I dati Iqvia parlano chiaro: nel 2017 il mercato farmaceutico cinese è stato il secondo più grande al mondo (dopo gli Usa). Il valore? 122,6 miliardi di dollari, con un incremento che lo porterà a raggiungere una cifra tra i 145 e i 175 miliardi di dollari nel 2022.
In un Paese con un’età media in rapido aumento e che destina una percentuale di Pil ancora estremamente ridotta alla spesa farmaceutica, le opportunità di sviluppo del pharma sono enormi.

Alibaba e Amazon alla conquista del mercato della salute

Tali potenzialità non sono ovviamente sfuggite ad Alibaba, colosso cinese dell’e-commerce controparte del “category killer” Amazon. E se quest’ultimo, con il lancio avvenuto quasi in sordina della sua linea private label è divenuto di fatto una farmaceutica e, con la recente acquisizione di Pillpack, è anche a tutti gli effetti una farmacia, Alibaba punta ancora più in alto.
Le filosofie che animano i due gruppi sono infatti profondamente diverse: come spiega Jack Ma, fondatore di Alibaba, Amazon è un impero che controlla, compra e vende, mentre il gigante asiatico vuole porsi come un “ecosistema” e, nello specifico, il “miglior ecosistema sanitario del Paese” e in questo modo sta operando, nell’intento di attuare la sua strategia “Double H” (salute e felicità).

Tecnologie digitali per un miglior accesso ai servizi sanitari

Ultima mossa l’acquisizione da parte di Alibaba Health – l’unità di Alibaba che opera nel comparto sanitario – di una buona fetta della catena di farmacie Guizhou Ensure Chain, con l’obiettivo di “esplorare ed espandere nuovi modelli di vendita” e migliorare in questo modo l’accessibilità economica all’assistenza sanitaria per un miliardo di persone.
L’operazione segue di un paio di mesi la firma di un accordo di collaborazione con la tedesca Merck per fornire un miglior accesso ai servizi sanitari incentrati sul paziente. Sui piatti della bilancia da un lato l’esperienza di Merck in malattie come il diabete, i disturbi della tiroide e le malattie cardiovascolari e dell’altro le competenze di Alibaba Health nell’assistenza sanitaria online per garantire la sicurezza della distribuzione dei farmaci. Collaborazione che si estenderà ai modelli di Direct-to-Patient e all’AI applicata all’ambito sanitario, con l’intento di utilizzare le tecnologie digitali per trasformare la vita di 40 milioni di pazienti in Cina entro il 2025.

Un processo di disintermediazione senza precedenti

In Cina, nel settore sanitario, ad Alibaba si affianca WeDoctor, piattaforma che opera in quattro principali settori: sanità, cloud, assicurazioni e prodotti farmaceutici, indissolubilmente legati tra loro. I numeri? 2.700 ospedali, 240mila medici, 15mila farmacie, 27 milioni di utenti/mese, 160 milioni di utenti registrati, 5,5 l’attuale valore in miliardi di dollari della startup. Con un sistema che potrebbe portare a creare community continuamente connesse di pazienti, di medici, di operatori sanitari in generale e di chi il farmaco lo produce e lo distribuisce, in una prospettiva di disintermediazione con conseguenze difficilmente immaginabili e in tempi paurosamente brevi.

Data is the new oil

Quale che sia il modello di business, la vera potenza sono i dati a cui tali operatori hanno accesso e la capacità di gestirli attraverso algoritmi di machine learning, che permettono di profilare gli utenti e di attuare su di loro azioni di marketing estremamente mirate; per non parlare delle informazioni che potrebbero fornire ad assicurazioni e a fondi.
Riusciamo anche solo a intravedere la rivoluzione che è già in atto?

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