Alogliptin, farmaco della classe dei DPP-4 inibitori, consente un controllo glicemico costante e ha dimostrato evidenze di sicurezza cardiovascolare in pazienti con diabete di tipo 2 con sindrome coronarica acuta recente. Le tre diverse formulazioni e i diversi dosaggi disponibili permettono di personalizzare il trattamento. 

terapie orali per diabete

Per il trattamento del diabete mellito di tipo 2, Takeda rende disponibili in Italia Vipidia® (alogliptin) e le terapie in combinazione a dosaggio fisso Vipdomet® (alogliptin e metformina HCI) e Incresync® (alogliptin e pioglitazone).

Vipidia® (alogliptinè una terapia orale per il trattamento degli adulti con diabete 2 di età pari o superiore a 18 anni per migliorare il controllo glicemico in combinazione ad altri medicinali ipoglicemizzanti, inclusa insulina, quando questi, unitamente a dieta ed esercizio fisico, non forniscono un adeguato controllo glicemico. Alogliptin e le terapie in combinazione a dosaggio fisso appartengono al gruppo di farmaci DPP-4 inibitori e sono indirizzati al trattamento del diabete 2; i DPP-4 inibitori rallentano l’inattivazione degli ormoni incretinici GLP-1 e GIP. Una maggiore attività delle incretine  permette al pancreas di secernere insulina attraverso un meccanismo glucosio dipendente, ottenendo così un miglior controllo glicemico.

A questo proposito, Stefano Del Prato, Professore di Endocrinologia, Università di Pisa, sottolinea: “I risultati degli studi hanno dimostrato che alogliptin in co-somministrazione a pioglitazone o metformina ha prodotto miglioramenti significativi nel controllo glicemico in confronto a pioglitazone o metformina HCl da soli. Come evidenziato dallo studio Endure, il trattamento con alogliptin produce riduzioni di HbA1c prolungate fino a due anni in confronto a sulfanilurea (SU) con una quantità notevolmente inferiore di episodi di ipoglicemia e nessun impatto negativo sul peso corporeo”.

Lo studio Examine, invece, ha valutato la sicurezza cardiovascolare in pazienti ad alto rischio di sviluppare eventi cardiovascolari, causa principale di morbilità e mortalità nella popolazione con diabete di tipo 2.

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