La Generative AI continua ad alimentare attenzione e aspettative nel mondo delle Life Sciences, ma il punto non è più capire se la tecnologia sia promettente. La vera sfida, oggi, è trasformare l’interesse in applicazioni concrete, sostenibili e scalabili. È il messaggio emerso con forza durante la seconda edizione di “Generative AI nelle Life Sciences 2026 – Innovare per evolvere”, l’evento organizzato lo scorso 26 marzo da Helyx-AboutPharma all’Enterprise Hotel di Milano, che ha registrato il tutto esaurito con oltre 200 professionisti presenti.
Il nodo dell’adozione
A fotografare il momento è stato Giulio Zuanetti, chairman Helyx, che in apertura ha sintetizzato così l’evoluzione in atto: «Il migliore modello AI dell’anno scorso è sostanzialmente sovrapponibile alla performance del peggiore di quest’anno. La tecnologia continua a migliorare, ma non è il fattore limitante. Lo è l’implementazione».
A sviluppare questo concetto è stato Ivan d’Avanzo, Managing Director & Partner di BCG, secondo cui gran parte delle aziende del settore si trova ancora in una fase sperimentale, con progetti che spesso non incidono davvero sul business. Solo una quota limitata di organizzazioni, il top 15%, è riuscita finora a trasformare i pilot in soluzioni integrate a livello aziendale. Il punto, ha spiegato d’Avanzo, è che il valore generato dall’intelligenza artificiale non dipende soltanto dalla componente tecnica: «Il valore creato dall’AI è per il 10% dati, 20% tecnologia, 70% change management».
Un approccio che si riflette anche nei numeri portati da BCG: la soluzione Commercial AI sviluppata dalla società ha registrato un miglioramento della produttività dei representative compreso tra il 20% e il 50%, accompagnato da un incremento dei ricavi tra il 5% e il 10%.
Normativa: freno o fattore abilitante?
Uno dei temi centrali per il comparto Life Sciences resta quello regolatorio. Massimiliano Masnada e Christian Di Mauro di Hogan Lovells hanno tracciato il quadro normativo di riferimento, richiamando AI Act, GDPR, European Health Data Space e legge 132/2025. Secondo i relatori, molte delle norme rilevanti sono già formalmente in vigore, ma non ancora pienamente applicate. Un aspetto che contribuisce a creare incertezza operativa nelle aziende, soprattutto in relazione alla gestione del dato.
Masnada ha richiamato in particolare il ruolo del Garante Privacy, sottolineando come «Può bloccare un trattamento ed è in grado di uccidere un’azienda». Accanto ai vincoli, tuttavia, emergono anche potenziali leve di semplificazione. Tra queste, il Digital Omnibus europeo, che introduce un criterio soggettivo nella definizione di dato personale e una base giuridica per il trattamento secondario dei dati medico-scientifici.
La trasformazione vista dall’interno
Dal piano normativo si è poi passati alla prospettiva industriale, con il confronto tra Lorenzo Positano di BCG e Nicolò Franceschi, Chief Digital Transformation Officer di Bracco. L’esperienza raccontata da Franceschi evidenzia una linea strategica precisa: non inseguire l’AI come esercizio di innovazione fine a sé stesso, ma partire da priorità chiare e da obiettivi misurabili. «Siamo partiti dall’identificazione chiara del valore — non dal numero di use case AI, ma dal valore e dalla tempistica di realizzazione», ha spiegato.
Le aree di intervento individuate da Bracco sono tre: produttività individuale, automazione dei processi ripetitivi e casi ibridi uomo-macchina. Il punto, però, è che senza basi solide il rischio è di costruire iniziative poco sostenibili nel tempo. Per questo Franceschi ha avvertito: «Le aziende che non investono in fondamenta tecnologiche solide, tra cinque anni avranno problemi molto forti».
Lancio del farmaco e proprietà intellettuale
La Generative AI sta modificando in profondità anche il modo in cui viene preparato e gestito il lancio di un farmaco. Cristina Cantelli, Pharmaceutical Executive & Business Strategist, ha individuato le principali aree di impatto: pre-lancio, content generation, field excellence e supporto al paziente. Accanto alle opportunità, resta però cruciale il tema del controllo. Come ha ricordato Cantelli, «I messaggi costruiti con l’AI non sono approvabili di default — richiedono sempre una validazione medico-legale proporzionale». Un passaggio essenziale in un contesto in cui accuratezza, compliance e responsabilità regolatoria restano elementi non negoziabili.
A completare il quadro sul fronte del lancio e dell’innovazione è stato Giovanni Ghirardi di Hogan Lovells, che ha acceso i riflettori sugli impatti dell’AI in ambito IP. Secondo Ghirardi, l’intelligenza artificiale sta ridefinendo il concetto stesso di “ovvietà” per l’esperto del settore, con ricadute dirette sulle strategie brevettuali e sulla gestione dei patent thickets. In questo scenario, la documentazione delle attività di ricerca e sviluppo assume un peso ancora maggiore. Da qui il monito finale: «Chi si occupa di R&D dovrebbe documentare tutto. È responsabile dei risultati che l’AI genera».

Digital twin e formazione
Uno dei passaggi più concreti della giornata ha riguardato i verticali applicativi già operativi. Antonio Franzese di Media Engineering e Giulio Pacilio di Alfasigma hanno mostrato dal vivo Anna, avatar fotorealistico addestrato su casi clinici di malattia venosa cronica per la formazione dei medici di medicina generale. Il progetto si rivolge a un universo di 35 mila professionisti e punta a migliorare l’efficacia della formazione attraverso interazione e realismo. Secondo Pacilio, «Il fotorealismo e l’interazione multimodale rimangono impresse nella mente dei medici, meglio che leggere le stesse informazioni su un documento».
Sempre sul fronte della formazione, Mario Mauri di Vivactis Media for Health e Silvia Lavoretano, CSO di Pharmitalia, hanno presentato la piattaforma Ascanio/Emma, progettata per la preparazione degli informatori scientifici del farmaco. Addestrata sui materiali aziendali, la piattaforma simula profili medici e restituisce feedback in tempo reale. Il tempo di implementazione è stato di tre mesi, dal kickoff al roll out. E, dal punto di vista operativo, i benefici sono già tangibili. «Con Emma mandiamo sul campo informatori più preparati, più sicuri, più autorevoli», ha dichiarato Lavoretano.
Gare ospedaliere, omnicanalità e decisioni data-driven
Nel corso dell’evento è emerso anche il tema dell’automazione dei processi complessi. Gianluca Mapelli di Revorg ha illustrato un framework a 12 agenti per la gestione delle gare ospedaliere, evidenziando come il modulo Bando Reader riesca a svolgere in un minuto e mezzo un’attività che normalmente richiede a un esperto mezza giornata.
Sul versante commerciale e relazionale, Antonio Murgo di Salesforce e Silvia Cafagna di AstraZeneca hanno invece affrontato il ruolo dei dati e dell’omnichannel nel supportare decisioni più rapide e fondate. Come ha osservato Cafagna, «La tecnologia fa la differenza nel passaggio da ‘io penso che’ a ‘questo ci dicono i dati».
Regolatorio e farmacovigilanza
La maturazione dell’AI nel settore emerge con particolare evidenza anche nei processi regolatori e di farmacovigilanza. Giada Viscogliosi e Stefania Cislaghi di EY hanno presentato una piattaforma agentiva per i moduli CTD, con numeri significativi: 70% delle sezioni automatizzabili, 50% di riduzione dei tempi di delivery e un taglio del 60-70% dell’effort richiesto ai medical writer. Ma il fattore decisivo, hanno sottolineato, non è la sola efficienza tecnica. «Uno strumento di successo non è uno strumento che funziona – è uno strumento che viene utilizzato».
Sul versante della farmacovigilanza, Ilaria Grisoni e Francesca Lauretano di Jazz Pharmaceuticals hanno descritto tre applicazioni concrete: gestione del Pharmacovigilance System Master File, standardizzazione dei safety report e supporto agli audit attraverso il recording di Teams. Il messaggio conclusivo ha riportato il dibattito al rapporto tra tecnologia e responsabilità umana: «Use AI, stay human. Per ora stay human on the loop, e non muovetevi da lì».
ROI, scalabilità e cultura aziendale
La tavola rotonda finale, moderata da Fabrizio Marino di AboutPharma, ha riunito Franzese, Mapelli, Mauri, Giuseppe Santonato di EY e Gaetano Varriale di Salesforce, portando la discussione su un terreno decisivo: il ritorno sull’investimento. Per Santonato, tuttavia, la domanda corretta non è solo quanto renda l’AI, ma in quale strategia aziendale si inserisca. «Non è il ROI il punto, ma la strategia dell’azienda». E ancora: «L’AI sta diventando il nostro mediatore culturale, influenza direttamente la nostra cultura: o iniziamo a comprenderlo, o qualcuno ce lo farà comprendere».
Nel suo intervento, Santonato ha richiamato anche un dato Eurostat: il 55% delle grandi imprese europee utilizza l’AI in modo strutturale, contro il 17% delle PMI. Un divario che, secondo quanto emerso, è legato anche alla limitata apertura delle piccole e medie imprese nel consentire all’AI di accedere alle informazioni necessarie. Quanto al ROI, il confronto tra i relatori ha restituito una posizione condivisa: la misurazione deve andare oltre l’efficienza, includendo qualità del dato, efficacia, velocità decisionale e tasso di adozione reale.
Mario Mauri ha citato un caso concreto: Askanio ha alleggerito la direzione medica dalla gestione di 4 mila domande in otto mesi. Mapelli ha invece sintetizzato il percorso di crescita con una metafora efficace: «Prima consolido il gradino, poi vado al gradino successivo. È inutile dirti che puoi arrivare al grattacielo se prima non hai consolidato i piani bassi».
Dalla teoria alla maturità operativa
A chiudere la giornata è stato ancora Giulio Zuanetti, annunciando provocatoriamente che la moderazione dell’edizione del prossimo anno potrebbe essere affidata a un digital twin. Al di là del tono tra il serio e il faceto, il messaggio lasciato dall’evento appare chiaro: nelle Life Sciences la Generative AI non è più materia da esplorazione teorica. La tecnologia c’è, i casi d’uso anche, e le prime evidenze di impatto iniziano a consolidarsi. La vera discriminante, adesso, è la capacità delle organizzazioni di integrare questi strumenti nei processi, nelle competenze e nella cultura aziendale.
Gli sponsor della giornata

Boston Consulting Group (BCG), nata nel 1963, è oggi leader della consulenza strategica, con più di 90 uffici in 50 paesi e 30.000 professionisti. BCG è al fianco dei clienti in diversi settori e geografie per identificare insieme le opportunità a maggior valore aggiunto, affrontare le sfide critiche e aiutarli nella trasformazione del business. Presente nel nostro Paese da oltre trent’anni, BCG Italia opera attraverso i due uffici di Milano e Roma ed è alla guida del Sistema East Mediterranean and Caspian. BCG è leader mondiale della consulenza strategica in ambito healthcare e supporta le biopharma companies in ogni aspetto della loro catena di valore (R&D, operations, manufacturing, commercializzazione e M&A) per sviluppare terapie rivoluzionarie. Sfruttando al massimo il potenziale delle nuove tecnologie e della digital transformation – data, AI and advanced analytics – BCG supporta i propri partner per creare innovazione e portare più velocemente nuove cure sul mercato.

EY è leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, assistenza fiscale e legale, transaction e consulenza. Con una presenza in oltre 150 paesi, EY opera con una struttura integrata a livello globale suddivisa in tre aree geografiche: Americhe, Asia-Pacifico, EMEIA (Europa, Medio Oriente, India e Africa).
EY crea valore per i clienti, le persone e la società. Fa leva sulla sua profonda conoscenza dei mercati finanziari e delle economie mondiali per ispirare fiducia e contribuire al successo dei suoi stakeholder. Grazie alla sua rete globale, è in grado di rispondere in maniera rapida ed efficiente, offrendo servizi di elevata qualità ovunque si trovi.
Con l’ausilio di dati, intelligenza artificiale e tecnologie all’avanguardia, EY è in grado di offrire soluzioni avanzate e personalizzate per migliorare le performance aziendali. La sua capacità di integrare competenze diverse e la profonda conoscenza dei vari settori le permettono di fornire ai suoi clienti una visione strategica e una pianificazione efficace.

Hogan Lovells è un primario studio legale internazionale con oltre 35 uffici e più di 2800 avvocati in tutto il mondo, di cui 185+ nelle sue sedi di Roma e Milano.
Presente in Italia dal 2000, Hogan Lovells offre consulenza e assistenza legale a società, istituzioni finanziarie e organizzazioni governative nelle seguenti aree: diritto commerciale e societario, diritto dei mercati finanziari e del debito, contenzioso e arbitrati, diritto regolamentare, diritto della proprietà intellettuale e delle nuove tecnologie, privacy e cybersecurity, diritto amministrativo e ambientale, diritto del lavoro, diritto dell’UE, della concorrenza e antitrust, diritto tributario e immobiliare. Grazie all’integrazione tra team e alla sua rete internazionale, Hogan Lovells è in grado di fornire servizi di eccellenza, occupando le più alte posizioni nei ranking italiani ed internazionali del settore legale.

Media Engineering è un’azienda che da oltre vent’anni guida la trasformazione digitale in ambito corporate, con una forte specializzazione nel settore farmaceutico. Il suo approccio unisce ingegneria, creatività e visione strategica per sviluppare soluzioni capaci di potenziare formazione, processi e customer experience attraverso tecnologie immersive e AI.
Dalla realtà virtuale agli ambienti aumentati, dai business game agli avatar olografici intelligenti, fino ai Digital Twin fotorealistici, ogni progetto è pensato per creare esperienze personalizzate, scalabili e ad alto impatto. L’intelligenza artificiale è parte integrante dell’offerta: Media Engineering sviluppa agenti conversazionali, sistemi di automazione e soluzioni su misura per rendere ogni interazione più efficiente, fluida e intelligente.

OneVision Plus sviluppa soluzioni software per il Life Science progettate per connettere dati, processi e attività sul campo. La piattaforma OneVision supporta la gestione delle attività della rete scientifica e dei processi commerciali, dalla distribuzione e tracciabilità dei campioni attraverso la soluzione OVS (OneVision Samples) fino alle attività di Retail Execution (OV RetEx) per la rilevazione strutturata delle informazioni nei punti vendita e sul territorio. Su questa base l’azienda ha sviluppato NEO, una nuova generazione di agenti AI progettati per lavorare insieme agli utenti: analizzano i dati, individuano pattern e suggeriscono azioni utili a supportare le decisioni quotidiane. L’approccio di OneVision Plus è orientato a integrare l’Al nei processi aziendali in modo trasparente, controllabile e coerente con i requisiti di governance e compliance del settore, mantenendo sempre la supervisione dell’utente e la tracciabilità delle informazioni.

Revorg, da 50 anni, offre soluzioni software per la gestione dei processi produttivi e commerciali delle aziende Life Science. Grazie a una profonda conoscenza delle normative e delle best practice del settore, Revorg fornisce consulenza e innovazione, costruendo partnership solide con i principali attori del mercato.

Salesforce aiuta le aziende di qualsiasi dimensione a reinventare il proprio business con l’AI. Agentforce, la prima soluzione di lavoro digitale per le aziende, si integra perfettamente con le applicazioni Customer 360, Data Cloud e Einstein AI per creare una forza lavoro illimitata, unendo uomini e agenti per garantire il successo dei clienti su un’unica piattaforma affidabile.

Viatris è un’azienda globale che opera nell’ambito della salute e si trova nella posizione ideale per colmare il tradizionale divario tra farmaci equivalenti e brand, combinando il meglio di entrambi per rispondere in modo più olistico alle esigenze sanitarie a livello globale. In linea con la nostra mission di consentire alle persone nel mondo di vivere una vita più sana in ogni sua fase, offriamo accesso su ampia scala: attualmente, circa 1 miliardo di pazienti in tutto il mondo viene trattato ogni anno con i nostri farmaci di alta qualità e siamo al fianco delle persone in ogni fase della loro vita, dalla nascita alla sua fine, nelle patologie acute così come nelle malattie croniche. Con il nostro portafoglio di farmaci eccezionalmente ampio e diversificato, una supply chain a livello globale unica nel suo genere progettata per raggiungere un maggior numero di persone quando e dove ne hanno bisogno, e le competenze scientifiche necessarie per affrontare alcune delle sfide più urgenti in ambito sanitario a livello mondiale, l’accesso assume un significato profondo in Viatris.

Vivactis Media For Health è una realtà internazionale specializzata nella comunicazione e nel marketing farmaceutico. Da sempre orientata all’innovazione, è stata pioniera nello sviluppo e nell’implementazione di soluzioni di Intelligenza Artificiale per il settore farmaceutico e dei dispositivi medici. Vivactis Media For Health supporta le aziende con strumenti di Intelligenza Artificiale per la formazione delle reti di informazione scientifica, attraverso sistemi di role play, di coaching per il potenziamento delle soft skill e di supporto della Direzione Medica. La missione di Vivactis Media For Health è quella di integrare tecnologia, strategia e conoscenza scientifica per migliorare la qualità della comunicazione scientifica del farmaco e accelerare l’adozione dell’innovazione.

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