderle competitive su scala internazionale. In questo modo si punta a valorizzare il talento scientifico nazionale e a tradurlo in soluzioni concrete per la salute delle persone.
«L’Europa custodisce un’enorme ricchezza di potenziale scientifico ancora inespresso e BII si trova in una posizione privilegiata per individuarlo e farlo crescere. Unendo le nostre capacità di scouting alla nostra piattaforma di innovazione possiamo sostenere gli imprenditori e imprenditrici più promettenti fin dalle prime fasi e contribuire a costruire un ecosistema italiano nel settore terapeutico più solido e competitivo a livello globale», ha affermato Jens Nielsen, CEO di BII.
BII guida anche l’iniziativa europea per le malattie cardiometaboliche
Si chiama CardioMetabolic Bridge la nuova iniziativa pan-europea coordinata dal Bioinnovation Institute danese e mirata ad accelerare la scoperta di nuovi medicinali per le malattie cardiometaboliche. L’iniziativa prevede di mettere in rete tra loro centri di eccellenza nel Regno Unito, in Germania e in Italia, così da permettere una migliore traslazione dei risultati della ricerca accademica in concrete soluzioni per la salute.
Il primo dei nuovi centri ha già iniziato le attività: si tratta della Victoria House di Londra, scelta da BII come primo spazio di ricerca al di fuori dei laboratori centrali di Copenhagen. L’hub londinese rappresenterà il sito di riferimento per l’iniziativa CardioMetabolic Bridge, che una volta a regime dovrebbe contribuire alla creazione di un ecosistema più efficiente per la creazione di nuove startup operative in quest’area terapeutica e, più estesamente, al miglioramento della competitività europea nel campo dell’innovazione nelle scienze della vita. Obiettivo del CardioMetabolic Bridge è velocizzare il trasferimento dei progetti di ricerca, grazie alla generazione di pacchetti critici di dati di cui necessita l’industria.


