Una nota presentata dalla Federazione internazionale dei produttori farmaceutici e associazioni (IFPMA) in occasione dell’ultimo incontro del Gruppo di lavoro Intergovernativo (IGWG 7) sul trattato pandemico in via di sviluppo da parte dell’OMS (link), evidenzia le preoccupazioni dell’industria farmaceutica globale rispetto al possibile impatto derivante dall’implementazione dello strumento Pathogen Access and Benefit-Sharing (PABS), pensato dall’OMS per facilitare lo scambio delle informazioni sugli agenti patogeni alla base di possibili epidemie e pandemie.
In particolare, al centro delle preoccupazioni del mondo industriale vi sarebbero le modalità di condivisione dei dati, sulla base di trend emersi in particolare in occasione delle recenti epidemie di Ebola e Hantavirus. Queste recenti esperienze avrebbero evidenziato, secondo IFPMA, un riposizionamento dai sistemi ad accesso libero storicamente utilizzati nel caso di focolai epidemici verso accordi più restrittivi.
Incertezza circa il possibile uso dei dati
Secondo IFPMA, gli accordi sul PABS creerebbero un’incertezza nei ricercatori su come è possibile utilizzare e condividere i dati, risultando così in un rallentamento della comprensione scientifica del problema, a fronte di una ricerca che tende ad essere sempre più rapida.
La nota evidenzia come l’impatto dello strumento PABS dipenda da come esso contribuisca all’accesso ai patogeni e ai dati, potendo sia supportare l’innovazione che introdurre ritardi e incertezze che la frenano. Ciò in presenza di pipeline R&D molto ristrette per quanto riguarda i vaccini contro gli agenti infettivi emergenti. Secondo IFPMA, l’introduzione di obblighi contributivi e di altro tipo potrebbero risultare in un ulteriore impoverimento delle pipeline, disincentivando così gli investimenti da parte delle industrie.
I meccanismi quali il CEPI non sono sufficienti, per il mondo industriale, a sostenere lo sviluppo di nuovi vaccini, sarebbe necessario che già prima delle crisi siano state predisposte le opportune condizioni a livello di agilità delle procedure regolatorie, finanziamenti prevedibili, procurement coordinato e una solida capacità operativa dei sistemi sanitari. Tutti elementi in assenza dei quali per IFPMA sarebbe impossibile traslare l’innovazione avanzata in accesso puntuale per i pazienti.
La richiesta per la finalizzazione dell’accordo pandemico è quindi di mantenere le negoziazioni focalizzate sulla realtà epidemica e ridurre l’incertezza normativa e le restrizioni che potrebbero ritardare l’accesso ai dati sui patogeni da parte degli scienziati. Per IFPMA, bisognerebbe continuare a costruire a partire dai meccanismi già esistenti, che secondo la Federazione permettono già una efficace e rapida condivisione dei dati.


