Il dolore cronico diffuso è una condizione caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico esteso a tutto il corpo che si manifesta in corso di malattie non soltanto reumatologiche. Al dolore cronico diffuso possono accompagnarsi malessere generalizzato, stanchezza, irrequietezza, depressione.

Il dolore cronico diffuso è una condizione caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico esteso a tutto il corpo
Il dolore cronico diffuso è una condizione caratterizzata da dolore esteso a tutto il corpo al quale concorre anche la qualità delle relazioni tra individuo e ambiente

Il dolore cronico diffuso sembra avere soprattutto una sensibilizzazione centrale, che ha reali riscontri a livello del SNC, e consiste in modificazioni delle vie di trasmissione del dolore e del corretto funzionamento dei neurotrasmettitori o delle citochine trasmettitoriali. Alla base di tali modificazioni si trovano diverse cause.

Cause del dolore cronico diffuso

La sintomatologia del dolore cronico diffuso è spesso dovuta a:

  • malattia reumatica,
  • fibromialgia,
  • ipovitaminosi D,
  • ipotiroidismo,
  • vasculopatia cerebrale,
  • ictus,
  • microischemia a carico della sostanza bianca del cervello,
  • leucoaraiosi che si configura come la confluenza di piccole lesioni gliotiche.

Quando una lesione colpisce i centri di nocicezione che danno le sensazioni dolorose, si ha la percezione di un dolore molto intenso.

Particolare importanza nel determinare l’intensità del dolore percepito è rivestita dagli stimoli che si ricevono dall’ambiente in cui si vive.

L’influenza dell’ambiente sulla percezione del dolore

Stefano Stisi, direttore della Reumatologia dell’AO San Pio, presidio Gaetano Rummo di Benevento e Past President del Collegio Reumatologi Italiani (CReI), precisa:

«Più che di ambiente sarebbe meglio parlare di interazione individuo-ambiente: come accade in natura, ci sono alcuni ambienti più favorevoli alla vita intesa in senso lato rispetto ad altri, ed è bene accrescere la consapevolezza sul tema».

Se da un lato fattori genetici possono essere causa di amplificazione di un dolore cronico da locale o regionale a diffuso, dall’altro ciò che lo accentua potrebbe risiedere in un mix di fattori che hanno a che fare con le relazioni che si intrattengono. Diverse situazioni spiacevoli possono attivare una cascata di meccanismi e di neurotrasmettitori all’interno dell’organismo in grado di aggravare la situazione dolorosa.

Diagnosi del dolore cronico diffuso

Quando la persona riferisce un dolore cronico diffuso occorre fare una diagnosi differenziale precisandone l’origine: l’ambiente e la genetica sono tra le cause da indagare.

 

«Noi reumatologi del CReI, per verificarlo nei soggetti che a noi giungono raccontando di soffrire di un dolore “dappertutto”, applichiamo i criteri di Manchester del 1999 porgendo al paziente uno schema e invitandolo ad apporre una indicazione delle zone del corpo dolorose. A seconda del risultato, possiamo confermare di trovarci effettivamente di fronte a una condizione di dolore cronico diffuso», afferma Gianniantonio Cassisi, specialista in reumatologia presso l’Unità semplice dipartimentale di Reumatologia, poliambulatorio specialistico, Asl 1 di Belluno.

Trattamento del dolore cronico diffuso

«Ci sono dei farmaci neuromodulatori in grado di intervenire sui punti di disarrangiamento del “sistema di difesa” dal dolore – spiega Gianniantonio Cassisi. – Si deve prevedere anche una terapia cognitivo-comportamentale fatta con degli esperti, che possa far prendere consapevolezza alla persona di ciò che non va come vorrebbe nel suo ambiente, per aiutarla ad attuare eventuali modifiche o accettare la situazione senza far crescere lo stress».

«I cannabinoidi sono sostanze stupefacenti e in alcune regioni è consentito prescriverle per il trattamento del dolore cronico diffuso. Il problema grosso è l’attuale preparazione di cannabis terapeutica, ancora insoddisfacente in Italia, oltre che i cosiddetti prodotti cannabis light che si possono acquistare senza prescrizione medica, o ancora quello dei derivati fitoterapici di cui non si sa bene come siano prodotti. L’arrivo di capsule titolate, come all’estero, probabilmente, renderebbe la faccenda più semplice per tutti. C’è, però, ancora tanto da fare» – conclude Gianniantonio Cassisi.

Diffusione

Non esiste un dato direttamente osservato in Italia, ma, in base ai dati europei, si stima che il dolore cronico diffuso interessi una percentuale di italiani compresa tra il 10 e il 24%, in maggioranza donne.

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