Questo il tema intorno al quale si sono confrontati i partecipanti alla tavola rotonda che, come da tradizione, ha chiuso il Simposio

 

Gian Pietro Leoni, senior consultant di Ambrosetti ha moderato e introdotto la discussione della tavola rotonda conclusiva dei lavori del simposio AFI. Anche se oggi si sono ormai concretizzate tutte le situazioni negative ipotizzate negli scorsi anni, le particolarità della struttura del sistema farmaceutico italiano offrono un futuro alle piccole medie imprese chimico-farmaceutiche italiane dedite alla produzione ancora concorrenziali al livello globale. È questa la riflessione con cui Leoni ha aperto la tavola rotonda. La politica deve però smettere di guardare al farmaco a un costo da abbattere per valutarlo come una tecnologia e un prodotto industriale che continua ad essere competitiva e fonte di entrate per l’economia italiana. Bisogna quindi che in Italia si risolvano alcuni nodi come la mancanza di una politica industriale, l’instabilità del sistema, che deve essere semplificato, per fare si che l’industria farmaceutica e il suo indotto possano svilupparsi. Bisogna però che anche tutti gli attori del mondo farmaceutico italiano (industria, indotto, distribuzione intermedia e finale) facciano sistema per portare avanti le proprie istanze in maniera decisa.

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