È arrivato il parere positivo del CHMP EMA su ocrelizumab per la sclerosi multipla recidivante (SMR) e per la sclerosi multipla primariamente progressiva (SMPP).

Parere positivo del CHMP EMA su ocrelizumab per la SMR e SMPP
Parere positivo del CHMP per il trattamento della sclerosi multipla nelle forme recidivante (SMR) e primariamente progressiva (SMPP) con ocrelizumab

Roche ha annunciato che il Comitato che valuta i Farmaci per l’Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha espresso parere positivo su ocrelizumab come terapia per le persone con:

  • forma attiva di sclerosi multipla recidivante (SMR) definita da segni clinici o radiologici,
  • sclerosi multipla primariamente progressiva (SMPP) in fase iniziale, in termini di durata di malattia e livello di disabilità, e in presenza di segni radiologici caratteristici dell’attività infiammatoria.

«Il parere positivo espresso dal CHMP è un risultato importante per il futuro di migliaia di persone con sclerosi multipla che continuano a combattere con una malattia spesso invisibile ma molto impattante – afferma Giancarlo Comi, direttore dell’Istituto di Neurologia Sperimentale (INSPE) dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, che ha avuto un ruolo rilevante nello sviluppo del farmaco – È dal 2015, anno in cui all’ECTRIMS di Barcellona sono stati presentati i risultati di ocrelizumab nel programma di studi clinici ORCHESTRA, che la comunità SM attende con ansia la disponibilità di questa terapia in grado di cambiare il corso della sclerosi multipla. È forte l’auspicio di poter presto contare anche in Italia su questa nuova opzione terapeutica».

Il parere positivo del CHMP si basa sui risultati ottenuti in tre studi clinici cardine di Fase III, in cui è stato raggiunto l’endpoint primario, oltre a importanti endpoint secondari. I risultati di due studi identici di Fase III (OPERA I e OPERA II) sulla sclerosi multipla recidivante hanno dimostrato infatti la superiore efficacia di ocrelizumab nel quasi dimezzare il numero di recidive su base annua, oltre che nel rallentare significativamente la progressione della malattia rispetto a interferone beta-1a ad alto dosaggio nei due anni di trattamento. Ocrelizumab ha inoltre aumentato significativamente la probabilità di assenza di evidenze di attività della malattia (lesioni a livello cerebrale, ricadute e peggioramento della disabilità).

In uno studio separato di Fase III sulla sclerosi multipla primariamente progressiva (ORATORIO), ocrelizumab ha rallentato in maniera significativa la progressione della disabilità e ha ridotto i segni di attività della malattia a livello cerebrale (lesioni rilevate alla risonanza magnetica) rispetto al placebo con follow-up mediano di tre anni. È stato il primo farmaco a permettere di ottenere questi risultati.

Gli effetti collaterali più comuni associati a ocrelizumab negli studi di Fase III sono state reazioni all’infusione e infezioni delle vie respiratorie superiori, prevalentemente di grado da lieve a moderato.

«Il parere positivo del CHMP su ocrelizumab è una fantastica notizia per l’Europa e auspichiamo possa rappresentare un significativo passo verso l’approvazione europea del farmaco a beneficio di tutte le persone che ogni giorno combattono con forme attive di sclerosi multipla recidivante o con una forma primariamente progressiva precoce – ha dichiarato Anna Maria Porrini, Country Medical Director, Roche Italia. – Questo è il riconoscimento da parte del CHMP della rilevanza clinica dei risultati di ocrelizumab, anche in coloro che convivono con la SM primariamente progressiva, la forma fortemente invalidante per la quale al momento non esistono terapie approvate in Europa».

Se approvato dalla Commissione Europea, la conseguente autorizzazione all’immissione in commercio per Ocrelizumab sarà valida in tutti e 28 i Paesi dell’Unione Europea.

Ocrelizumab inoltre è già approvato in diversi Paesi in Nord America, Sudamerica, Medio Oriente, Europa Orientale, oltre ad Australia e Svizzera. Ad oggi sono circa 20.000 le persone che hanno ricevuto il trattamento con ocrelizumab.

Ocrelizumab

Ocrelizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato, progettato per colpire in maniera selettiva le cellule B CD20+. Le B CD20+ sono cellule immunitarie considerate tra le principali responsabili del danno alla mielina e alle cellule nervose, che si osserva nella sclerosi multipla e che determina disabilità. Sulla base di studi preclinici, si è potuto stabilire che ocrelizumab si lega alle proteine della superficie cellulare CD20+, espresse su alcune cellule B, ma non sulle cellule staminali o sulle plasmacellule, consentendo così di preservare importanti funzioni del sistema immunitario.

Ocrelizumab viene somministrato per infusione endovenosa ogni sei mesi. La prima somministrazione viene effettuata con due infusioni da 300 mg a due settimane di distanza l’una dall’altra. Le successive somministrazioni avvengono con infusione singola da 600 mg.

Studi OPERA I e OPERA II su ocrelizumab nella sclerosi multipla recidivante (SMR)

OPERA I e OPERA II sono studi di fase III, randomizzati, in doppio cieco, multicentrici, condotti su scala mondiale. Il loro scopo è valutare l’efficacia e la sicurezza di ocrelizumab rispetto a interferone beta-1a.

I dosaggi utilizzati sono stati:

  • ocrelizumab: 600 mg somministrati per infusione endovenosa ogni sei mesi,
  • interferone beta-1a: 44 mcg somministrati per via sottocutanea tre volte alla settimana.

Per questi studi sono stati arruolati 1.656 pazienti con forme recidivanti di sclerosi multipla. In questi studi la sclerosi multipla recidivante è stata definita come SM recidivante-remittente e SM secondariamente progressiva con recidive.

Lo studio ORATORIO su ocrelizumab nella sclerosi multipla primariamente progressiva

ORATORIO è uno studio di fase III, randomizzato, in doppio cieco, multicentrico, condotto su scala mondiale. Lo scopo dello studio è valutare l’efficacia e la sicurezza di ocrelizumab rispetto a placebo.

Il dosaggio di ocrelizumab è 600 mg somministrati per infusione endovenosa ogni sei mesi, con due infusioni da 300 mg a due settimane di distanza l’una dall’altra.

Per questo studio sono stati arruolati 732 pazienti con sclerosi multipla primariamente progressiva (SMPP).

Nello studio ORATORIO, il periodo di trattamento in cieco è continuato sino a che tutti i pazienti non hanno ricevuto almeno 120 settimane di trattamento con ocrelizumab o placebo e un numero predefinito di eventi di confermata progressione della disabilità (CDP) è stato raggiunto in tutto lo studio.

La sclerosi multipla

Nella SM, il sistema immunitario attacca la guaina mielinica, che isola e sostiene le cellule nervose. Il danno nervoso può causare un’ampia serie di sintomi, tra i quali:

  • debolezza e/o rigidità muscolare,
  • astenia,
  • difficoltà visive e/o diplopia,
  • intorpidimento e formicolio a viso, braccia, gambe e tronco,
  • vertigini,
  • disartria..

e può portare alla disabilità.

La maggior parte delle persone affette da sclerosi multipla accusa il primo sintomo tra i 20 e i 40 anni, e questo fa della malattia la principale causa di disabilità d’origine non traumatica tra i giovani adulti.

In tutte le forme di sclerosi multipla, chi ne è colpito subisce l’attività della malattia (infiammazione del sistema nervoso e perdita permanente di cellule nervose cerebrali) anche quanto i sintomi clinici non sono evidenti o sembrano non peggiorare.

Un obiettivo importante nel trattamento della sclerosi multipla è quello di ridurre il prima possibile l’attività della malattia per rallentare la velocità di progressione della disabilità.

Sino ad oggi, nonostante le terapie disponibili che modificano la malattia, alcune delle persone affette da sclerosi multipla recidivante (SMR) continuano ad avere attività della malattia e progressione della disabilità.

Sclerosi multipla recidivante (SMR)

Le forme recidivanti della malattia (SMR) comprendono la forma recidivante remittente (SMRR) e la forma secondariamente progressiva (SMSP) con ricadute.

La sclerosi multipla recidivante-remittente (SMRR) è caratterizzata da fasi in cui si manifestano nuovi episodi con segni o sintomi (ricadute) o da un peggioramento seguiti da periodi di recupero.

Nella maggioranza dei casi la sclerosi multipla recidivante-remittente evolve nella forma secondariamente progressiva (SMSP), con un costante peggioramento dei sintomi per i pazienti.

Sclerosi multipla primariamente progressiva (SMPP)

La sclerosi multipla primariamente progressiva (SMPP) è una forma debilitante della malattia caratterizzata da costante peggioramento dei sintomi, generalmente senza periodi distinti di remissione e successiva ricaduta.

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