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Garantire la qualità nel settore pharma

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La supply chain di beni e materiali termosensibili come medicinali, biofarmaci e alimenti freschi impone un monitoraggio costante delle condizioni ambientali – temperatura e umidità – durante tutte le fasi trasporto e dello stoccaggio, per evitare che la catena del freddo (Cold Chain) subisca violazioni irreparabili. Il modulo MT-713-HTC di Inventia, azienda distribuita e supportata in Italia da ServiTecno, permette un monitoraggio continuo del singolo pacco in movimento sia quando si trova all’interno dei depositi, sia durante tutte le fasi della spedizione e trasporto.

Modulo MT-713-HTC di Inventia distribuito da ServiTecno
Modulo MT-713-HTC di Inventia distribuito da ServiTecno

Si tratta infatti di un dispositivo dotato di trasmettitore (usa la connessione GPRS), con annesse sonde di temperatura e umidità relativa, e un localizzatore GPS che permette di “geolocalizzare” tutte le informazioni relative al singolo pacco seguito con il dispositivo.
I pacchi con a bordo tali dispositivi possono essere poi seguiti sulle mappe mediante l’applicazione XWay, che, oltre alla localizzazione, può evidenziare tute le informazioni relative a temperature e umidità durante il trasporto, dall’inserimento del dispositivo nel pacco quando esce dall’officina di produzione fino al momento dell’apertura del pacco da parte del destinatario finale.

Il dispositivo trasmette periodicamente (o a richiesta) i parametri di temperatura, umidità e localizzazione: possono essere fissate delle soglie di attenzione e di allarme oltre le quali inviare segnalazioni alle persone responsabili del rispetto della catena del freddo.
Questo approccio permette di verificare se le condizioni ambientali mettono a rischio l’integrità del prodotto durante il trasporto stesso senza dover attendere il controllo dei dati del datalogger alla ricezione del pacco, quando ormai eventuali variazioni di temperatura potrebbero aver già compromesso il prodotto.

Il modulo MT-713-HTC offre 5 I/O Digitali/counter, 3 ingressi analogici 0 – 5 V, con alimentazione del sensore (alimentato solo per il breve intervallo delle misurazioni), e ad alta capacità di memorizzazione di record.

La capacità di trasmissione dei dati event-driven (spontaneo) garantisce la riduzione al minimo dei costi di trasmissione e il consumo di energia, con conseguente significativo prolungamento della durata della batteria interna.

Semplice e compatto, con custodia in plastica IP-67 e la dissipazione calore con tecnologia a membrana, il modulo MT-713-HTC può essere utilizzato in condizioni ambientali severe senza alimentazione esterna.
Keyword: MT-713-HTC

Migliorare accuratezza e prestazioni delle applicazioni ad alta velocità

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I costruttori sono costantemente pressati dall’esigenza di aumentare velocità di produzione e produttività senza compromettere la qualità e sempre maggiore è la domanda di macchine “intelligenti”.

Il nuovo controllore Allen-Bradley CompactLogix 5380 di Rockwell Automation può contribuire a soddisfare questi requisiti offrendo livelli superiori di precisione e connettività nonché una capacità applicativa fino al 20% più elevata rispetto alle versioni precedenti di CompactLogix.

Allen-Bradley CompactLogix 5380 di Rockwell Automation
Allen-Bradley CompactLogix 5380 di Rockwell Automation

Ideale per applicazioni ad alta velocità che prevedono fino a 20 assi di movimento, il controllore CompactLogix 5380 introduce nella gamma CompactLogix tutti i vantaggi del portafoglio Integrated Architecture di Rockwell Automation. Insieme al nuovo sistema Allen-Bradley Compact I/O Serie 5069, le uscite schedulate migliorano i tempi di risposta degli I/O fino a raggiungere gli 0,2 ms. I trigger evento dai moduli I/O consentono l’esecuzione quasi istantanea dei task.

Inoltre, la doppia porta Ethernet configurabile da 1 gigabit supporta le topologie DLR (Device Level Ring) o l’uso di indirizzi IP multipli. La possibilità di creare indirizzi IP multipli è particolarmente utile per i costruttori che vogliono separare la rete in modo da distinguere tra il traffico a livello di impianto e quello a livello di azienda.

Gli indicatori diagnostici luminosi visualizzano lo stato delle comunicazioni, le condizioni e l’attività dei moduli I/O. Ciò consente a operatori e tecnici di riconoscere istantaneamente i problemi, senza dover collegare il controllore a un computer. Inoltre, i morsetti integrati per l’alimentazione di sistema e di campo riducono il cablaggio ai moduli I/O.

CompactLogix 5380 di Rockwell Automation, difesa totale

Nell’ambito di un approccio di “difesa totale”, il controllore CompactLogix 5380 supporta funzioni di sicurezza avanzata per proteggere strutture, asset e proprietà intellettuale. Le tecnologie di sicurezza e le funzioni software che integra prevedono, tra l’altro, firmware crittografato con firma digitale, rilevamento delle modifiche basato su controllore e registrazione degli audit. Senza dimenticare il controllo degli accessi in base ai ruoli per routine e istruzioni Add-On.

Come con gli altri controllori Logix, i tecnici possono utilizzare il software di progettazione Studio 5000 di Rockwell Software per configurare il controllore CompactLogix 5380 e sviluppare tutti gli elementi del loro sistema di controllo. È possibile definire i dati una sola volta, per poi accedervi e riutilizzarli a ogni livello dell’ambiente Studio 5000 per velocizzare le attività di sviluppo e messa in servizio del sistema.

Analisi sui dati relativi a nintedanib per la fibrosi polmonare idiopatica

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I risultati di diverse analisi sui dati relativi a nintedanib portano ulteriori conferme sul suo profilo di efficacia e sicurezza nella fibrosi polmonare idiopatica (IPF).

Analisi sui dati relativi a nintedanib
Analisi sugli studi clinici e post-marketing consolidano i dati di efficacia, sicurezza e tollerabilità di nintedanib in un’ampia popolazione di pazienti con fibrosi polmonare idiopatica

I dati comprendono analisi degli studi INPULSIS® e si aggiungono al crescente corpus di evidenze che confermano il beneficio clinico di nintedanib in un’ampia popolazione di pazienti.

  • Una analisi degli studi di Fase III INPULSIS dimostra che nintedanib rallenta la progressione della malattia rappresentata dall’endpoint composito che comprende declino della funzionalità polmonare  (FVC > 10%) e mortalità
  • In un’analisi separata degli studi clinici INPULSIS, nintedanib ha dimostrato di ridurre in maniera significativa il rischio prima riacutizzazione grave riferita dallo sperimentatore (riportata come evento avverso grave) del 43% rispetto a placebo sulla base dei dati aggregati degli studi INPULSIS
  • Nintedanib ha rallentato il declino della funzionalità polmonare, indipendentemente dallo stadio di gravità della malattia, misurato con indice GAP (basato su genere, età dei pazienti e fisiologia della malattia) al basale.
  • I dati di post-marketing surveillance a un anno, che comprendono i dati clinici d’impiego in contesti real life in 6.700 pazienti, confermano ulteriormente il profilo di sicurezza e tollerabilità osservato negli studi clinici registrativi.

I risultati sono stati presentati da Boehringer Ingelheim ad ATS 2016, il Congresso annuale dell’American Thoracic Society, in 12 abstract relativi alla IPF.

«La progressione della IPF è variabile e imprevedibile, ma con il passare del tempo la funzionalità polmonare di chi ne è colpito si deteriora in maniera progressiva e irreversibile – ha commentato Imre Noth, professore di Medicina e direttore del Programma Malattie Polmonari Interstiziali dell’Università di Chicago – Le analisi in corso dei dati degli studi di Fase III INPULSIS e dell’impiego in contesti real life forniscono ulteriore conferma della sicurezza e dell’efficacia della terapia con nintedanib. Rallentare la progressione della malattia è un obiettivo terapeutico importante e questi dati avvalorano il beneficio di questa terapia per i pazienti con IPF indipendentemente dal grado di gravità della malattia».

I risultati di analisi di dati aggregati degli studi di Fase III INPULSIS

I risultati delle nuove analisi di dati aggregati degli studi di Fase III INPULSIS dimostrano che:

  • nintedanib ha ridotto in maniera significativa il rischio di progressione della malattia del 40% (27,1% per nintedanib contro 41,4% per placebo; p < 0,0001), misurato dall’endpoint composito di declino della funzionalità polmonare (FVC > 10%) o mortalità a 52 settimane. Le analisi dimostrano, inoltre, l’omogeneità del rallentamento della progressione della malattia in una ampia popolazione di pazienti classificati in base alla FVC al basale,
  • il beneficio clinico di nintedanib è stato omogeneo in tutti i sottogruppi. Il farmaco ha rallentato il declino della funzionalità polmonare indipendentemente dallo stadio della malattia rilevato nei pazienti con indice GAP (gender, age e physiology, ovvero genere,età del paziente e fisiologia della malattia) al basale,
  • in termini di tempo alla prima riacutizzazione nintedanib ha ridotto del 43% (3,6% per nintedanib contro 6,1% per placebo; p = 0,0476) il rischio per le riacutizzazioni riferite dagli sperimentatori come evento acuto avverso grave, e del 70% (1,6% per nintedanib contro 5% per placebo; p = 0,0019) per eventi avversi gravi giudicati come riacutizzazioni confermate o sospette. Le riacutizzazioni riferite come eventi avversi acuti gravi sono state associate a maggior rischio di mortalità rispetto a quelle riferite come eventi avversi non gravi,
  • i dati a un anno di post-marketing surveillance relativi a eventi avversi, che comprendono i dati clinici real life di oltre 6.700 pazienti in terapia con nintedanib negli Stati Uniti, sono in linea con quelli osservati negli studi clinici registrativi. Non sono stati osservati nuovi segnali o eventi inattesi in merito alla sicurezza.

Nintedanib

Nintedanib è un inibitore di tirosin-chinasi a piccola molecola. È indicato per l’impiego negli adulti come terapia della fibrosi polmonare idiopatica. Nel 2015 è stato inserito nelle linee guida internazionali aggiornate sul trattamento della fibrosi polmonare idiopatica.

Nintedanib lega, inibendoli, i recettori del fattore di crescita che hanno dimostrato di essere coinvolti nella patogenesi della fibrosi polmonare, soprattutto il recettore del fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGFR), il recettore del fattore di crescita fibroblastico (FGFR) e il recettore del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGFR). Si ritiene che nintedanib, bloccando queste vie di passaggio dei segnali coinvolte nei processi fibrotici, rallenti il declino della funzionalità polmonare e la progressione della malattia.

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Analisi di dati su nintedanib potrebbe ampliare i criteri diagnostici della IPF

Soluzione DHL per la sicurezza del farmaco e dei pazienti

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Il 10% delle vendite di medicinali nei mercati emergenti e l’1% nelle economie sviluppate riguarda prodotti contraffatti.

Per supportare i clienti nella risposta a tale criticità e al regolamento delegato 2016/161 della Commissione Europea volto a potenziare il sistema di sicurezza contro il mercato delle contraffazioni, DHL Supply Chain ha introdotto una soluzione che, attraverso la tecnologia di visione, consente la decodifica in tempo reale dei barcode monodimensionali e bidimensionali presenti sulle confezioni farmaceutiche, rilevando in particolare AIC e numero seriale dei bollini ottici.

Con il solo scatto di una fotografia, la tecnologia permette di catturare fino a cinquanta codici a barre contemporaneamente e di rilevare istantaneamente eventuali anomalie rispetto alla bolla, garantendo così una rapida tracciabilità dei farmaci e spedizioni accurate ai diversi attori della filiera. In qualunque momento DHL Supply Chain potrà quindi risalire all’identificativo univoco delle confezioni, indicando la corrispondenza tra seriale, documento di trasporto e destinatario finale, oltre a fornire, su richiesta dei propri clienti, le fotografie delle confezioni lette nel sistema.

I benefici per l’industria farmaceutica:

  • automazione del processo e accuratezza;
  • verifica in tempo reale del codice prodotto, quantità, lotto e scadenza con warning su qualsiasi discrepanza;
  • tracciatura del codice seriale spedito, per ciascun ordine, a ciascun destinatario;
  • identificazione istantanea di eventuali seriali doppi;
  • disponibilità delle immagini digitali quale evidenza del contenuto dell’ordine spedito e dell’identificativo univoco da fornire alle autorità competenti;
  • verifica di medicinali sospetti di falsificazione.

Libro Bianco DHL: proteggere i prodotti per salvare vite umane

La soluzione deriva da una profonda riflessione, in sede di Gruppo, sull’impatto della serializzazione sulle supply chain farmaceutiche, che ha prodotto il nuovo libro bianco DHL “Protecting products to save lives: securing the pharma supply chain“, scaricabile cliccando sull’immagine della copertina:

Libro Bianco DHL

Olio di Krill a elevata concentrazione di fosfolipidi e omega 3

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Sochim International, grazie alla pluriennale esperienza nella distribuzione di materie prime di origine naturale nel settore food supplement e alla recente realizzazione di un moderno impianto per la produzione di softgel, ha recentemente iniziato una collaborazione con Akerbiomarine azienda norvegese riferimento nella produzione e fornitura di Krill Oil.

La nuova tecnologia brevettata Flexitech permette di avere un olio di Krill più concentrato in fosfolipidi e omega 3, rimuovendo contemporaneamente i sali e le componenti organolettiche che normalmente apporterebbero odore e sapore sgradevoli. Tale tecnologia permette di non utilizzare processi termici o fisici che porterebbero a danneggiare il prodotto di partenza apportando ricerca e innovazione in questo mercato. Questo innovativo Krill si chiama SuperbaTM Boost e rappresenta la nuova generazione di Superba Krill Oil: è naturalmente ricco in omega 3, fosfolipidi, colina e astaxantina. Grazie alla struttura fosfolipidica, gli omega 3 contenuti in SuperbaTM Boost sono maggiormente biodisponibili (Figura 1).

SOCHIM Olio KrillIn aggiunta, la migliore solubilità degli omega 3 contenuti in SuperbaTM Boost permette una migliore dissoluzione degli stessi nel contenuto dello stomaco, eliminando l’effetto reflusso e altre problematiche digestive associate agli altri omega 3 di origine marina. L’elevata concentrazione in omega 3 e colina, consente, con la sola assunzione di 2 soft gel al giorno, di potere vantare i seguenti 4 claim salutistici approvati:
– EPA e DHA contribuiscono alla normale funzione cardiaca;
– la colina contribuisce al mantenimento della normale funzione epatica;
– la colina contribuisce al normale metabolismo dei lipidi;
– la colina contribuisce al normale metabolismo dell’omocisteina.
Studi dimostrano che già con l’assunzione di 500 mg al giorno di SuperbaTM Boost, l’indice omega 3 (che misura la concentrazione di EPA e DHA nel sangue), aumenta significativamente, come mostrato in figura 2.

SOCHIM Olio KrillSuperbaTM Boost è il primo olio di Krill certificato come tracciabile e sostenibile al 100% da Marine Stewardship Council (MSC).

Macchina automatica blisteratrice-termoformatrice

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O.M.A.R. S.r.l. è un’azienda italiana al servizio delle industrie farmaceutiche che, col suo brand presente sul mercato internazionale da oltre 35 anni, progetta, realizza e commercializza macchine blisteratrici automatiche e semi-automatiche per clinical trials, laboratori R&D e produzione, oltre a macchine deblisteratrici per il recupero di prodotti confezionati in blister.OMAR BF50 HT Medical

La macchina blisteratrice-termoformatrice automatica e compatta modello OMAR BF50 HT Medical rappresenta una delle ultime novità in ordine di tempo dell’azienda. Progettata per la realizzazione di blister per il confezionamento di differenti oggetti medicali tra cui siringhe, ampolle, fiale, flaconi e molto altro, così come blister contenenti liquidi o prodotti farmaceutici e integratori solidi orali quali compresse, capsule gel dure e morbide ecc., questa macchina automatica con passo alternato utilizza alluminio e materie plastiche fino a 400 micron di spessore per la fase di formatura; la copertura può essere fatta con alluminio grezzo, carta medica, tivek, Polibar e altri materiali di differente natura e spessore. La macchina può realizzare fino a 18 battute/minuto con 1, 2 o 3 blister per battuta.

La dimensione massima dei blister è mm 180×100, con una profondità massima di 27 mm; gli alveoli sono pre-formati prima della fase di formatura con un sistema a punzoni in Teflon. La macchina blisteratrice-termoformatrice BF50 HT Medical include dispositivi di sicurezza controllati elettricamente ed elettronicamente tramite PLC “Pro Face” modello LT4000; il passo è controllato da un motore elettronico Brushless.

Dieta mediterranea per la prevenzione delle patologie cardiovascolari

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Al ESC Congress 2016 (Fiera di Roma 27-31 agosto), è stato presentato lo studio epidemiologico Moli-sani. La parte del trial relativa al legame tra alimentazione e patologie cardiovascolari individua i cibi particolarmente protettivi:

  • verdura,
  • pesce,
  • frutta e noci,
  • acidi grassi saturi e monoinsaturi
dieta mediterranea
La dieta mediterranea protegge dalle malattie cardiovascolari. Favorire la corretta alimentazione anche degli anziani avrebbe buoni effetti sulla salute pubblica

Che la dieta mediterranea fosse uno dei pilastri della prevenzione, della salute e della longevità era noto, ma pochi studi epidemiologici ancora avevano indagato il ruolo del modello alimentare mediterraneo nei pazienti con patologie cardiovascolari conclamate.

«Lo hanno fatto i ricercatori dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli – spiega Leonardo Bolognese, direttore Cardiologia ospedale di Arezzo e ESC Local Press Coordinator – nell’ambito del mega trial Moli-sani in un troncone della ricerca su 1197 individui con una storia di malattia cardiaca arruolati nella popolazione generale (età media 67 anni, maschi nel 68% del campione). La storia clinica includeva patologie coronariche (n = 814) ed eventi cerebrovascolari (n = 387) e i dati sul regime alimentare sono stati registrati con il ‘food frequency questionnaire’ di EPIC e l’aderenza alla dieta mediterranea è stata valutata con il Mediterranean Diet Score (MDS)».

Lo studio Moli-sani

Al termine del periodo di follow up durato 7,5 anni si sono verificati 208 decessi, ma confrontando i dati con la dieta è saltato agli occhi che un incremento di 2 punti nel MDS era associato a una diminuzione del rischio di morte del 21% in media (con un picco del 34%) e la maggiore aderenza alla dieta sana abbassava il rischio del 37%.

Isolando i singoli elementi è stato possibile calcolare il ‘peso’ dei fattori protettivi:

  • l’elevato apporto di vegetali influisce per il 26%,
  • il pesce fornisce un beneficio del 23%,
  • l’assunzione di frutta e noci contribuisce per il 13,4%,
  • un elevato apporto di acidi grassi monoinsaturi e saturi per il 12,9%.

Il modello di controllo teneva conto di età, sesso, introito calorico, assunzione di uova e patate, livello di educazione, attività fisica, rapporto vita-spalle, abitudine al fumo, ipertensione, livello di colesterolo, diabete e cancro.

Malnutrizione negli anziani

Un’evidenza emersa è che gli anziani spesso si nutrono poco e male: secondo alcune stime sarebbero circa il 50% gli anziani over 65 che non si alimentano correttamente (dati SINUC rilevati in occasione di un ricovero ospedaliero).

La malnutrizione può essere pericolosa per la salute tanto quanto l’obesità: complicazioni e infezioni aumentano di 3 volte. Si registra spesso uno scarso apporto di proteine per problemi di masticazione ed economici, gli stessi che fanno limitare l’apporto di frutta e verdura.

Uno studio americano condotto alla Tuft University presentato al congresso dell’American Heart Association ha suggerito che politiche di contenimento dei prezzi di alcuni alimenti potrebbe avere effetti diretti sulla salute pubblica con milioni di vite salvate. Il modello matematico sviluppato ha calcolato che anche solo una diminuzione del 10% del prezzo dei vegetali freschi ridurrebbe le morti per malattie cardiovascolari dell’1,2% in 5 anni e del 2% nei successivi cinque, con una diminuzione del 2,6% del numero di infarti. E se in percentuale sembra poca cosa basta tradurre in numeri assoluti: si tratta di  evitare 515mila morti per malattie cardiache.

L’obesità infantile causa anomalie cardiovascolari

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L’epidemia di obesità nei bambini e negli adolescenti ha reso necessario prestare sempre maggiore attenzione all’influenza dell’eccesso di grasso sia sulla struttura che sulla funzione del cuore.

«L’attenzione al peso durante l’attività evolutiva e come fattore di rischio cardio-metabolico è una priorità di salute pubblica» – afferma Michele Gulizia, direttore Cardiologia Ospedale Garibaldi di Catania durante l’ESC Congress 2016 della European Society of Cardiology (Roma 27/31 agosto 2016).

obesità infantile e anomalie cardiovascolari
L’obesità infantile determina anomalie cardiovascolari nei bambini e negli adolescenti: accumulo di tessuto adiposo attorno all’epicardio e variazioni delle dimensioni cardiache nonché ipertensione

Lo studio ORIGIN ha valutato la frequenza e l’incidenza di anomalie cardiovascolari in una coorte di bambini in età prescolare passati da normopeso a sovrappeso o obesità negli ultimi 12 mesi.

Lo studio ORIGIN

Lo studio è stato condotto dagli specialisti dell’ospedale Bambin Gesù di Roma insieme all’università di Tor Vergata, alla Sapienza e alla Federazione Italiana di Medici Pediatri tra marzo 2013 e marzo 2014 nella città di Roma. 13 pediatri di famiglia hanno arruolato bambini sani di età compresa tra 2 e 6 anni durante visite di routine per un totale di oltre 5.700 bambini selezionati tra quelli il cui indice di massa corporea era transitato da normale a sovrappeso o obeso nei precedenti 12 mesi, coerentemente con la classificazione dell’International Obesity Task Force. Il campione finale comprendeva 155 bambini: 18 di peso normale (pari all’11,6%), 70 sovrappeso (45,2%) e 67 obesi (43,2%).

I piccoli volontari sono stati sottoposti a valutazioni cliniche di laboratorio e indagini ad ultrasuoni.

I risultati dello studio ORIGIN

I risultati dell’analisi statistica hanno mostrato che gli obesi avevano una più alta massa del ventricolo sinistro rispetto ai pari sovrappeso; oltre ad un valore più alto nel diametro di eiezione ventricolare sinistro.

Sempre nei bambini obesi sono stati riscontrati valori più alti di grasso intorno all’epicardio rispetto al gruppo dei sovrappeso e dei normopeso.

Questa ricerca ha dimostrato effetti anabolici precoci dell’obesità sia sulla massa cardiaca sia sulla dimensione delle camere del cuore e ha confermato il grasso eccessivo come un fattore di rischio indipendente anche in virtù del fatto che durante la crescita il cuore va incontro ad adattamenti strutturali che possono avere conseguenze nell’età adulta.

Altri studi su obesità infantile e rischio cardiovascolare

Michele Gulizia introduce i risultati di uno studio condotto nell’ospedale tedesco di Nuremberg:

«I ricercatori hanno misurato il BMI (indice di massa corporea), la circonferenza addominale, il rapporto altezza-bacino, pressione sanguigna e lipidi a digiuno in 10.841 ragazzi di età compresa tra i 3 e i 18 anni classificati secondo il BMI in normopeso, sovrappeso e tre classi di obesità calcolate sul 95° percentile.

La prevalenza di obesità addominale e del rapporto altezza-bacino era 2,5% o 3,8% nei soggetti con peso normale, 38% o 40,8% nei ragazzi sovrappeso, nell’80% o 80,7% nei soggetti appartenenti al gruppo dell’obesità di classe 1 circa il 100% nelle classi 2 e 3.

La prevalenza di ipertensione raddoppiava dai normopeso ai sovrappeso aumentando ulteriormente quando si passava ad osservare i gruppi di obesi di classe 1 e 2 (che nei maschi aumentava rispettivamente del 19,4% e del 20,3% e nelle femmine del 23,6% e del 37,5%). Progressione lineare anche per il passaggio 2 alla 3 di obesità che nei maschi raggiungeva il 62,5% e nelle femmine il 71,4%. Paragonati ai soggetti normopeso, quelli con i chili in più mostravano valori significativamente più elevati del profilo lipidico, con una prevalenza di dislipidemia più alta in entrambi i sessi: negli obesi di classe 3 il 100% e il 90% dei maschi aveva bassi valori di HDL-C».

I fattori di rischio cardiovascolare nell’età pediatrica

«I valori ematici analizzati in questo importante studio anche per il numero di soggetti osservati mostra un alto rischio cardiovascolare per gli stessi fattori che affliggono gli adulti: dal grasso addominale, passando per l’ipertensione e la dislipidemia. – aggiunge Franco Romeo, direttore Cardiologia Policlinico Tor Vergata di Roma – Nel recente congresso dell’American Heart Association è stato sottolineato come l’obesità infantile sia aumentata del 300% negli ultimi 30 anni del congresso. 

«Una interessante ricerca del professor Li Yuan Jing ha sottoposto ad imaging cardiaco 20 bambini obesi e 20 sani di età medi di 8 anni mostrando un aumento del 27% della massa del ventricolo sinistro ed un ispessimento del miocardio nel 12% degli obesi. – conclude Franco Romeo – Nonostante nessuno presentasse ancora segni o sintomi conclamati di sofferenza cardiaca, queste condizioni sono prodromiche di patologie età adulta».

Effetti protettivi dal vaccino antinfluenzale nell’insufficienza cardiaca cronica

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Il vaccino antinfluenzale riduce del 32% il rischio di ospedalizzazione per complicanze cardiovascolari.

Eppure il trend delle immunizzazioni è in calo: Italia lontana dalla copertura minima del 75% per i soggetti fragili e cardiopatici.

Se ne è parlato al ESC Congress 2016 della European Society of Cardiology (Roma 27/31 agosto 2016).

vaccinazione antinfluenzale e insufficienza cardiaca cronica
La vaccinazione antinfluenzale riduce il rischio di ospedalizzazione per disturbi cardiovascolari e infezioni respiratori dei pazienti con insufficienza cardiaca cronica

Le linee guida cliniche raccomandano la vaccinazione antinfluenzale annuale per i pazienti con insufficienza cardiaca cronica. Questa raccomandazione, tuttavia, è supportata soltanto da limitate e contraddittorie evidenze.  Si sono occupati di sciogliere il dubbio sull’effettiva utilità della vaccinazione antinfluenzale nei cardiopatici i ricercatori dell’Università di Oxford. Il loro obiettivo è stato determinare l’impatto della vaccinazione antinfluenzale sul rischio di ospedalizzazione di questi pazienti fragili.

Lo studio sull’impatto della vaccinazione antinfluenzale sul rischio di ospedalizzazione

A questo scopo, i ricercatori hanno investigare l’impatto di questa strategia preventiva analizzando le cartelle cliniche di circa quattro milioni di inglesi adulti nel periodo dal 1990 al 2014. Usando una serie di ‘casi controllo’ hanno comparato gli effetti della vaccinazione annuale con quelli di anni in cui i soggetti non erano stati vaccinati per stimare il rateo di ospedalizzazione sia per tutte le cause sia per indicazioni specifiche. Nel database studiato dai ricercatori, sono risultati affetti da insufficienza cardiaca oltre 59.000 pazienti. Il 49% è rappresentato da donne; l’età media è 75 anni.

I risultati dello studio

È stato individuato che la vaccinazione contro l’influenza è associata con un 32% di rischio inferiore di avere un ricovero ospedaliero per disturbi cardiovascolari nel periodo che andava dal 31º al 301º giorno dopo la vaccinazione, rispetto all’anno in cui i soggetti non erano stati vaccinati.

La vaccinazione dei soggetti anziani ha mostrato anche un effetto protettivo, sia pure meno rilevante, sulle ospedalizzazioni dovute a infezioni respiratorie. Il beneficio, in questo caso, si è mostrato più evidente nei soggetti più giovani rispetto agli anziani.

L’importanza della prevenzione primaria dell’influenza nei cardiopatici

«Studi come questo ci dicono che le strategie di prevenzione primaria sono particolarmente importanti nei soggetti cardiopatici – spiega Michele Gulizia, direttore Cardiologia Ospedale Garibaldi di Catania – innanzitutto perché per chi ha il cuore fragile la stagione invernale rappresenta un pericolo: il freddo aumenta la probabilità di infarto, l’inquinamento aumenta la probabilità di malattie dei bronchi, dei polmoni e del sistema cardiovascolare.

«È necessario aumentare l’informazione e la sensibilizzazione a questa misura preventiva – continua Michele Gulizia – ogni anno si registrano da 3 a 5 milioni di casi di influenza che hanno come target preferenziale gli over 75 e i cardiopatici. A questi numeri si aggiungono anche 10.000 decessi per polmonite ogni anno solo in Italia. La polmonite può rappresentare una complicazione dell’influenza e vanta il primato negativo di essere la prima causa di morte per malattie infettive nei paesi occidentali. Eppure gli anziani conoscono ancora poco le vaccinazioni stagionali: il 22% dei 70-ottantacinquenni non sa nulla e solo il 18,4% ritiene di essere a rischio».

Nonostante il Ministero della Salute italiano abbia fissato nel 75% la soglia minima di soggetti a rischio da vaccinare (e nel 95% quella ideale) nel 2014 solo un anziano su due si è sottoposto all’immunizzazione da influenza. Si tratta di un pericoloso trend in controtendenza che proprio nel 2014 ha raggiunto il suo punto più basso e che nell’ultimo decennio ha visto la copertura nei soggetti più fragili calata di un preoccupante 15%.

Droni per consegnare medicinali e prodotti sanitari

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The UPS Foundation ha instaurato una partnership con Zipline, azienda californiana specializzata in robotica, e GAVI Alliance, l’Alleanza internazionale per i vaccini e le immunizzazioni, volta a testare l’utilizzo dei droni per trasformare il modo in cui i medicinali salvavita come i vaccini e le sacche di sangue vengono consegnati in tutto il mondo.

 collaborazione con UPS e Zipline droni vaccini Ruanda
The UPS Foundation instaura una partnership globale con Zipline e Gavi per testare l’uso di droni per consegnare medicinali e prodotti sanitari

Accade troppo spesso, infatti, che i prodotti sanitari critici deperiscano o non arrivino alle persone che ne hanno urgente bisogno.

Questa partnership pubblico-privata combina l’esperienza di UPS nel campo della logistica globale, della catena del freddo e delle consegne healthcare con il network nazionale di consegne con droni di Zipline e l’esperienza maturata da GAVI nei Paesi in via di sviluppo, svolgendo attività finalizzate a salvare la vita e tutelare la salute delle persone nei luoghi più remoti del mondo.

La partnership

«Le partnership pubblico-private sono la chiave per vincere molte delle sfide mondiali, grazie al contributo del know-how proprio di ciascun partner – ha sottolineato Eduardo Martinez, presidente di The UPS Foundation e Chief Diversity and Inclusion Officer di UPS – UPS è sempre alla ricerca di modalità innovative per migliorare la logistica in ambito umanitario e contribuire a salvare le persone. Siamo quindi lieti di collaborare con GAVI e Zipline nel tentativo di portare su scala internazionale le innovazioni introdotte dal governo del Ruanda».

«La nostra collaborazione con UPS e Zipline è un passo fondamentale nella nuova era delle consegne di forniture mediche – ha affermato Seth Berkley, CEO di GAVI Alliance – Si tratta di una modalità nuova di consegnare i vaccini alle comunità che vivono in luoghi remoti. Siamo estremamente interessati a verificare se gli APR possano essere un modo efficace e sicuro per rendere disponibile i vaccini ai bambini che vivono in alcune delle aree più difficilmente raggiungibili».

«L’incapacità di consegnare i medicinali salvavita alle persone che ne hanno più bisogno è la principale causa di milioni di decessi evitabili ogni anno. Attraverso questa collaborazione contribuiremo a risolvere questo problema – ha commentato Keller Rinaudo, CEO di Zipline – Grazie all’esperienza e alla vision di UPS, GAVI e Zipline, la consegna istantanea eseguita attraverso i droni ci consentirà di salvare migliaia di vite».

«Questa nuova partnership è un ottimo esempio della capacità di innovare di UPS. La sua applicazione a una buona causa ha un enorme potenziale per essere estesa ad altre aree toccate dal network globale di UPS – ha dichiarato Iulia Nartea, country manager di UPS Italia – Anche se è troppo presto per determinare se usi simili dei droni potrebbero trovare applicazione in Italia, una nuova porta si è aperta e siamo entusiasti delle future opportunità».

Il progetto in Ruanda

The UPS Foundation ha stanziato 800.000 dollari per sostenere l’avvio del progetto in Ruanda. Qui, il governo potrà impiegare i droni di Zipline con la potenzialità di effettuare fino a 150 consegne al giorno di sacche di sangue salvavita a 21 centri di trasfusione nella parte occidentale del Paese.

Il network nazionale di droni del Ruanda è stato inizialmente dedicato alla consegna di sacche di sangue, ma il piano è di espandere il progetto alla consegna di vaccini, terapie per HIV/AIDS, malaria, tubercolosi e molti altri medicinali salvavita.

Secondo l’OMS l’Africa conta il più elevato tasso di mortalità materna dovuta a emorragia post-parto e pertanto l’accesso alle trasfusioni di sangue salvavita risulta di grande criticità per le donne dell’intero continente.

Il network di droni del Ruanda è un modello potenzialmente applicabile in altri Paesi.

The UPS Foundation

UPS offre un’ampia gamma di soluzioni nel settore della logistica tra cui il trasporto pacchi e cargo, la semplificazione del commercio internazionale e l’utilizzo di tecnologia avanzata per gestire in maniera più efficiente il mondo del business.

Dalla sua fondazione nel 1907, UPS ha sostenuto programmi per rispondere a esigenze della comunità nel lungo termine.

Nel 1951 è stata costituita The UPS Foundation per promuovere il coinvolgimento dei dipendenti nelle comunità locali, nazionali e globali.