Il Rapporto OsMed 2025 sull’uso dei farmaci in Italia, pubblicato da AIFA a inizio agosto (link), indica che nel corso del 2025 sono state dispensate un totale di 1,9 miliardi di confezioni di medicinali (considerando sia l’assistenza pubblica che privata), con un calo dello 0,5% rispetto all’anno precedente. Le confezioni consumate mediamente in regime di assistenza convenzionata sono state diciotto per ciascun cittadino, con 1.148,2 dosi per mille abitanti ogni giorno (+1% rispetto al 2024). Il 66,9% degli assistiti hanno ricevuto almeno una prescrizione di farmaci.
«Il Rapporto OsMed continua a rappresentare uno strumento straordinario per comprendere l’evoluzione dell’assistenza farmaceutica nel nostro Paese – ha commentato il Direttore tecnico-scientifico di AIFA, Pierluigi Russo – L’edizione 2025 evidenzia come le dinamiche della spesa siano strettamente intrecciate ai cambiamenti demografici, all’introduzione di nuove opzioni terapeutiche, ai modelli prescrittivi e alle differenze territoriali nei consumi. La disponibilità di dati sempre più completi consente di descrivere e capire questi fenomeni, ma anche di orientare le politiche del farmaco, promuovere l’appropriatezza prescrittiva e valutare l’impatto delle strategie adottate».
L’edizione 2025 del Rapporto OsMed sull’uso dei farmaci in Italia include, tra le altre cose, un approfondimento sui farmaci per i disturbi respiratori in ambito pediatrico, l’analisi di nuove categorie terapeutiche ad alta prescrizione e l’ampliamento della valutazione della variabilità regionale. Nell’analisi dell’acquisto privato dei farmaci di classe A per il periodo 2023-2025, inoltre, il rapporto ha utilizzato per la prima volta i dati di sell-out, provenienti dal dataset Federfarma, Assofarm, Farmacie Unite e Promofarma, elaborati da Pharma Data Factory e successivamente analizzati e integrati da AIFA con le necessarie fonti informative. Questo nuovo approccio ha permesso di misurare le effettive dispensazioni a carico dei cittadini e di superare le criticità dei dati di sell-in, influenzati dai fenomeni di accumulo e smaltimento delle scorte nelle farmacie.
I dati principali per il 2025
Nel 2025, la spesa farmaceutica totale ha raggiunto 39,3 miliardi di euro, con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente. La spesa pubblica è stata pari a 28,4 miliardi di euro (+5,8% rispetto al 2024), valore corrispondete al 72,2% della spesa farmaceutica complessiva e al 20% della spesa sanitaria pubblica totale.
La spesa farmaceutica relativa agli acquisti da parte delle strutture sanitarie pubbliche (inclusi ospedali, ASL, RSA, strutture penitenziarie e i canali della distribuzione diretta e per conto) è stata pari a 18,9 miliardi di euro (+6,2% rispetto al 2024). La spesa territoriale pubblica (comprensiva di quella per i farmaci di Classe A erogati in regime di assistenza convenzionata, in distribuzione diretta e per conto) è stata pari a 14,3 miliardi di euro (+3,5% rispetto al 2024).
La spesa a carico dei cittadini è stata pari a 10,7 miliardi di euro, con un incremento del 7,5%; l’andamento osservato è attributo del Rapporto principalmente all’acquisto dei farmaci di classe A acquistati privatamente (+16,2%), ai farmaci di fascia C con ricetta (+7,4%) e a quelli di automedicazione (+6,5%). Tra i farmaci di fascia A acquistati privatamente dal cittadino spicca in particolare la tirzepatide (225 milioni di euro, pari al 13% della spesa privata dei farmaci di classe A). Seguono, a notevole distanza, colecalciferolo, pantoprazolo e ibuprofene, che rispetto al 2024 registrano un incremento della spesa dovuto a una crescita dei consumi.
La spesa di compartecipazione, sostenuta dai cittadini per la quota eccedente il prezzo di riferimento dei farmaci a brevetto scaduto, è stata di 1,04 miliardi di euro, pari a 17,71 euro pro capite. Il Rapporto OsMed evidenzia come nelle Regioni a minor reddito, come Calabria, Sicilia e Campania, i cittadini paghino di tasca propria le cifre più alte (22,35 euro pro capite contro i 13,73 euro del Nord), indice anche di una resistenza a sostituire il farmaco di marca con il generico. La spesa pro capite e i consumi crescono con l’aumentare dell’età, con gli over-64 che assorbono oltre il 60% della spesa e quasi il 70% delle dosi. Le Regioni del Nord registrano una prevalenza inferiore (63,5%) rispetto a quelle del Centro (68,9%) e del Sud (70,4%).
Nel 2025 i farmaci a brevetto scaduto hanno rappresentato il 72,9% della spesa e l’88,1% dei consumi in regime di assistenza convenzionata di classe A. La quota dei farmaci equivalenti, ad esclusione di quelli che hanno goduto di copertura brevettuale, ha rappresentato il 23,5% della spesa e il 32,1% dei consumi. L’Italia conferma il primato europeo nell’impiego dei biosimilari, che raggiungono il 71,4% di consumi.

L’andamento delle diverse categorie terapeutiche
Nell’assistenza convenzionata, anche nel 2025 i farmaci cardiovascolari si sono confermati la classe terapeutica a maggiore spesa (54,30 euro pro capite) e a maggior consumo (508,93 DDD). L’aumento più marcato dei consumi ha riguardato i farmaci del sistema genito-urinario e ormoni sessuali (+4,2%), i farmaci dell’apparato gastrointestinale e del metabolismo (+2,7%), e i farmaci del sistema nervoso centrale (+2,1%).
Il rapporto ha registrato anche una marcata riduzione delle DDD per gli antimicrobici per uso sistemico (-7,9%). Gli inibitori della pompa protonica rimangono la categoria a maggiore spesa (9,65 euro pro capite), sebbene in diminuzione del 7,7% rispetto al 2024. I farmaci con il costo medio per dose giornaliera più elevato sono risultati essere tirzepatide (25,23 euro), ceftriaxone (11,23 euro) e teriparatide (10,31 euro).
La spesa per acquisti diretti delle strutture pubbliche si è concentrata soprattutto sugli antineoplastici e immunomodulatori (144,36 euro pro capite), mentrei farmaci del sangue e organi emopoietici rappresentano la categoria a maggior utilizzo (54,87 DDD). Le categorie a maggiore impatto sulla spesa sono gli inibitori di PD-1/PD-L1 e gli inibitori dell’interleuchina, in crescita rispettivamente del +9,1% e del +2,8% rispetto al 2024. Tra i principi attivi, pembrolizumab e daratumumab si sono confermati i farmaci a maggiore spesa, rappresentando insieme il 5,8% della spesa complessiva per gli acquisti diretti.
Farmaci in età pediatrica e per gli anziani
Nel 2025, il 46,3% della popolazione pediatrica, pari a circa 4,1 milioni di bambini, ha assunto almeno una terapia farmacologica. Gli antinfettivi per uso sistemico si confermano la categoria terapeutica a maggiore consumo, seppur in calo del 21,9% rispetto alla tendenza misurata negli anni precedenti. In riduzione anche il consumo di farmaci dell’apparato respiratorio, mentre in crescita è segnalato essere il ricorso a medicinali del sistema nervoso centrale, in particolare antiepilettici e psicofarmaci.
Per quanto riguarda gli anziani, nel 2025 il 97,2% degli over-65 ha ricevuto almeno una prescrizione, mentre il 67,7% assume almeno cinque farmaci contemporaneamente. La politerapia cronica, cioè l’assunzione di cinque farmaci diversi per almeno sei mesi nel corso di un anno, interessa circa un terzo degli anziani.
Farmaci innovativi e terapie avanzate
Dopo anni di forte espansione, nel 2025 la spesa per le sole indicazioni innovative ammesse al Fondo dedicato si è ridotta del -19,4%, scendendo a 700 milioni di euro. L’incidenza delle indicazioni innovative sul totale degli acquisti diretti delle strutture pubbliche è scesa dal 6,6% del 2023 al 4% nel 2025. Il fenomeno è legato sia alla naturale scadenza del triennio di innovatività (2023-2025) per molte molecole oncologiche ed ematologiche, sia all’ingresso di nuovi farmaci con innovatività condizionata, caratterizzati da un impatto finanziario più contenuto.
Per quanto riguarda le terapie avanzate, nel 2025 sono stati erogati 1.195 trattamenti per una spesa complessiva di 222,6 milioni di euro. Lo scorso anno ha visto l’ingresso sul mercato di due nove ATMP, tabelecleucel per malattia linfoproliferativa post-trapianto positiva al virus di Epstein-Barr e etranacogene dezaparvovec per il trattamento dell’emofilia B.
La spesa dei farmaci orfani è aumentata del 7,9% rispetto al 2024, raggiungendo i 2,55 miliardi di euro, pari all’8,6% della spesa farmaceutica a carico del SSN. La categoria terapeutica che al primo posto sia per la spesa che per i consumi è rappresentata dai farmaci antineoplastici e immunomodulatori (rispettivamente 46,5% e 47,7%). La più alta incidenza sulla spesa riguarda i farmaci utilizzati per le malattie genetiche e nei linfomi, mielomi e altre malattie onco-ematologiche (rispettivamente 32,0% e 31,6%), invertendo l’andamento del 2024. Le medesime aree terapeutiche registrano anche i consumi più elevati, sebbene i farmaci per le malattie genetiche registrino valori notevolmente inferiori rispetto a quelli osservati per i linfomi, mielomi e altre malattie oncoematologiche.
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