Home Autori Articoli di

ARTICOLI

Ramucirumab per tumore allo stomaco

0

La Commissione Europea approva ramucirumab con indicazione specifica per il carcinoma gastrico di seconda linea.

ramucirumab tumore stomaco

Ramucirumab di Lilly Oncology è una terapia antiangiogenica: ha inibito l’angiogenesi in un modello animale in vivo. Si tratta di un antagonista del Recettore 2 per il VEGF che si lega specificamente e blocca l’attivazione di tale recettore, legandosi ai ligandi del recettore del VEGF, VEGF-A, VEGF-C e VEGF-D. L’angiogenesi VEGF-mediata è coinvolta nella patogenesi di diverse malattie, compreso il carcinoma gastrico in stadio avanzato. Diversi studi sono in corso o in programma per la sperimentazione di ramucirumab come monoterapia e in combinazione con altre terapie oncologiche per il trattamento di molteplici tipi di tumore.

A ramucirumab è stata concessa la designazione di farmaco orfano dal Comitato per i medicinali orfani (COMP) dell’Agenzia Europea dei Medicinali per il trattamento del carcinoma gastrico nell’Ue. Lo status di farmaco orfano viene concesso ai farmaci per il trattamento di malattie rare che forniscono benefici significativi rispetto ai trattamenti esistenti.

Nell’Ue, ramucirumab ha ottenuto l’autorizzazione al commercio per l’uso negli adulti in combinazione con paclitaxel, per il trattamento dell’adenocarcinoma della giunzione gastroesofagea (GEJ) o gastrico in stadio avanzato dopo la chemioterapia e come monoterapia in questa indicazione per i pazienti per cui il trattamento in combinazione con paclitaxel non è adeguato. Ramucirumab, sviluppato da Lilly Oncology , è approvato negli Stati Uniti per il trattamento di pazienti con adenocarcinoma gastrico o della giunzione gastroesofagea (GEJ) avanzato o metastatico successivamente alla chemioterapia.
L’autorizzazione all’immissione in commercio dell’Ue si basa sui risultati dei due studi Rainbow e Regard.

Lo studio Rainbow
Rainbow è uno studio globale, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, di fase III su ramucirumab in combinazione con paclitaxel rispetto a placebo più paclitaxel come trattamento in pazienti con carcinoma gastrico avanzato (localmente avanzato, non resecabile o metastatico) compreso l’adenocarcinoma GEJ refrattario a chemioterapia iniziale a base di fluoropirimidina e platino, o progressivo successivamente a tale chemioterapia. In totale, 665 pazienti sono stati randomizzati in 27 paesi. L’endpoint primario dello studio Rainbow era la sopravvivenza globale e l’endpoint secondario era la sopravvivenza libera da progressione.

Lo studio Regard
Regard è uno studio globale, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, di fase III su ramucirumab in monoterapia [più le migliori cure di supporto (BSC)] rispetto a placebo più BSC come trattamento in pazienti con carcinoma gastrico localmente avanzato o metastatico compreso l’adenocarcinoma GEJ in seguito a progressione dopo chemioterapia iniziale a base di fluoropirimidina e platino. In totale, 355 pazienti sono stati randomizzati in 29 paesi. La misurazione dell’esito di efficacia principale dello studio Regard era la sopravvivenza globale e la misurazione dell’esito di efficacia secondario era la sopravvivenza libera da progressione.

Articoli correlati

Tumore allo stomaco. Nosografia

Tumore allo stomaco. Sintomatologia

Tumore allo stomaco. Evoluzione e diffusione metastatica

 

Enzalutamide per tumore della prostata

0

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha dato il via libera a enzalutamide per i pazienti affetti da carcinoma della prostata avanzato (forma metastatica) resistente alla castrazione dopo fallimento della chemioterapia.

enzalutamide

Enzalutamide è un agente ormonale di ultima generazione che inibisce in modo selettivo il recettore degli androgeni (testosterone), “motore” di crescita del carcinoma prostatico, migliorando in modo significativo la sopravvivenza, con un impatto positivo sulla qualità di vita grazie al buon profilo di tollerabilità, sicurezza e maneggevolezza. A differenza di altre terapie farmacologiche antiandrogene, che riducono ma non azzerano i livelli circolanti di testosterone, enzalutamide si lega in maniera potente e prolungata al recettore degli androgeni, ripristinando un controllo sulla cellula tumorale prostatica e inducendone in alcuni casi la morte.

Il farmaco, a somministrazione orale, è dispensato dal Servizio sanitario, in fascia H, dietro ricetta non rinnovabile dei Centri ospedalieri o degli specialisti.

Lo studio AFFIRM ha dimostrato che enzalutamide è in grado di contrastare la crescita del tumore e delle metastasi, migliorando in maniera statisticamente significativa la sopravvivenza globale (4,8 mesi) rispetto al placebo (18,4 vs 13,6 mesi), con miglioramento della sopravvivenza libera da progressione radiografica, in pazienti che si dimostravano non più responsivi all’ormonoterapia tradizionale e alla chemioterapia.

Buono il profilo di sicurezza e tollerabilità: il farmaco ha migliorato la qualità di vita dei pazienti rispetto al placebo (43% vs 18%), secondo il punteggio del questionario somministrato durante il trial. Nei pazienti con metastasi ossee, a forte rischio di complicanze scheletriche come fratture e compressioni del midollo spinale, enzalutamide ha prodotto una significativa riduzione del rischio di sviluppare questi eventi rispetto al placebo. Enzalutamide non richiede l’aggiunta di steroidi e non presenta effetti collaterali importanti.

Enzalutamide è il frutto della ricerca di Astellas Pharma, che ha già lanciato con successo prodotti innovativi in aree terapeutiche importanti quali Urologia, Trapianti, Dermatologia, Cardiologia, Antinfettivi e Terapia del Dolore e che adesso, con enzalutamide, estende anche all’Oncologia il suo impegno orientato a migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Articoli correlati

Tumore della prostata

Associazione biraterone acetato/prednisone per il tumore alla prostata

Approvazione del radio-223 dicloruro per il trattamento del carcinoma prostatico

 

Paclitaxel poliglumex per tumore ovarico

0

CTI BioPharma è stata informata dal Gynecologic Oncology Group, parte del NRG Oncology, che il gruppo indipendente di esperti del Data Monitoring Board (DMC) ha raccomandato la prosecuzione dello studio clinico di Fase 3 GOG-0212, condotto su OPAXIO quale terapia di mantenimento in caso di tumore ovarico, senza apportare nessuna modifica dopo la seconda delle quattro analisi intermedie previste, condotta sul tasso di sopravvivenza e sulla futilità. CTI BioPharma è all’oscuro dei risultati dell’analisi intermedia.GOG-0212

Opaxio

Opaxio (paclitaxel poliglumex, CT-2103), è un chemioterapico in fase di sperimentazione, biologicamente potenziato in cui paclitaxel, agente attivo del Taxol®, è legato ad un polimero poliglutammico biodegradabile, dando così luogo a una nuova entità chimica. Quando è legato al polimero, il paclitaxel è inattivo, pertanto i tessuti normali sono potenzialmente risparmiati da esposizioni a elevati livelli di paclitaxel e dalle relative tossicità. I vasi sanguigni del tessuto tumorale, a differenza dei vasi sanguigni del tessuto sano, sono permeabili a macromolecole come Opaxio. Sulla base di studi preclinici, sembra che Opaxio sia distribuito preferenzialmente al tumore in ragione della maggiore permeabilità dei vasi sanguigni tumorali e che venga trattenuto dal tessuto tumorale, permettendo ad una quantità significativamente maggiore di chemioterapico di localizzarsi nel tumore, rispetto alla somministrazione standard di paclitaxel. Una volta all’interno delle cellule tumorali, gli enzimi metabolizzano il polimero proteico, rilasciando l’agente attivo paclitaxel. A differenza dei normali agenti radiosensibilizzanti, Opaxio seleziona il tumore e non sembra estendere la tossicità delle radiazioni ai tessuti normali.

Lo studio GOG-0212

Lo studio è condotto e gestito dal Gynecologic Oncology Group, oggi facente parte del NRG Oncology, uno dei cooperative group di ricerca sul cancro finanziato dal National Cancer Institute focalizzato sullo studio delle neoplasie in ambito ginecologico che ha arruolato 1.150 pazienti. Lo studio GOG-0212 è progettato per valutare se Opaxio, utilizzato come terapia di mantenimento in caso di tumore all’ovaio sia in grado di mantenere le pazienti in remissione dalla malattia ed eventualmente prolungarne la vita. 

Si tratta di uno studio randomizzato, multicentrico, aperto, di fase 3, in cui Opaxio o paclitaxel, somministrato una volta al mese fino a 12 mesi consecutivi, viene confrontato con i dati clinici derivanti dall’evidenza empirica raccolti su donne con tumore ovarico in stadio avanzato che non sembrano essere affette dalla malattia dopo essersi sottoposte ad una prima linea di terapia a base di platinum-taxane. Ai fini della registrazione, l’endpoint primario dello studio è il tasso di sopravvivenza complessivo di Opaxio, rispetto alla situazione in cui non viene condotta una terapia di mantenimento. Gli endpoint secondari sono la sopravvivenza senza progressione della malattia, la sicurezza e la qualità della vita. Il piano di analisi statistica prevede quattro analisi intermedie ed una analisi finale, ciascuna delle quali passibile di interruzione anticipata nel caso di manifesta superiore efficacia o futilità. Ulteriori informazioni su GOG-0212 sono disponibili all’indirizzo www.clinicaltrials.gov, al codice identificativo dello studio ID NCT00108745.

Gynecologic Oncology Group

Il Gynecologic Oncology Group (GOG), oggi parte del NRG Oncology, è un’organizzazione non–profit internazionale, con lo scopo di promuovere l’eccellenza nella qualità e integrità della ricerca scientifica, clinica e di base nel campo delle neoplasie ginecologiche. Il NRG Oncology si impegna a mantenere i più alti standard di qualità nello sviluppo degli studi clinici, nella loro esecuzione nonché nell’analisi e diffusione dei risultati. La costante valutazione dei suoi processi è utilizzata al fine di migliorare costantemente la qualità della cura del paziente. Il NRG Oncology porta avanti studi clinici per pazienti affetti da svariate tipologie di neoplasie ginecologiche, compresi i tumori che partono dall’ovaio, dall’utero, dalla cervice, dalla vagina e dalla vulva. NRG Oncology è composto da tre cooperative group già esistenti, il National Surgical Adjuvant Breast and Bowel Project (NSABP), il Radiation Therapy Oncology Group (RTOG), e il Gynecologic Oncology Group (GOG).

Articoli correlati

Al via studio di fase I/II per il monoclonale IMAB027

Olaparib per carcinoma ovarico

AstraZeneca Italia, Federico Fucetola vice president market access & government affairs

0

Da gennaio 2015, Federico Fucetola ha assunto il ruolo di Vice President Market Access & Government Affairs di AstraZeneca Italia, entrando a far parte del Senior Management Team della Società.

Federico Fucetola
Federico Fucetola

Federico Fucetola avrà la responsabilità di rafforzare il ruolo della Direzione Market Access & Government Affairs a sostegno della più ampia strategia di crescita di AstraZeneca Italia.

Fucetola, 37 anni, ha una significativa esperienza nell’ambito del Market Access e dei Government Affairs per il settore farmaceutico. Proviene da Abbott Italia, dove, oltre ad arricchire le sue competenze nell’area del Market Access e del Pricing & Reimbursement, ha maturato un percorso di crescita e di sviluppo nel Marketing.

Laureato in Economia e Commercio all’Università La Sapienza di Roma, consegue un dottorato in Economia e Finanza presso la Facoltà di Economia dello stesso Ateneo.  Inizia la sua carriera professionale in ambito associativo, prima in Federchimica poi in Assobiotec e, nel 2008, entra in Dompé Farmaceutici in qualità di Market Access and Corporate Affairs Director, diventando componente del Comitato di Direzione aziendale.

Brentuximab vedotin per linfoma anaplastico a grandi cellule sistemico

0

dati sulla sopravvivenza a quattro anni dello studio clinico pivotale di fase 2 su Adcetris®  (brentuximab vedotin) nel trattamento del linfoma anaplastico a grandi cellule sistemico recidivante o refrattario dimostrano un indice stimato di sopravvivenza a quattro anni pari al 64%Il 50% dei pazienti che hanno raggiunto la remissione completa rimane libero da malattia.

linfoma anaplastico

Seattle Genetics, Inc. e Takeda Pharmaceutical Company Limited hanno presentato i dati relativi alla sopravvivenza globale (OS) dello studio clinico pivotale di fase 2 su Adcetris (brentuximab vedotin) nel trattamento del linfoma anaplastico a grandi cellule sistemico recidivante o refrattario (ALCL).

Adcetris è un anticorpo coniugato a farmaco (ADC) che ha come bersaglio il CD30, espresso nel linfoma di Hodgkin (HL) classico e nel ALCL sistemico, un tipo di linfoma a cellule T.

In un follow-up mediano a 46,3 mesi, l’indice stimato di sopravvivenza a quattro anni è stato pari al 64%.

Lo studio clinico pivotale a braccio singolo è stato condotto su 58 pazienti con ALCL sistemico recidivante o refrattario per valutare l’efficacia e la sicurezza di Adcetris come agente singolo. Lo studio è stato inoltre disegnato per determinare la durata della risposta, la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la sopravvivenza globale (OS). I pazienti hanno ricevuto 1,8 milligrammi per chilogrammo (mg/kg) di Adcetris , somministrati per infusione endovenosa di 30 minuti ogni tre settimane fino a un massimo di 16 cicli. Come precedentemente riportato, l’86% dei pazienti nello studio ha raggiunto una risposta obiettiva, di cui il 59% una risposta completa (CR) e il 28% una risposta parziale (PR). I dati derivanti dal follow up a lungo termine sul paziente in questo studio pivotale includono:

– Dopo un periodo di osservazione mediano di 46,3 mesi dalla prima dose di Adcetris , la OS mediana era pari a 55,1 mesi e la OS stimata a quattro anni era pari al 64%.

– La PFS mediana per lo sperimentatore è stata di 20,0 mesi.

– 19 dei 38 pazienti (50%) che hanno raggiunto una CR nello studio, secondo la valutazione dello sperimentatore sono rimasti in remissione al momento dell’ultimo follow up; in tutti i pazienti che hanno raggiunto una CR, la OS mediana e la PFS non erano ancora state raggiunte.

– Nei 16 pazienti con CR che hanno ricevuto consolidamento con un trapianto di cellule staminali (allogenico o autologo), sia la PFS mediana sia la OS non erano state raggiunte.

– Nei 22 pazienti con CR che non hanno ricevuto consolidamento con un trapianto, la PFS mediana è stata di 39,4 mesi e la OS mediana non era ancora stata raggiunta. Otto pazienti con CR sono rimasti in remissione senza ricevere alcuna terapia successiva ad Adcetris .

– Gli eventi avversi più comuni di ogni grado sono stati: neuropatia periferica (57%), nausea (40%), affaticamento (38%), febbre (34%) e diarrea (29%).

– I più comuni eventi avversi di grado 3 o 4 verificatisi in almeno il 5% dei pazienti includevano: neutropenia (21%), neuropatia periferica (17%), trombocitopenia (14%), anemia (7%) e ALCL recidivante (5%).

Articoli correlati

Brentuximab vedotin, anticorpo legato a farmaco

Brentuximab vedotin per linfoma di Hodgkin

Rapporti su sicurezza medicinali, archivio centrale EMA facilita le aziende

0

Per facilitare la valutazione dei rapporti sulla sicurezza dei medicinali (PSUR), l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha lanciato un archivio elettronico. La piattaforma centrale – creata in conformità con la legislazione di farmacovigilanza dell’Unione europea – conterrà tutte le informazioni relative ai PSUR nell’UE. L’obiettivo dell’Agenzia europea è facilitare la valutazione dei PSUR da parte della autorità regolatorie dei farmaci dell’UE.

EMA - PSUR

Periodicamente, le aziende farmaceutiche sono tenute a valutare i benefici e i rischi dei medicinali autorizzati e a riportare i risultati in un PSUR. L’Agenzia utilizza queste informazioni per determinare se vengono identificati nuovi rischi per un farmaco o è se è mutato il suo rapporto beneficio/rischio e prendere gli opportuni provvedimenti. Per i medicinali che contengono gli stessi principi attivi o combinazioni di principi attivi, l’Agenzia valuta i relativi PSUR insieme, anche se i principi specifici sono contenuti in diversi farmaci e autorizzati in più di uno Stato membro.
Il nuovo archivio centrale raccoglie i PSUR, i report di valutazione dei PSUR, i commenti e i risultati finali e consente l’accesso sicuro agli utenti autorizzati dalle competenti autorità nazionali (NCA) degli Stati membri dell’UE, EMA, comitati dell’Agenzia e Commissione europea. Tutte le persone coinvolte nella valutazione dei rischi e dei benefici dei farmaci – assicura EMA – avranno accesso tempestivo a tutti i documenti rilevanti in un unico luogo.
L’archivio facilita anche la presentazione elettronica dei PSUR da parte dell’industria farmaceutica. Mentre i PSUR vengono trasmessi tramite l’esistente eSubmission gateway/client Web, che sono i canali di presentazione elettronici sicuri dell’Agenzia per i documenti giustificativi delle domande di medicinali per uso umano, le aziende possono ora completare un file di consegna XML allegato alla presentazione e non hanno più bisogno di usare le convenzioni di denominazione dei file manuali.
Le aziende sono invitate a registrarsi per i webinar sul PSUR Repository per l’industria farmaceutica, che saranno organizzati a febbraio 2015, a seguito di sessioni settimanali di domande e risposte, e di controllare regolarmente eSubmission websiteExternal per aggiornamenti sul processo di graduale attuazione.

 

Brentuximab vedotin per linfoma di Hodgkin

0

Uno studio clinico di fase III con Adcetris® (brentuximab vedotin) rivela un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza libera da progressione.

Linfoma di Hodgkin

Seattle Genetics, Inc. e Takeda Pharmaceutical Company Limited hanno presentato dei dati dello studio clinico di fase III Aethera relativi ai pazienti con linfoma di Hodgkin (HL) a rischio di recidiva in seguito a trapianto autologo di cellule staminali (ASTC) che hanno ricevuto Adcetris come terapia di consolidamento immediatamente in seguito ad ASCT. I dati dimostrano che questi pazienti hanno avuto un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da progressione (PFS) in confronto ai pazienti che hanno ricevuto placebo (valore mediano rispettivamente di 43 mesi contro 24 mesi; hazard ratio=0,57; p-value=0,001) con un profilo di sicurezza gestibile.

Brentuximab vedotin è un anticorpo coniugato a farmaco (ADC) anti-CD30, un marker caratteristico del HL classico.

Aethera è uno studio clinico di fase III randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo, disegnato per valutare il potenziale di brentuximab vedotin come singolo agente nel prolungare la PFS in seguito ad ASCT nei pazienti con HL con almeno un fattore di rischio di progressione. In aggiunta all’endpoint primario di PFS, gli endpoint secondari includevano sopravvivenza globale (OS), sicurezza e tollerabilità. I pazienti eleggibili devono avere avuto una storia di HL refrattario, una recidiva entro un anno dalla chemioterapia di prima linea e/o aver manifestato la malattia extralinfonodale al momento della recidiva pre-ASCT. Questi fattori sono costantemente riportati come associati a una cattiva prognosi dopo il trapianto. I pazienti hanno ricevuto Adcetris o placebo ogni tre settimane per un tempo massimo di circa un anno. Questo studio internazionale multicentrico è stato condotto in 78 centri negli Stati Uniti, nell’Europa occidentale e orientale e in Russia.
Sono stati arruolati un totale di 329 pazienti HL a rischio recidiva, di cui 165 nel braccio con Adcetris e 164 nel braccio con placebo. I pazienti hanno ricevuto una media di 15 cicli di trattamento in entrambi i bracci, con una media di 12 cicli nel braccio con brentuximab vedotin e di 11 cicli nel braccio con placebo. I risultati principali includono:
– Lo studio ha raggiunto l’endpoint primario ed è stato dimostrato un aumento significativo della PFS per il comitato di revisione indipendente (IRF) con hazard ratio di 0,57 e un p-value di 0,001. La PFS mediana per IRF era di 43 mesi nei pazienti che hanno ricevuto Adcetris rispetto ai 24 mesi dei pazienti che hanno ricevuto placebo. L’indice di PFS a due anni per IRF era del 63% nel braccio con brentuximab vedotin in confronto al 51% del braccio con placebo.
– L’hazard ratio era di 0,50 per lo sperimentatore. L’indice di PFS a due anni per lo sperimentatore era del 65% nel braccio con Adcetris in confronto al 45% del braccio con placebo. La PFS mediana per lo sperimentatore non è ancora stata raggiunta nei pazienti che hanno ricevutobrentuximab vedotin in confronto ai 16 mesi dei pazienti che hanno ricevuto placebo. Oltre i due anni sono stati osservati pochi casi di progressione.
– Il beneficio di PFS è stato consistente in tutti i sottogruppi pre-specificati, inclusi i pazienti refrattari primari, i pazienti con recidiva entro 12 mesi dalla terapia di prima linea e i pazienti con recidiva dopo 12 mesi con malattia in sede extranodale.
– I pazienti in entrambi i bracci di studio che hanno manifestato progressione di malattia hanno ricevuto diverse terapie successive. Nel braccio con brentuximab vedotin, solo 8 su 51 pazienti (16%) che ricevevano una terapia successiva sono stati trattati con Adcetris in seguito a recidiva. Nel braccio con placebo, 72 degli 85 pazienti (85%) che ricevevano una terapia successiva sono stati trattati con brentuximab vedotin come agente singolo. 24 pazienti nel braccio con placebo e 13 pazienti nel braccio con Adcetris hanno ricevuto il trapianto di cellule staminali come terapia successiva, di cui la maggior parte erano trapianti allogenici.
– I dati di OS sono prematuri e non è stata osservata alcuna differenza statisticamente significativa di OS fra i due bracci di trattamento (hazard ratio 1,15; p-value=0,62). Un’ulteriore analisi della sopravvivenza globale è programmata per il 2016.
– Gli eventi avversi più comuni nel braccio con brentuximab vedotin sono stati neuropatia periferica sensoriale (56%), neutropenia (35%), infezione delle alte vie respiratorie (26%), affaticamento (24%) e neuropatia periferica motoria (23%). Gli eventi avversi più comuni nel braccio con placebo sono stati infezione delle alte vie respiratorie (23%), affaticamento (18%), neuropatia periferica sensoriale (16%), tosse (16%) e neutropenia (12%). L’85% dei pazienti con neuropatia periferica nel braccio con Adcetris ha risolto o manifestato un miglioramento dei sintomi con un tempo mediano di miglioramento di 23,4 settimane.
– Eventi avversi di grado 3 o superiore nel braccio con brentuximab vedotin includevano neutropenia, neuropatia periferica sensoriale, neuropatia periferica motoria, nausea, affaticamento e diarrea. Eventi avversi di grado 3 o superiore nel braccio con placebo includevano neutropenia, affaticamento, neuropatia periferica motoria, diarrea e neuropatia periferica sensoriale. Non si sono verificati eventi di neuropatia periferica di grado 4.
– Un decesso si è verificato entro 30 giorni dal trattamento con Adcetris per sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) correlata alla terapia associata a polmonite. Un decesso si è verificato nel braccio con brentuximab vedotin al giorno 40 per ARDS in seguito a un episodio di pancreatite acuta correlata alla terapia, che era stato risolto al momento del decesso.

Articoli correlati

Brentuximab vedotin, anticorpo legato a farmaco

Brentuximab vedotin per linfoma anaplastico a grandi cellule sistemico

Brentuximab vedotin, anticorpo legato a farmaco

0

Adcetris® (brentuximab vedotin) è un anticorpo coniugato a farmaco che rilascia un agente antineoplastico, con conseguente apoptosi cellulare selettiva nelle cellule tumorali che esprimono CD30.

soluzione endovena

Brentuximab vedotin è un ADC composto da un anticorpo monoclonale anti-CD30 (immunoglobulina chimerica ricombinante G1 [IgG1], prodotto mediante tecnologia del DNA ricombinante in cellule ovariche di criceto cinese) legato in modo covalente, tramite un legante scissibile per proteasi, all’agente antimicrotubulare monometilauristatina E (MMAE) che utilizza la tecnologia brevettata da Seattle Genetics. L’ADC usa un sistema di legame realizzato per essere stabile nel torrente circolatorio e rilasciare MMAE al momento dell’internalizzazione nelle cellule tumorali che esprimono CD30.

Dati non clinici suggeriscono che l’attività biologica di brentuximab vedotin derivi da un processo multistadio. Il legame dell’anticorpo coniugato a farmaco ai CD30 di superficie cellulare avvia l’internalizzazione del complesso formato dall’anticorpo coniugato a farmaco e dal CD30, con successivo spostamento nel comparto liposomiale. All’interno delle cellule si ha rilascio di una singola specie attiva definita, monometilauristatina E (MMAE), tramite scissione proteolitica. Il legame di MMAE alla tubulina interferisce con la rete microtubulare internamente alla cellula, inducendo l’arresto del ciclo cellulare e la morte per apoptosi delle cellule tumorali che esprimono CD30.

Adcetris per infusione endovenosa ha ricevuto un’approvazione accelerata dalla Food and Drug Administration in America e approvazione con riserva dalla Health Canada per due indicazioni:

1) il trattamento di pazienti adulti affetti da linfoma di Hodgkin (HL) CD30+ recidivante o refrattario:
a. in seguito a trapianto autologo di cellule staminali (ASCT) oppure
b. in seguito ad almeno due precedenti regimi terapeutici, quando l’ASCT o la poli-chemioterapia non è un’opzione terapeutica
2) il trattamento di pazienti adulti affetti da linfoma anaplastico a grandi cellule sistemico recidivante o refrattario. Le indicazioni di ADCETRIS sono basate sul tasso di risposta. Non ci sono dati disponibili che dimostrano un miglioramento dei risultati riportati dai pazienti o della sopravvivenza con ADCETRIS.

Adcetris ha ricevuto l’autorizzazione all’immissione in commercio con riserva da parte della Commissione Europea nell’ottobre 2012 per due indicazioni:

1) il trattamento di pazienti adulti affetti da linfoma di Hodgkin (HL) CD30+ recidivante o refrattario:
a. in seguito a trapianto autologo di cellule staminali (ASCT) oppure
b. in seguito ad almeno due precedenti regimi terapeutici, quando l’ASCT o la poli-chemioterapia non è un’opzione terapeutica
2) il trattamento di pazienti adulti affetti da linfoma anaplastico a grandi cellule sistemico recidivante o refrattario.

Adcetris ha ricevuto l’autorizzazione all’immissione in commercio dalle autorità regolatorie in oltre 45 paesi.
Seattle Genetics e Takeda lavorano congiuntamente allo sviluppo di Adcetris. Secondo i termini dell’accordo di collaborazione, Seattle Genetics ha i diritti all’immissione in commercio negli USA e nel Canada e Takeda i diritti all’immissione in commercio di Adcetris nel resto del mondo. Seattle Genetics e Takeda finanziano i costi comuni di sviluppo di Adcetris in una proporzione di 50:50, a eccezione del Giappone dove Takeda sarà il solo responsabile dei costi di sviluppo.

Articoli correlati

Brentuximab vedotin per linfoma di Hodgkin

Brentuximab vedotin per linfoma anaplastico a grandi cellule sistemico

Nicola Saraceni è Strategy and Customer Excellence Director di Sanofi Italia

0

 

Dal 1 febbraio 2015 Nicola Saraceni, già in Sanofi Italia, diventa Direttore Strategy and Customer Excellence. Nel suo ruolo Saraceni riporta ad Alexander Zehnder, Presidente e Amministratore Delegato di Sanofi Italia, ed entra a far parte del Comitato Direttivo dell’azienda.

Nicola Saraceni
Nicola Saraceni

La funzione Strategy and Customer Excellence ha l’obiettivo di coordinare, valorizzare e supportare i processi interni di pianificazione strategicae di “operational excellence”. L’intento è favorire un nuovo modello di business che garantisca risposte efficaci ai bisogni di salute dei pazienti e alle esigenze dei diversi interlocutori di Sanofi.

Nato nel 1965 e laureato in economia, Nicola Saraceni è entrato in Sanofi nel settembre 2014 come Project Management Officer & Organizational Effectiveness Manager. Ha un’esperienza decennale in ambito farmaceutico, acquisita collaborando con alcune delle principali aziende di consulenza internazionale (Ernst & Young, Accenture, Eurogroup) e con importanti aziende del settore farmaceutico quali BoehringerIngelheim Italia, dove ha ricoperto i ruoli di Market Access Director, Direttore Vendite e Direttore Marketing, e BoehringerIngelheim Germania, dove è stato Senior Regional Business Manager per Francia, Olanda e Portogallo.

Vaccino contro il meningococco B approvato dalla FDA

0

La Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha concesso l’approvazione con procedura accelerata del vaccino Novartis contro il meningococco di gruppo B per l’immunizzazione attiva atta a prevenire questa malattia invasiva (nota anche come meningite B) negli adolescenti e nei giovani adulti dai 10 ai 25 anni di età.

miningiteIl vaccino Novartis è l’unico vaccino contro la meningite B approvato negli Stati Uniti con una schedula a due dosi e un programma posologico flessibile, con la prima e la seconda dose somministrate ad almeno un mese di distanza.

Parte della procedura accelerata di approvazione, è l’impegno di Novartis a completare gli studi in corso, allo scopo di confermare l’efficacia del suo vaccino contro diversi ceppi di sierogruppo B.

Negli studi di Fase II e III, il vaccino contro il meningococco B di Novartis ha dimostrato di fornire, già dopo la somministrazione di due dosi, una risposta immunitaria protettiva negli adolescenti e nei giovani adulti. 

Il profilo di tollerabilità del vaccino Novartis contro il meningococco B è stato dimostrato anche nell’ambito di studi clinici sponsorizzati dagli US Centers for Disease Control and Prevention (CDC) e condotti su oltre 15.000 individui presso la Princeton University e la University of California, Santa Barbara (UCSB), durante i focolai di meningite B in questi campus universitari. I dati di sicurezza emersi dagli studi clinici dei CDC sono in linea con i risultati osservati nel corso di studi precedenti.

Nel gennaio 2013, il vaccino Novartis contro il meningococco B ha ricevuto l’approvazione da parte della Commissione Europea per l’uso nei soggetti a partire dai 2 mesi di età, diventando così il primo vaccino ad ampia copertura a ricevere l’approvazione regolatoria per contribuire alla protezione contro la meningite B. Il vaccino Novartis contro il meningococco B è ora autorizzato in 37 Paesi, inclusi gli Stati membri dell’Unione Europea, l’Australia e il Canada. Dalla prima approvazione in Europa, sono più di un milione le dosi distribuite in tutto il mondo, esclusi gli Stati Uniti.

La meningite B

La malattia meningococcica invasiva può presentarsi sotto forma di meningite batterica con segni e sintomi spesso difficili da diagnosticare correttamente e, sebbene rara, può avere gravi conseguenze, tra le quali disabilità permanenti e, talvolta, può portare al decesso entro 24 ore dall’insorgenza dei sintomi. Neisseria meningitidis B è diventato il sierogruppo prevalente tra quelli che causano la malattia meningococcica negli Stati Uniti con il 33% di tutti i casi segnalati nel 2013. Anche se sottoposti a terapia antibiotica, fino al 10% delle persone che contraggono la malattia meningococcica è destinata a morire, e su cinque persone che sopravvivono, una rischia di restare vittima di disabilità permanenti. Gli adolescenti e i giovani adulti sono a rischio più elevato di contrarre la malattia meningococcica, a causa di abitudini e stili di vita condivisi, come la convivenza nei dormitori universitari.

Articoli correlati

Premio Galeno al vaccino Novartis contro il meningococco B

È made in Italy il primo vaccino contro il meningococco B