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MHRA, OMS e Gates Foundation insieme per Project 3-S

Con un contributo di 980mila Sterline l’agenzia regolatoria britannica (MHRA) ha stretto un accordo con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la Gates Foundation per migliorare il monitoraggio della sicurezza dei medicinali nei Paesi a basso e medio reddito (LMIC).

Projet 3-S LMIC

Negli ultimi anni sono sempre più disponibili nuovi medicinali e vaccini (per malattie quali malaria e AIDS) nei Paesi LMIC. Sono buone notizie perché questi farmaci affrontano necessità di salute pubblica molto urgenti in queste realtà, ma portano a una problema di farmacovigilanza data l’assenza o la carenza della strutture regolatorie adatte a monitorare nuovi medicinali, a volte complessi, in questi contesti.  Senza un sistema di controllo efficace e rapido i programmi di salute pubblica sono a rischio e i pazienti potrebbero provare reazioni avverse che non sono prontamente identificate e trattate. la presnza di reazioni avverse non riconosciute e non gestite in modo adeguato può portare a una sfiducia nel prodotto da parte della popolazione.

Per questo l’OMS e la Gates Foundation hanno lanciato il progetto di farmacovigilanza Project Smart, Safety Survelliance (o Project 3-S) che ha lo s copo di aiutare i Paesi LMIC a identificare, valutare e gestire in modo adeguato i rischi associati ai nuovi prodotti. il progetto dura 3 anni e sarà formato da tre progetti pilota condotti in diversi contesti LMIC. MHRA contribuisce al progetto con la sua esperienza regolatoria

 

 

FDA cancella avvertenza su asma grave e LABA/ICS

La Food and Drug Admistration (FDA) statunitense ha cancellato l’avvertenza (warning box) su eventi avversi gravi correlati ad asma dagli stampati di medicinali contenenti beta-agonisti a lunga durata d’azione (LABA) in combinazione con corticosteroidi inalatori (ICS).

no maggiore rischio asma LABA ICS

L’avvertenza era stata inserita nel 2011 in attesa che fossero noti i risultati di studi clinici a riguardo richiesti ai produttori dei medicinali.  Lo scorso dicembre FDA ha revisionato i risultati dei quattro studi clinici completati e ha escluso che l’impiego della combinazione LABA/ICS aumenti in modo significativo il rischio della reazione avversa asma grave  rispetto a quella dei soli ICS.

Tuttavia poiché i LABA possono causare asma grave se usati da soli per trattare l’infiammazione polmonare, rimane l’avvertenza rispetto alla comparsa di asma grave conseguente all’utilizzo di LABA da soli negli stampati dei medicinali contenenti LABA da soli o in associazione con ICS.

Gli studi clinici esaminati hanno incluso 41.297 pazienti. In tre studi l’età era pari o superiore a 12 anni e in uno invece era compresa da 4 a 11 anni. I pazienti di tutti gli studi sono stati trattati per 6 mesi per valutare la comparsa di morte, intubazione od ospedalizzazione per asma grave. I risultati hanno mostrato che la combinazione non aumenta il rischio di asma grave rispetto a ICS da soli ed è più efficace nel trattare gli attacchi di asma degli ICS usati da soli.

Natale: tempo di British Humor sul British Medical Journal

Come ogni anno, il numero di Natale del British Medical Journal è allegro. Il Merry Christmas della prestigiosa rivista è basato su ricerche e articoli su temi “leggeri” che vengono trattati con la serietà richiesta alla pubblicazione sul BMJ o temi più “seri” in cui viene introdotta una vene ironica nella trattazione o nelle conclusioni.

British Medical Journal Christmas 2017

 

Sono articoli costruiti così bene che spesso vengono ripresi dai quotidiani nazionali come ricerche serie su cui basare decisioni. Il numero di Natale 2017 è già online e già l’articolo su uomini e influenza sta già facendo strage sui social dei quotidiani.

“La scienza dietro l’influenza maschile” è il titolo dell’articolo di Kyle Sue che ha studiato se “gli uomini sono pappamolle o sono immunologicamente inferiori alle donne.

L’Autrice canadese ha esaminato la letteratura per verificare se gli uomini realmente provino una sintomatologia influenzale peggiore delle donne e, in caso affermativo, se questo dato possa avere una base evoluzionistica. Sono stati esaminati diversi studi condotti nei topi e nell’uomo e la conclusione è stata che la peggiore risposta immunitaria degli uomini ai virus respiratori porta a una maggiore morbidità e mortalità nel sesso “forte” rispetto alle donne. La differente risposta sarebbe legata alla capacità immunosopressiva del testosterone e immunoprotettiva dell’estradiolo.

Il testosterone stimola il comportamento aggressivo degli uomini, che lo rende vincente con i predatori, e lo sviluppo di caratteristiche sessuali secondarie, che lo rendono vincente con le donne. Punti di forza che sorpassano lo svantaggio di una risposta immunitaria indebolita dato che è più facile che i maschi di molte specie animali muoiano per un trauma piuttosto che per un’infezione.  Kyle sottolinea come la malattia dell’uomo promuova la conservazione dell’energia (stando a letto o sul divano, ricevendo assistenza nelle attività di vita quotidiana) e riduce il rischio di incontrare predatori.  Tutto questo potrebbe essere quindi frutto di un comportamento evoluzionistico di protezione contro i predatori.

Merita la lettura anche “Peppa Pig incoraggia un uso non appropriato delle risorse della medicina di base?“, che analizza i comportamenti dei personaggi del popolare cartone animato in caso di piccoli incidenti o disturbi. Nel cartone il dottor Brown Bear fornisce un servizio eccellente con accesso telefonico diretto, continuità di cura, orario esteso e visite domiciliari per qualsiasi richiesta. Un atteggiamento non sempre corretto che favorisce le aspettative delle  migliaia di genitori che guardano Peppa Pig con il loro bambini. Va notato che, a parte questo, il cartone animato fornisce molti messaggi positivi su salute pubblica, sana alimentazione, esercizio fisico e sicurezza stradale.

L’articolo “Associazione tra pioggia e diagnosi di artopatia o lombalgia: analisi retrospettiva delle richieste sanitarie” prende le mosse dalla credenza comune il clima piovoso e umido aumentino i dolori articolari. La ricerca ha analizzato le richieste sanitarie dei beneficiari di Medicare e non ha trovato correlazione nelle popolazione di anziani statunitensi indagata tra piovosità e visite ambulatoriali per mal di schiena.

Gli articoli natalizi sono presenti solo nell’edizione online della rivista.

 

 

News dalla riunione PRAC di novembre 2017

Nella riunione del 27-30 novembre 2017 il Pharmacovigilance Risk Assessment Committee (PRAC) ha iniziato due procedure di referral (ulipristal acetato e radio-223 dicloruro) e ha concluso il riesame di paracetamolo a rilascio controllato.

PRAC riunione novembre 2017

Ulpristal acetato (Esmya)

Ulpristal acetato ha avuto quattro report di danno epatico grave (tre casi hanno portato a trapianto del fegato) quando è stato usato nel trattamento di fibromi uterini, ossia tumori non cancerosi (benigni) dell’utero. Il PRAC ha condotto una valutazione iniziale dei casi di epatopatia e ha considerato possibile che Esmya potesse esserne a causa. Il comitato sta ora valutando tutti i dati disponibili.

Ulpristal acetato è anche il principio attivo di ellaOne, un medicinale indicato nella contraccezione di emergenze (con questa indicazione viene assunta una sola compressa). Non sono stati riportati casi di danno epatico se ulpristal acetato viene usato in questa indicazione e non ci sono preoccupazioni per l’utilizzo di ellaONe.

Radio-223 dicloruro (Xofigo)

IL PRAC ha iniziato un’indagine sull’aumento del rischio di morte e di fratture riportate in uno studio clinico in corso con Xofigo. Nella sperimentazione Xofigo viene usato in combinazione con abiraterone acetato (Zytiga) e confrontato con la combinazione placebo -Zytiga e prednisone o prednisolone. Lo studio include pazienti con cancro prostatico asintomatici o con sintomatologia lieve.

Il PRAC revisionerà i risultati completi di questo studio clinico e altri dati disponibili per valutare il loro impatto sull’impiego autorizzato di Xofigo.

Paracetamolo a rilascio controllato

Il PRAC ha confermato la sua decisione di settembre 2017. Il riesame era stato richiesto da due produttori di formulazioni a rilascio modificato.

Adottata la strategia rivista per misurare l’impatto della farmacovigilanza

Il PRAC ha adottato una revisione alla sua strategia per misurare l’impatto delle attività di farmacovigilanza- La strategia è stata adottata nel gennaio 2016 con lo scopo di migliorare le pratiche di monitoraggio della sicurezza e determinare quali attività fossero più di successo. La strategia è stata rivista anche per riflettere come interventi regolatori più importanti beneficino la salute del paziente.

 

 

I cervelli in fuga sono più produttivi

I “cervelli in fuga”, ovvero i ricercatori che cambiano Paese di lavoro nel corso della propria carriera, producono le pubblicazioni a più alto impatto scientifico. Sono i risultati di un’indagine, condotta da Cassidy R. Sugimoto e colleghi pubblicata su Nature, che ha analizzato le affiliazioni dei circa 16mila autori di 14 milioni di articoli scientifici pubblicati dal 2008 al 2015.

ricerca internazionale- ricercatori expat - cervelli in fuga

La quasi totalità degli Autori (96%) ha un unico Paese di affiliazione e sono stati definiti “non mobili”, il 4% (più di 595mila ricercatori) è invece mobile perché ha cambiato affiliazione e Paese di lavoro nel periodo considerato. I ricercatori mobili hanno in media un indice di citazione più elevato (+40%) dei ricercatori non mobili. I ricercatori europei mobili hanno un aumento del 172,8% delle citazioni rispetto ai loro connazionali rimasti a casa, mentre i ricercatori nordamericani mobili sono più citati (+10%) rispetto a quelli non mobili.
Il lavoro ha studiato i flussi migratori e ha evidenziato come ci siano Paesi e continenti che perdono cervelli e altri che tendono ad assumerli. Va anche notato che nella maggior parte dei ricercatori expat (72,2%) non tagliano i ponti con il Paese di origine e tendono a costruire catene di affiliazioni che legano le nazioni.

Il dato più macroscopico è il flusso di ricercatori che studia in Europa e finisce a lavorare in Nord America. I Paesi del Nord America e del Nord Europa sono forti produttori di scienziati già ben citati prima della loro partenza e sono in grado di far crescere gli scienziati che vi si stabiliscono. L’Asia è un forte reclutatore di cervelli, mentre l’Oceania è un notevole incubatore.
Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Canada e Germania sono nodi del network scientifico mondiale. Di conseguenza le politiche antimmigrazione (USA) o indipendentistiche (Regno Unito) possono avere un impatto notevole sulla ricerca mondiale. In particolare l’importanza del Regno Unito risiede nella sua capacità essere un ponte tra gli scienziati europei e quelli di altre parti del mondo.
Le politiche antimmigrazione di Trump bloccano l’accesso dei ricercatori delle aree medio orientali possono contribuire a far perdere il ruolo di centralità nel network scientifico e nel numero di pubblicazioni statunitense. Allo stesso tempo queste politiche possono favorire la migrazione dei ricercatori verso altri Paese che se avvantaggeranno in futuro. È questo infatti il caso del Canada che ha visto aumentare le richieste di ingresso da parte di studenti laureati.

ENCePP festeggia i primi 10 anni di attività

Ottantatre fonti di dati, una linea guida metodologica sempre aggiornata, 1145 studi postmarketing inclusi nel EU PAS Register. Sono i dati dei primi 10 anni di attività di ENCePP, il  network europeo dei centri di farmacoepidemiologia e farmacovigilanza.

ENCEPP

ENCePP è una rete di eccellenza focalizzata sulla sicurezza e sui rischi e benefici dei medicinali. Oggi è formata da 168  istituzioni pubbliche e CRO localizzate in 18 Paesi europei ed è coordinata da EMA, l’agenzia regolatoria europea. E’ aperta al no profit e le industrie farmaceutiche non possono far parte del network, anche se sono incoraggiate a usare le risorse offerte e possono partecipare alla revisione pubblica dei documenti.

E’ nata con lo scopo di consolidare il il monitoraggio della safety dei medicinali conducendo studi post marketing multicentrici indipendenti non interventistici di qualità elevata. Tra le sue attività ci sono

  • la Banca dati di risorse per la ricerca, un indice di accesso pubblico delle risorse per la ricerca europea.
  • il Codice di condotta che stabilisce le regole e i principi degli studi di farmacovigilanza e farmacoepidemiologia per promuovere la trasparenza e l’indipendenza scientifica nel processo di ricerca.
  • la Checklist per i protocolli di studi, uno strumento pensato per promuovere la qualità degli studi.
  • la Guide on Methodological Standards in Pharmacoepidemology, una risorsa online sulla metodologia da utilizzare nella ricerca e nella conduzione di studi di farmacoepidemiologia) che contiene 424 risorse selezionate e aggiornate da 31 autori, visualizzata circa 500 volte al mese e scaricata 800 volte al mese.
  • il Registro elettronico europeo degli studi clinici post-autorizzazione (EU PAS Register), che include 1145 studi clinici (84% di sorveglianza attiva) la metà dei quali richiesta da un’Autorità regolatoria (40% da Autorità europee).

Farmaci e guida: incompatibilità poco note ai guidatori

 

Molti guidatori non sono stati informati dal medico della presenza di effetti collaterali (cali di attenzione, sonnolenza e vertigini) e dell’incompatibilità e pericolosità per la guida dei farmaci su prescrizione che stavano usando, mentre la grande maggioranza ha letto le avvertenze del foglietto illustrativo. Si tratta però di un’ignoranza con gravi conseguenze perché che porta i più a continuare a guidare senza rendersi conto della percezione alterata dei rischi relativi alla guida.

farmaci guida incompatibilità

L’indagine, pubblicata su Journal of studies on alcohol and drugs, è stata condotta sulle strade degli Stati Uniti su circa 7.500 guidatori e ha evidenziato come il 19,7% di essi avesse assunto nei 2 giorni precedenti almeno un farmaco in grado di alterare la capacità di guida, come sedativi (8%), antidepressivi (7,7%) narcotici (7,5%) e stimolanti (3,9%).

La grande maggioranza dei guidatori che avevano assunto sedativi (85,8%) o narcotici (85,1%) era stata avvertita dal medico o aveva letto sul foglietto illustrativo della controindicazione, mentre poco più della metà di coloro che avevano preso antidepressivi (62,6%) o stimolanti (57,7%) era stata avvisata dal medico. I medicinali che più comunemente gli intervistati hanno associato a problemi di guida sono stati farmaci per le difficoltà del sonno seguiti da morfina/codeina, anfetamine e miorilassanti. I farmaci anti-ADHD erano ritenuti sicuri per la guida, ma possibili cause di incidenti o comportamenti criminali.

Proprio a novembre FDA, l’agenzia regolatoria statunitense, ha emesso una linea guida sulla valutazione l’effetto dei medicinali psicoattivi sulla capacità di guida. La linea guida ha il valore di raccomandazione e non è obbligatoria. Secondo FDA la valutazione deve prevedere inizialmente un insieme di informazioni raccolte dal profilo farmacologico e tossicologico, dall’epidemiologia e dalle valutazioni comportamentali cliniche che costituiranno la base per decidere di approfondire l’effetto sulla guida e sul comportamento in strada del guidatore. La attività da valutare sono attenzione/eccitazione/insonnia; attenzione e velocità di processo; tempo di reazione/funzionalità psicomotoria; funzionalità esecutiva.

Il punto sui medicinali pediatrici a 10 anni dal Regolamento europeo

“Il Regolamento europeo dei medicinali pediatrici ha avuto un impatto considerevole sullo sviluppo di terapie sicure ed efficaci destinate ai bambini e ha consentito al piano pediatrico di diventare parte integrante dello sviluppo di un medicinale“. Sono queste le conclusioni di un report della Commissione Europea sullo stato dei medicinali pediatrici a 10 anni dall’entrata in vigore del Regolamento europeo.

Regolamento medicinali pediatrici

Il documento sottolinea come la combinazione di obblighi e premi sia stata efficace per spostare il focus sullo sviluppo di prodotti pediatrici e sia stata essenziale per portare all’autorizzazione di 260 nuovi medicinali e limitare l’impiego off-label di medicinali per adulti nei bambini.

Tra i principali risultati il rapporto evidenzia:

  • Il numero dei Piani di Protocollo Pediatrici (PIP) ha superato il migliaio. Di questi 131 sono stati completati nel 2016 e oltre il 60% è stato finalizzato negli ultimi tre anni.
  • Le aree terapeutiche in cui si è avuto il numero maggiore di PIP completato sono state immunologia/reumatologia (14%), malattie infettive (14%), malattie cardiovascolari (10%) e vaccini (10%). In particolare l’impatto è stato significativo in reumatologia, area con limitate opzioni terapeutiche fino al 2007.
  • L’oncologia è l’area terapeutica con il numero minore di PIP completati (7%).
  • La percentuale di sperimentazioni cliniche che hanno incluso i bambini è aumentata del 50% nel periodo 2007-2016.

Il report ha anche rilevato come il Regolamento sia più efficace nelle aree in cui i bisogni di pazienti adulti e pediatrici si sovrappongono.

Il report costituisce un passaggio intermedio di un dibattito su come il Regolamento sui farmaci pediatrici e quello dei farmaci orfani possono supportare lo sviluppo di medicinali in sotto-popolazioni con bisogni speciali, come quella dei bambini con tumore.

“Sono lieto” – ha dichiarato Vytenis Andriukaitis, commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare “dei progressi complessivi fatti nel migliorare l’accesso dei bambini a medicinali sicuri e a loro misura, e mi impegno perché questi risultati positivi siano estesi a bambini con malattie rare. Quando vedo i progressi fatti nell’oncologia degli adulti, mi imbarazza profondamente vedere che non sono stati fatti gli stessi progressi nell’oncologia pediatrica. Nei prossimi 10 anni dobbiamo sforzarci per ottenere gli stessi importanti risultati  nei bambini, combinando gli incentivi dei regolamenti per farmaci pediatrici e orfani e assicurando che i network di riferimento europei, in particolare ERN PaedCan sul cancro pediatrico raggiungano la piena capacità operativa”.

I risultati del report saranno presentati nel corso di una Conferenza che si terrà a Bruxelles il 21 novembre 2017.

 

 

 

News dalla riunione PRAC di ottobre 2017

 

Nella riunione del 23-26 ottobre 2017 il  PRAC (Pharmacovigilance Risk Assessment Committee) ha iniziato due procedure di rinvio (referral) per motivi di sicurezza per amido idrossietilico (HES) e flupirtina e ha concluso quella di daclizumab (Zinbryta,Biogen).

PRAC-riunione ottobre 2017

Amido idrossietilico (HES)

L’impiego dell’amido idrossietilico era stato limitato dal PRAC nel 2013 nei pazienti cronici critici e in quelli con sepsi e danno renale per ridurre il rischio di problemi renali e morte. Due nuovi studi sull’utilizzo del farmaco, commissionati dal PRAC nel 2013, hanno rivelato un impiego del farmaco al di fuori dalle indicazioni approvate indicando una scarsa aderenza alle restrizioni d’uso stabilite. Il PRAC ha quindi deciso di revisionare i dati di questi studi e rivalutare il bilancio rischio/beneficio in modo da emettere una raccomandazione in merito a mantenimento, variazione, sospensione o ritiro dell’AIC dei medicinali contenete HES.

Flupirtina

La revisione di flupirtina è stata richiesta dall’Autorità tedesca (BfArM) e segue una precedente revisione di EMA del 2013 che aveva limitato l’uso di questo farmaco per le segnalazioni di problemi epatici gravi associati al suo impiego. In particolare l’Agenzia europea aveva limitato l’impiego di flupirtina a due settimane nei pazienti che non potevano usare altri trattamenti antidolorifici ed aveva introdotto test della funzionalità epatica prima e dopo l’uso. Sempre in questa occasione EMA aveva richiesto studi per dimostrare l’efficacia delle restrizioni nella riduzione del rischio. I risultati resi disponibili in questi mesi hanno suggerito che, nonostante il calo del numero di pazienti, il farmaco è ancora usato al di fuori delle restrizioni e hanno continuato a essere riportati casi di danno epatico grave associato a flupirtina .

Mentre è in corso questa ultima revisione i pazienti che sono preoccupati degli effetti del loro farmaco devono parlarne con il medico curante o il farmacista.

Daclizumab

Una revisione degli effetti di daclizumab ha trovato che, durante il trattamento con questo farmaco e fino a sei mesi dopo la sua sospensione, si può verificare un danno epatico non prevedibile e potenzialmente fatale. Nel corso degli studi clinici l’1,7% dei pazienti in trattamento con daclizumab ha avuto una reazione epatica grave.

Per ridurre i rischi la prescrizione di daclizumab è indicata nelle forme recidive di sclerosi multipla nei pazienti con risposta non adeguata ad almeno due trattamenti modificanti la malattia (DMT) che non possono essere trattati con altri DMT.

I medici devono monitorare la funzionalità epatica (ALT, AST e bilirubina) almeno mensilmente in un momento vicino al trattamento e fino a 6 mesi dopo il trattamento. Se il paziente non rispetta i requisiti o non risponde in modo adeguato, il medico deve sospendere il trattamento. Il trattamento deve essere sospeso anche se i livelli di enzimi epatici sono tre volte superiori alla norma e tutti i pazienti con segni e sintomi di danno epatico devono fare riferimento a uno specialista.  Anche i pazienti con infezione da epatite B o C devono essere seguiti da uno specialista.

Daclizumab non deve essere usato nei pazienti con epatopatia pre-esistente,  nei nuovi pazienti con livelli di enzimi epatici due volte superiori alla norma e nei pazienti con altre malattie auto immuni.

EMA ha anche raccomandato l’aggiunta di un modulo al materiale educazionale in uso per confermare che il medico abbia discusso del rischio con il paziente e i pazienti abbiano compreso l’importanza del monitoraggio e del controllo dei segni di danno epatico.

Queste raccomandazioni rafforzano quelle provvisorie del luglio 2017 e saranno inviate al CHMP che adotterà l’opinione finale dell’Agenzia.

Rimangono sotto esame ex Articolo 31 i prodotti che contengono paracetamolo a rilascio modificato, retinoidi, chinolone e fluorchinolone e valproato.

Per le minute della riunione del PRAC di ottober clicca sul seguente link.

Nel 2019 la rivoluzione di pesi e misure standard

Nei prossimi due anni  il chilogrammo campione  di platino-iridio dell’Ufficio Internazionale dei paesi e delle misure (Sevres, Francia) andrà in pensione e la definizione del chilogrammo sarà sostituita dalla costante di Plank (h), che mette in relazione la frequenza di un fotone con la sua energia. In questo modo il cilindro standard diventa un pezzo da museo come lo è diventato nel 1983 il metro campione di platino iridio usato per definire il metro con l’adozione della nuova definizione basata sulla distanza percorsa dalla luce nel vuoto in un intervallo di tempo pari a 1/299.792.458 di secondo.

In contemporanea cambieranno anche le definizioni di kelvin, ampere e mole.

I motivi del cambiamento

La revisione delle definizioni si è resa necessaria perché la sensibilità delle strumentazioni attuali non consente più di definire una grandezza fisica in relazione a un oggetto fisico, soggetto in ogni caso a usura, ma con costanti fisiche universali e riproducibili.

Delle attuali sette unità di misure fondamentali del Sistema Internazionale solo kelvin, secondo e chilogrammo hanno definizioni indipendenti, mentre tutte le altre (metro, ampere, candela e mole ) sono legate alla definizione di secondo e/o chilogrammo. Di conseguenza piccole variazioni dell’ordine anche dei miliardesimi hanno conseguenze a cascata su molte altre unità di misura.

Come si procede

Per adottare una nuova definizione la Conferenza internazionale Pesi e Misure (CGPM) richiede che siano disponibili per quella costante almeno diverse misurazioni indipendenti con un elevatissimo grado di accordo tra di loro (tre con grado di incertezza inferiore a 50 parti per miliardo e una con grado di incertezza inferiore a 20 parti per miliardo). Questo evento si è verificato la scorsa estate per la costante di Plank e quindi la ridefinizione del chilogrammo avverrà nella prossima CGPM del novembre 2018 e il nuovo standard sarà operativo nel maggio 2019.